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Internet Manifesto

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In questi giorni sale l’attenzione verso l’Internet Manifesto scritto da alcuni blogger tedeschi su come dovrebbe essere il giornalismo oggi, nell’epoca di Internet. L’epoca in cui, come sottolinea il manifesto stesso con un bel gioco di parole, “Internet è la nostra società è Internet“.

E’ stato tradotto in molte lingue, compresa l’italiano, e si appresta a diventare oggetto di scambio di opinioni in tutto il mondo. Tutto è opinabile ma il Manifesto si presenta estremamente accurato e concreto.
Si compone di ben 17 punti:

  1. Internet è diverso
  2. Internet è un impero mediatico tascabile
  3. Internet è la nostra società è Internet
  4. La libertà di internet è inviolabile
  5. Internet è la vittoria dell’informazione
  6. Internet migliora il giornalismo
  7. La Rete richiede networking
  8. I link riportano, le citazioni decorano
  9. Internet è il nuovo luogo del dibattito politico
  10. Oggi libertà di stampa significa libertà di opinione
  11. Più e più – non c’è mai troppa informazione
  12. La tradizione non è un modello di business
  13. Il diritto d’autore diviene un dovere civico in Rete
  14. Internet ha molte monete
  15. Ciò che è in Internet resta in Internet
  16. La qualità rimane la qualità più importante
  17. Tutto per tutto

Mi sono piaciuti i “toni” utilizzati, del resto come far passare un concetto quale “I media devono adattare il proprio modo di lavorare all’attuale contesto tecnologico anziché ignorarlo o contestarlo” ad alcuni giornalisti che ignorano (o criminalizzano) internet.

Il manifesto rafforza alcuni concetti importanti su cui si discute da anni, come “La libertà di Internet è inviolabile. Su questo in Italia dobbiamo fare ancora molta strada, questa libertà infatti è spesso oggetto di tentativi di imbrigliatura.

Ciò che ho trovato maggiormente interessante però è il modo in cui vengono affrontati alcuni aspetti del giornalismo puro. Un concetto semplice ma che spesso fatico a far passare, ad esempio, è che Internet migliora il giornalismo.

Attraverso Internet il giornalismo può svolgere appieno il proprio ruolo socio-educativo in modo nuovo. Ciò ricomprende la diffusione delle informazioni come un processo continuo in movimento permanente; la fine dell’inalterabilità dei giornali rappresenta un vantaggio. Coloro che vogliono sopravvivere in questo nuovo mondo dell’informazione hanno bisogno di un nuovo idealismo, di nuove idee giornalistiche e di amare l’esplorazione di questo nuovo potenziale.”

Un’altro aspetto a cui spesso non viene dato peso è che la verità in rete viene sempre a galla. Per molte persone quest’affermazione ancora non è credibile. Per chi invece conosce la rete e le sue dinamiche lo è eccome. E’ chiaro che bisogna avere ben presente il funzionamento di certi siti di riferimento (Wikipedia piuttosto che YouTube, Google e altri motori di ricerca, ecc.), la capacità della blogosfere e tutti quei processi che contribuiscono a mettere in luce eventuali “fake”. A tal proposito l’ultimo punto è spettacolare:

Il web costituisce un’infrastruttura per la condivisione sociale superiore ai mass media del 20° secolo: in caso di dubbio, la “generazione wikipedia” è capace di accertare la credibilità di una fonte, di risalire da un’informazione alla sua fonte originaria, ricercarla, verificarla e di migliorarla che si tratti di un individuo o di un gruppo. I giornalisti che snobbano questo approccio e mostrano disprezzo per queste competenze non sono presi sul serio dagli utenti della Rete. E giustamente. Internet permette di comunicare direttamente con delle persone – lettori, ascoltatori e spettatori – e di avvantaggiarsi della loro conoscenza. Non abbiamo bisogno di giornalisti che sanno già tutto ma di giornalisti che investigano e comunicano.

Online il sito del Comitato a sostegno di Carlo Pedemonte (Genova)

Era da tempo che suggerivo a Carlo Pedemonte, responsabile del Sistema Informativo dell’Ospedale Sampierdarena “Villa Scassi” (Genova) dal 1990, di “aumentare” la sua visiblità online e, soprattutto, di mettere a disposizione della rete tutto il materiale necessario. Oggi mi ha scritto segnalandomi che, finalmente, il “Comitato a sostegno di Carlo Pedemonte“, nato ad Aprile 2009, ha pubblicato online il sito ufficiale.

Il “Comitato a sostegno di Carlo Pedemonte per la difesa della legalità e contro gli sprechi nella sanità pubblica ligure” nasce ufficialmente il 20 aprile 2009, costituito da cittadini genovesi che da tempo stanno seguendo approfonditamente le vicende che ruotano attorno al dirigente informatico della ASL 3 di Genova.
Il Comitato si prefigge quindi di appoggiare e sostenere l’impegno di Carlo Pedemonte e informare i cittadini riguardo alla gestione dell’informatica sanitaria ligure e riguardo all’evolversi della vicenda (esposti, inchieste giudiziarie, atti della Pubblica Amministrazione).

