Archivi tag: televisione

Anonimato protetto, Privacy e la Direttiva europea CE 2006/24

reggio-nel-web

La settimana scorsa l’On. Motti è intervenuto su Reggio nel Web parlando del Caso Google (condanna dei tre dirigenti Google Italia vs Vividown) e dichiarando: “No alla censura, sì all’anonimato protetto“. Oggi ho risposto dicendo la mia opinione riguardo la Direttiva europea CE 2006/24 e l’anonimato protetto.

Una storia al giorno dalle tendepoli in Abruzzo (FromZero.TV)

fromzero.tv abruzzo aquila tendopoli

[Segnalato da Montemagno via Twitter]

L’idea è di stare vicino alle persone che vivono il dramma del post terremoto, di raccontare le loro tante piccole storie per tenere desta l’attenzione. Si legge sul sito infatti che il progetto, partito il 15 settembre, si concluderà solo con il concludersi effettivo della loro Odissea, cioè quando lasceranno per sempre la tendopoli.
[via Wired.it]

Siamo arrivati a fine Settembre.
FromZero.TV mostra la realtà delle tendopoli. Una sorta di documentario con tanto di personaggi ed episodi.
Il loro vivere quotidiano nelle tende, i problemi, le speranze. Tutto raccontato attraverso piccoli episodi. C’è anche un blog per i commenti.

Internet Manifesto

internet-manifest

In questi giorni sale l’attenzione verso l’Internet Manifesto scritto da alcuni blogger tedeschi su come dovrebbe essere il giornalismo oggi, nell’epoca di Internet. L’epoca in cui, come sottolinea il manifesto stesso con un bel gioco di parole, “Internet è la nostra società è Internet“.

E’ stato tradotto in molte lingue, compresa l’italiano, e si appresta a diventare oggetto di scambio di opinioni in tutto il mondo. Tutto è opinabile ma il Manifesto si presenta estremamente accurato e concreto.
Si compone di ben 17 punti:

  1. Internet è diverso
  2. Internet è un impero mediatico tascabile
  3. Internet è la nostra società è Internet
  4. La libertà di internet è inviolabile
  5. Internet è la vittoria dell’informazione
  6. Internet migliora il giornalismo
  7. La Rete richiede networking
  8. I link riportano, le citazioni decorano
  9. Internet è il nuovo luogo del dibattito politico
  10. Oggi libertà di stampa significa libertà di opinione
  11. Più e più – non c’è mai troppa informazione
  12. La tradizione non è un modello di business
  13. Il diritto d’autore diviene un dovere civico in Rete
  14. Internet ha molte monete
  15. Ciò che è in Internet resta in Internet
  16. La qualità rimane la qualità più importante
  17. Tutto per tutto

Mi sono piaciuti i “toni” utilizzati, del resto come far passare un concetto quale “I media devono adattare il proprio modo di lavorare all’attuale contesto tecnologico anziché ignorarlo o contestarlo” ad alcuni giornalisti che ignorano (o criminalizzano) internet.

Il manifesto rafforza alcuni concetti importanti su cui si discute da anni, come “La libertà di Internet è inviolabile. Su questo in Italia dobbiamo fare ancora molta strada, questa libertà infatti è spesso oggetto di tentativi di imbrigliatura.

Ciò che ho trovato maggiormente interessante però è il modo in cui vengono affrontati alcuni aspetti del giornalismo puro. Un concetto semplice ma che spesso fatico a far passare, ad esempio, è che Internet migliora il giornalismo.

Attraverso Internet il giornalismo può svolgere appieno il proprio ruolo socio-educativo in modo nuovo. Ciò ricomprende la diffusione delle informazioni come un processo continuo in movimento permanente; la fine dell’inalterabilità dei giornali rappresenta un vantaggio. Coloro che vogliono sopravvivere in questo nuovo mondo dell’informazione hanno bisogno di un nuovo idealismo, di nuove idee giornalistiche e di amare l’esplorazione di questo nuovo potenziale.”

Un’altro aspetto a cui spesso non viene dato peso è che la verità in rete viene sempre a galla. Per molte persone quest’affermazione ancora non è credibile. Per chi invece conosce la rete e le sue dinamiche lo è eccome. E’ chiaro che bisogna avere ben presente il funzionamento di certi siti di riferimento (Wikipedia piuttosto che YouTube, Google e altri motori di ricerca, ecc.), la capacità della blogosfere e tutti quei processi che contribuiscono a mettere in luce eventuali “fake”. A tal proposito l’ultimo punto è spettacolare:

Il web costituisce un’infrastruttura per la condivisione sociale superiore ai mass media del 20° secolo: in caso di dubbio, la “generazione wikipedia” è capace di accertare la credibilità di una fonte, di risalire da un’informazione alla sua fonte originaria, ricercarla, verificarla e di migliorarla che si tratti di un individuo o di un gruppo. I giornalisti che snobbano questo approccio e mostrano disprezzo per queste competenze non sono presi sul serio dagli utenti della Rete. E giustamente. Internet permette di comunicare direttamente con delle persone – lettori, ascoltatori e spettatori – e di avvantaggiarsi della loro conoscenza. Non abbiamo bisogno di giornalisti che sanno già tutto ma di giornalisti che investigano e comunicano.

