Davide Gullo, Consulente web

08.02.2012
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06a settimana
38o giorno

  "E il mare il web concederà ad ogni uomo nuove speranze, come il sonno i sogni..." Cristoforo Colombo

La tassa sul CD Audio

martedì, 08 settembre 2009

CD Compact Disc

Credo fosse una puntata di Superflash, se la memoria non mi tradisce eravamo intorno al 1983-84. Mike Bongiorno, che oggi ci ha lasciato, presentò il nuovo supporto digitale per la musica: il Compact Disc (CD).

In macchina avevamo decine di cassette mentre a casa si conservavano con grande cura i dischi in vinile. Il vinile era intoccabile perchè rischiava di rovinarsi. Ti facevi una copia su cassetta e l’ascoltavi ovunque, dalla macchina ai famosi walkman che si susseguivano negli anni.
Ricordo che rimasi colpito quando Mike presentò il nuovo supporto. La parola “digitale” era di difficile comprensione all’epoca (avevo poco più di 10 anni). Non avrei mai immaginato che su quello stesso supporto sarebbero poi passati anni di storia della mia vita, dalle immagini del mio matrimonio a quelle di mia figlia. Oggi il CD sta quasi scomparendo anche se personalmente lo ritengo un ottimo supporto di archiviazione. Le foto e i video da conservare, per ora, preferisco masterizzarli oltre che tenerli sul PC o su una chiavetta.

Da allora il CD ne ha fatta di strada, son trascorsi 25 anni da quando creare una copia su CD era improponibile. Oggi è alla portata di tutti, anzi, è superato. Anche il costo del CD vergine è ormai ridotto ai minimi termini, siamo intorno ai 20 centesimi (più o meno). In tutto questo mi sembra di capire che, sul supporto vergine, paghiamo ancora una tassa alla SIAE: “a fronte del beneficio che il consumatore persona fisica trae dalla facoltà di “copia privata” è previsto un compenso a favore di autori, artisti e produttori“. Secondo il Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 68, che prevede appunto un compenso pari a “0,29 euro per ora di registrazione (per supporti audio digitali dedicati, quali minidisc, CD-R audio e CD-RW audio)”, dobbiamo pagare una tassa a priori su eventuali duplicazioni di opere coperte da diritto d’autore.

Differenza tra CD Audio e CD Dati

Vi siete mai chiesti perchè un CD-R Audio (la R sta per Recordable = Scrivibile) costa di più di un CD-R Dati pur trattandosi dello stesso identico supporto?
Ora avete la risposta.

Il supporto quindi, dal punto di vista fisico, è lo stesso ma vi sono alcune altre differenze che mirano a combattere la pirateria. In dettaglio quindi:

I CD-R DIGITAL AUDIO (“FOR MUSIC USE” O FOR CONSUMERS ONLY)
I CD-R Digital Audio e CD-RW (riscrivibili) Digital Audio sono identici ai normali CD-R e CD-RW. Le uniche differenze sono:

  1. CD-R Digital Audio e CD-RW Digital Audio hanno un byte di controllo inserito nell’ATIP che viene riconosciuto dal registratore di cd; CD-R e CD-RW non hanno tale byte e non possono essere incisi dal registratore, ma solo dal masterizzatore per PC. Ovviamente i masterizzatori per PC possono incidere anche questi più costosi supporti, oltre che i normali CD-R, tranne alcuni vecchi modelli che non riconoscono quel byte di controllo e non sono in grado di inciderli.
  2. CD-R Digital Audio e CD-RW Digital Audio incorporano uno schema di protezione della copia detto Serial Copy Management System (SCMS) – così come le cassette DAT -, quindi sui registratori di CD-R non è possibile duplicarli (cioè farne la copia della copia). L’idea è quella di limitare copie non autorizzate della cosiddetta proprietà intellettuale, cioè musica i cui diritti sono posseduti dai legittimi autori, esecutori ed editori.
  3. CD-R Digital Audio e CD-RW Digital Audio costano di più perché una parte del loro prezzo viene incamerato dalla associazione degli autori (ed editori) del paese in cui vengono commercializzati (SIAE in Italia, GEMA in Germania, SACEM in Francia, ASCAP e BMI negli USA ecc). I riscrivibili audio (CD-RW Digital Audio) costano di più sia dei riscrivibili non audio che dei CD-R audio non riscrivibili.
  4. I CD-R Digital Audio devono essere incisi a bassa velocità; i modelli più vecchi in commercio non possono essere incisi a velocità superiori a 4x; con gli altri ci si può spingere al massimo fino a 8x o 12x.

    [Fonte: Hardware Upgrade]

 

Pinguino imperatore

Aptenodytes forsteri,
descritto da G. R. Gray nel 1844, Mari Antartici.

Tux è la mascotte ufficiale del kernel Linux. Creato da Larry Ewing nel 1996, è un pinguino paffuto dall'aria contenta. L'idea che la mascotte di Linux dovesse essere un pinguino venne da Linus Torvalds, il creatore del kernel Linux.
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