Bravo Carlo!
Come ti dicevo è importante che tu sia visibile, il resto lo farà la rete. E’ molto potente e non perdona.
Avanti così!

Elezioni europee a Reggio Emilia: vince la rete!

Ho dato uno sguardo veloce ai risultati delle Elezioni europee a Reggio Emilia e ho trovato un dato che mi ha stupito molto. Ho preso in esame due persone: Tiziano Motti e Luigi De Magistris.

Il primo, Motti, ha tapezzato la città di Reggio Emilia con cartelloni pubblicitari (a volte anche in maniera non del tutto legale), ha tempestato i giornali di pubblicità (spesso a pagine intere), ha iniziato 2/3 mesi prima della campagna elettorale e, negli ultimi giorni, era veramente ovunque!

Il secondo, De Magistris, non l’ho visto da nessuna parte, nessun cartellone, nessuna presenza sui giornali locali. Credo sia venuto a Reggio Emilia una sola volta: Sabato 9 Maggio 2009.

Non entro nel merito della questione politica ma registro un dato che mi riempie di gioia: il primo, Motti, completamente quasi assente in rete; il secondo, De Magistris, ha condotto la sua campagna elettorale principalmente in rete, sul Web.

La conclusione è stata che De Magistris ha preso 3051 voti contro i 2078 di Motti.
La rete avanza, non è più necessario investire qualche milione di euro, per vincere basta saper stare in rete.

Carlo Pedemonte e DATASIEL, una storia incredibile

Con la presente esprimo la mia solidarietà al collega Carlo Pedemonte e ne pubblico volentieri l’accorato appello che in questi giorni sta girando in rete:

Ricevo oggi una email da un collega di Genova che conosco personalmente e del quale ho la massima stima che giro a tutti. Premesso che la magistratura sta facendo il suo corso e senza entrare nel merito di singole accuse che gli organi giudiziari, corte di conti ecc. stanno già vagliando, porto alla conoscenza di tutti una vicenda con risvolti che lascio al giudizio di tutti.
In rete troverete numerosi documenti di riscontro delle singole accuse.

Ecco l’email:

ciao a tutti,
non so da che parte cominciare, quindi vengo al punto:

  • da molti anni, diciamo venti, sono dirigente informatico della sanità;
  • con il personale (pubblico) del mio ufficio (CED/SIA) e utilizzando 65 (sessantacinque) fornitori diversi, ho realizzato TUTTE le procedure di informatica sanitaria delle quali TUTTI parlano da quarant’anni… sono visibili a chiunque… in liguria lo sanno TUTTI… I CODICI SORGENTE SONO DI PROPRIETA’ PUBBLICA !!! … tutte le procedure sono integrate fra loro IN MODO NATIVO… le ho messe a disposizione GRATUITAMENTE della regione e delle altre ASL e aziende ospedaliere… a fronte di ciò sono SEMPRE stato ignorato…
  • nel corso di TUTTA la mia vita professionale TUTTI hanno fatto TUTTO ciò che potevano per IMPEDIRE AD OGNI COSTO CHE MI FOSSE PAGATO LO STIPENDIO MINIMO PREVISTO DAL CONTRATTO… ho vinto tre ricorsi (su tre), con condanna della controparte alle spese legali… solo in tal modo ho ottenuto lo stipendio minimo previsto dal contratto…
  • nel 2006 la regione liguria ha promulgato la legge 42 che IMPONE DI AFFIDARE TUTTE LE FORNITURE INFORMATICHE A DATASIEL… tale legge viola apertamente, palesemente e sfacciatamente le leggi dello stato e della comunità europea
  • esiste un fenomeno che a me personalmente appare come “criminalità organizzata” che ha sottratto e sta sottraendo OLTRE UN MILIARDO DI EURO alla cosa pubblica, simulando la realizzazione di fantascientifici progetti informatici… IN REALTA’ NON VIENE REALIZZATO NULLA DI NULLA (LETTERALMENTE !!! LO SANNO E LO VEDONO TUTTI !!!)…   non vi chiedo di credermi… guardate questo link… è SOLO L’ULTIMA DELIBERA DEL GENERE E STANZIA DUECENTOTRENTASETTE MILIONI DI EURO PER DATASIEL…
  • negli ultimi TRE ANNI ho presentato esposti a tutte le competenti autorità… non è ancora accaduto nulla…  ho subito una denuncia anonima, datasiel mi ha querelato per diffamazione, il PM ha chiesto l’archiviazione,  datasiel ha fatto opposizione, si è svolta l’udienza davanti al GIP che ha archiviato definitivamente…
  • si sono schierati CONTRO DI ME tutti i politici di TUTTI I PARTITI, tutti i sindacalisti di tutti i sindacati confederali ed assimilati, tutti i dirigenti della regione, tutti i dirigenti della sanità, la commissione europea e persino confindustria… tutto quel che dico è documentato innumerevoli volte…