Annozero, l’appello di Santoro in rete

Annozero - Diffondi gli spot

Raccolgo l’appello lanciato in rete da Michele Santoro.
Da giorni cerca di mandare in onda i suoi spot di presentazione ma nulla da fare. Inoltre sembra che Marco Travaglio non sia ben accetto.
Ma questa non si chiama censura?

Annozero inizia il 24 Settembre alle 21:00 su Rai Due

Ecco l’appello:

Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il …pubblico sulla data d’inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.

Qui trovate i nostri spot.

Su Youtube:
Primo spot: http://www.youtube.com/watch?v=8e-HvwOhmjE
Secondo spot: http://www.youtube.com/watch?v=_kJRHdrLfWI

Su Rai.tv:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-616d28e5-f635-4e1f-a3d9-e153752d2e91.html?p=0

E come sempre il nostro sito www.annozero.rai.it

Riotta e la Social Media Revolution

Social Media Revolution

Ogni mattina, prima di iniziare a “vivere” la giornata, faccio sempre una puntatina sulla Home di Twitter. Stamattina mi ha colpito in particolar modo un tweet di _arianna che linkava il video Social Media Revolution scrivendo “Non ditelo a Riotta“. La cosa non poteva di certo passare inosservata dopo le dichiarazioni di quest’ultimo su Internet e sulla blogosfere, “luogo” di cui si vanta per esser stato il primo giornalista a metterci piede ma anche il primo ad uscirne (“Tal cred!” direbbero a Reggio, “Eh grazie ‘o ca…” invece a Napoli).
Per farla breve, ho cliccato e mi sono guardato il Social Media Revolution. Bello, consiglio la visione.

Il frame di cui riporto qui sopra l’immagine è un concetto semplice, quasi scontato, ma altrettanto fenomenale. Effettivamente non ci avevo mai fatto caso: Facebook, se fosse un paese, sarebbe il 4° al mondo come numero di “abitanti”. Quarto dopo Cina, India e Stati Uniti.

Social Media Revolution

Riotta

Vi riporto alcune perle:

  • sono stato il primo giornalista italiano ad aprire un Blog, sono stato il primo giornalista italiano a chiuderlo
  • 6 miliardi di abitanti, 6 miliardi di blog, ognuno si scrive il suo, io mi scrivo il mio, Enrico si scrive il suo, voi vi scrivete il vostro e non ci leggiamo più! E’ una relazione assolutamente monogamica.
  • se guardate i commenti in un qualsiasi giornale italiano i commenti dei lettori sono tutti deficenti, sono commenti scemi perchè l’anonimato tira fuori il peggio di ognuno di noi
  • Internet è diventata una specie di grande camera oscura dove, siccome non sei responsabile di quello che dici, tiri fuori il peggio di te … usi la pancia anzichè la testa

Online il sito del Comitato a sostegno di Carlo Pedemonte (Genova)

Era da tempo che suggerivo a Carlo Pedemonte, responsabile del Sistema Informativo dell’Ospedale Sampierdarena “Villa Scassi” (Genova) dal 1990, di “aumentare” la sua visiblità online e, soprattutto, di mettere a disposizione della rete tutto il materiale necessario. Oggi mi ha scritto segnalandomi che, finalmente, il “Comitato a sostegno di Carlo Pedemonte“, nato ad Aprile 2009, ha pubblicato online il sito ufficiale.

Il “Comitato a sostegno di Carlo Pedemonte per la difesa della legalità e contro gli sprechi nella sanità pubblica ligure” nasce ufficialmente il 20 aprile 2009, costituito da cittadini genovesi che da tempo stanno seguendo approfonditamente le vicende che ruotano attorno al dirigente informatico della ASL 3 di Genova.
Il Comitato si prefigge quindi di appoggiare e sostenere l’impegno di Carlo Pedemonte e informare i cittadini riguardo alla gestione dell’informatica sanitaria ligure e riguardo all’evolversi della vicenda (esposti, inchieste giudiziarie, atti della Pubblica Amministrazione).

Bravo Carlo!
Come ti dicevo è importante che tu sia visibile, il resto lo farà la rete. E’ molto potente e non perdona.
Avanti così!

TeleReggio parla di crisi, per il TG1 è tutto ok!

Telereggio - La crisi non si attenua

Immagino un reggiano poco interessato alla realtà locale ma abbastanza attento alle problematiche nazionali. Immagino che questo cittadino, per informarsi, guardi un TG e utilizzi poco o quasi niente la rete.

Immagino questo reggiano accendere la TV verso le 20.30 per seguire qualche notizia, magari sul TG1, il quale stasera ha aperto con: “Berlusconi: crisi, il peggio e’ passato“.  Il buon reggiano ascolta gli altri titoli, poca roba. Resta in attesa di quel primo servizio per ascoltare le parole del Premier:

“Noi dobbiamo essere consapevoli che ormai la crisi si è sfogata, per il sistema finanziario. Che chi doveva fallire è fallito. Che le diminuzioni dei titoli di borsa sono accadute, chi ha perso lì ha perso, chi invece li aveva, questi titoli come investimento, li ha chiusi  nel cassetto e li tiene lì aspettando che ci sia una ripresa, che ci sarà di sicuro.”