Adesso, mentre la mia ASL (la 3 genovese)  FINGE CHE IL MIO SISTEMA INFORMATICO NON ESISTA E AVVIA LE PROCEDURE PER ACQUISTARE TUTTO EX NOVO, IO VENGO SOTTOPOSTO A PROCEDIMENTO DISCIPLINARE, DICHIARATAMENTE FINALIZZATO AL MIO LICENZIAMENTO…

Ho presentato 37 (trentasette) verbali alla Guardia di Finanza, oltre a molti esposti e querele… non accade nulla… l’autorità giudiziaria non interviene… ho speso tutti i miei risparmi in questa battaglia… sto letteralmente morendo di sfinimento… non ho più nemmeno la forza di rantolare.
Se qualcuno ritiene di poter e voler fare qualcosa….
grazie
Carlo Pedemonte

Facebook e il Parlamento italiano

parlamento italiano

Facebook, rispetto ai suoi concorrenti, sta crescendo a ritmi impressionanti in questi ultimi mesi. In Italia si registra un’impennata che non ha mai avuto precedenti sul Web nostrano. Tutti in Facebook!

Ancora una volta, come accadde qualche anno fa per i Blog, i politici non si fanno sfuggire la ghiotta occasione di “cavalcare l’onda del successo” (del resto Obama docet) e i giornali quella di attaccare i servizi del Web, nel caso specifico Facebook.

Anche questa volta però non mancano le disavventure di qualche nostro parlamentare che non ha nemmeno idea di cosa sia questo Facebook e, senza nemmeno chiederselo, si muove come se tutto funzionasse “all’italiana”. E’ il caso dell’On. Matteo Salvini.

Il Corriere della sera addirittura intitola: “Salvini, il leghista cacciato da Facebook“. Si grida allo scandalo, alla censura! Parole forti, scritte da qualcuno che il Web non lo conosce affatto. Il Corriere del resto ultimamente si sta impegnando molto nella sua campagna denigratoria anti-Facebook, è del mese scorso l’articolo: “Come difendersi da Facebook“.

L’On. Salvini dichiara “Ho raccolto centinaia di segnalazioni da parte di persone che sono state ‘disattivate’ e ‘cancellate’ dal più diffuso social network del momento senza uno straccio di motivazione“. Certo, aggiungo io, Facebook non rilascia motivazione ma basta chiedergliela e rispondono sempre. Infatti nell’articolo poi si legge che l’unica risposta alle sollecitazioni era arrivata “da un non meglio precisato ‘the facebook team’ che mi saluta in inglese, mi dice che ha ricevuto la mia protesta e mi garantisce un contatto e un intervento a breve. Era il 26 novembre – aveva dichiarato il parlamentare prima della sua riattivazione – e visto che non riesco a capirci molto io, né tantissimi altri utenti vittime della medesima sorte, vediamo se ci riuscirà qualcuno a livello ministeriale“.

Il mese scorso aiutai un amico a risolvere un problema simile. Luca Canei, batterista della famosa band “Il Nucleo“, mi contattò perchè la loro pagina su Facebook era improvvisamente scomparsa. I componenti del gruppo, ignorando la differenza tra Profili (pagine personali dei singoli utenti iscritti in Facebook) e Pagine (pagine dedicate a personaggi famosi, gruppi, artisti, ecc.), crearono un duplicato del gruppo stesso. Facebook, a tutela del nome “il nucleo”, eliminò il secondo creato (in ordine di tempo) perchè ledeva l’immagine della band. Risolvemmo il tutto con due email (ovviamente in inglese) e la pagina del gruppo tornò online in meno di una settimana. Il Facebook Team, oltre a sistemare il problema, fu talmente efficiente al punto di “inglobare” il vecchio profilo nella nuova Pagina.

Quello che mi lascia sconvolto veramente è l’atteggiamento dell’On. Salvini: l’arroganza di certe parole sul Web non trovano e non troveranno mai nessun tipo di appoggio. Se uno, come egli dichiara, non ha la più pallida idea di come funzioni Facebook, non sa dove sia localizzato geograficamente e non sa come contattare i responsabili (perché parlano una lingua a lui sconosciuta) si astenga dal pretendere qualcosa. A maggior ragione se si considera che il servizio è gratuito e non fornisce alcuna garanzia formale di qualità. Facebook ha il suo regolamento ed è tutto scritto molto chiaramente. Non entro poi nel merito dell’interrogazione al ministero ma mi chiedo come possa sprecare risorse in questo modo il Parlamento italiano, soprattutto in un periodo così delicato per la nostra nazione.

Salvini ha poi ipotizzato che tra le cause potesse esserci un’eccessiva interattività con i suoi contatti. “La sinistra ha fatto ostruzionismo alla Camera dei Deputati, e ha parlato per cinque ore filate – aveva raccontato -. Le alternative erano il suicidio o il computer. E quindi io sono stato lì, ad ammazzare il tempo, smanettando con la mail e con Facebook. Sono stato collegato un sacco di tempo, e magari avrò fatto troppe robe. Però cavolo, che almeno ti avvisassero“.

Questa dichiarazione finale è allucinante. No comment.