Spero che quel reggiano abbia dato uno sguardo anche a Telereggio, spero che sia venuto a conoscenza di una realtà ben diversa, una realtà a lui vicina: Reggio Emilia attraversa un periodo di grande crisi. Basta un’analisi dei dati della Camera di Commercio e degli Industriali di Reggio Emilia per accorgersene. Telereggio infatti apre con “La crisi non si attenua“. Secondo i sindacati, i cassintegrati in provincia di Reggio Emilia si aggirano oggi intorno ai 30.000.

Carlo Pedemonte e DATASIEL, una storia incredibile

Con la presente esprimo la mia solidarietà al collega Carlo Pedemonte e ne pubblico volentieri l’accorato appello che in questi giorni sta girando in rete:

Ricevo oggi una email da un collega di Genova che conosco personalmente e del quale ho la massima stima che giro a tutti. Premesso che la magistratura sta facendo il suo corso e senza entrare nel merito di singole accuse che gli organi giudiziari, corte di conti ecc. stanno già vagliando, porto alla conoscenza di tutti una vicenda con risvolti che lascio al giudizio di tutti.
In rete troverete numerosi documenti di riscontro delle singole accuse.

Ecco l’email:

ciao a tutti,
non so da che parte cominciare, quindi vengo al punto:

  • da molti anni, diciamo venti, sono dirigente informatico della sanità;
  • con il personale (pubblico) del mio ufficio (CED/SIA) e utilizzando 65 (sessantacinque) fornitori diversi, ho realizzato TUTTE le procedure di informatica sanitaria delle quali TUTTI parlano da quarant’anni… sono visibili a chiunque… in liguria lo sanno TUTTI… I CODICI SORGENTE SONO DI PROPRIETA’ PUBBLICA !!! … tutte le procedure sono integrate fra loro IN MODO NATIVO… le ho messe a disposizione GRATUITAMENTE della regione e delle altre ASL e aziende ospedaliere… a fronte di ciò sono SEMPRE stato ignorato…
  • nel corso di TUTTA la mia vita professionale TUTTI hanno fatto TUTTO ciò che potevano per IMPEDIRE AD OGNI COSTO CHE MI FOSSE PAGATO LO STIPENDIO MINIMO PREVISTO DAL CONTRATTO… ho vinto tre ricorsi (su tre), con condanna della controparte alle spese legali… solo in tal modo ho ottenuto lo stipendio minimo previsto dal contratto…
  • nel 2006 la regione liguria ha promulgato la legge 42 che IMPONE DI AFFIDARE TUTTE LE FORNITURE INFORMATICHE A DATASIEL… tale legge viola apertamente, palesemente e sfacciatamente le leggi dello stato e della comunità europea
  • esiste un fenomeno che a me personalmente appare come “criminalità organizzata” che ha sottratto e sta sottraendo OLTRE UN MILIARDO DI EURO alla cosa pubblica, simulando la realizzazione di fantascientifici progetti informatici… IN REALTA’ NON VIENE REALIZZATO NULLA DI NULLA (LETTERALMENTE !!! LO SANNO E LO VEDONO TUTTI !!!)…   non vi chiedo di credermi… guardate questo link… è SOLO L’ULTIMA DELIBERA DEL GENERE E STANZIA DUECENTOTRENTASETTE MILIONI DI EURO PER DATASIEL…
  • negli ultimi TRE ANNI ho presentato esposti a tutte le competenti autorità… non è ancora accaduto nulla…  ho subito una denuncia anonima, datasiel mi ha querelato per diffamazione, il PM ha chiesto l’archiviazione,  datasiel ha fatto opposizione, si è svolta l’udienza davanti al GIP che ha archiviato definitivamente…
  • si sono schierati CONTRO DI ME tutti i politici di TUTTI I PARTITI, tutti i sindacalisti di tutti i sindacati confederali ed assimilati, tutti i dirigenti della regione, tutti i dirigenti della sanità, la commissione europea e persino confindustria… tutto quel che dico è documentato innumerevoli volte…

Adesso, mentre la mia ASL (la 3 genovese)  FINGE CHE IL MIO SISTEMA INFORMATICO NON ESISTA E AVVIA LE PROCEDURE PER ACQUISTARE TUTTO EX NOVO, IO VENGO SOTTOPOSTO A PROCEDIMENTO DISCIPLINARE, DICHIARATAMENTE FINALIZZATO AL MIO LICENZIAMENTO…

Ho presentato 37 (trentasette) verbali alla Guardia di Finanza, oltre a molti esposti e querele… non accade nulla… l’autorità giudiziaria non interviene… ho speso tutti i miei risparmi in questa battaglia… sto letteralmente morendo di sfinimento… non ho più nemmeno la forza di rantolare.
Se qualcuno ritiene di poter e voler fare qualcosa….
grazie
Carlo Pedemonte