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Gruppi di acquisto e Social media, compratevi una Citroen!

Ognuno considera i Social media a suo modo, c’è chi considera Facebook un luogo in cui si rischia di autoalimentare l’odio che alligna in alcune frange e c’è chi invece sfrutta il mezzo di comunicazione per creare business. Un mezzo di comunicazione è un mezzo. Chi lo utilizza è lo specchio dell’umanità: noi.

Facebook ha un bacino di utenza enorme, in Italia si contano ormai 15 milioni di utenti. Fare business con Facebook è un’opportunità da non perdere, per molti.

Ma come fare? Cosa inventarsi?

Car Together Now” è la nuova iniziativa Citroen, iniziata il primo marzo e che durerà fino al 31 marzo 2010. Vi basterà diventare fan della pagina ufficiale di Citroën Italia su Facebook, dove potrete creare un gruppo d’acquisto, per portarvi a casa una Citroën C3 PLURIEL 1.4 ELEGANCE NERO OSSIDIANA, al prezzo speciale per la community per ogni mezzo di 10.950 euro (con rottamazione Citroën, con veicolo immatricolato entro il 31/12/2000) anziché 17.255 euro (senza rottamazione il prezzo sarà di 11.950 euro).
[Via Hai sentito]

Eccone una di idee vincenti!
Complimenti a Citroen che ha raccolto in soli tre giorni le adesioni necessarie per lo sconto. Sulla pagina è infatti apparsa la segnalazione:

Nuovi dati aziendali da inserire sul sito Web

gazzetta ufficiale

Nel 2005 arrivò l’obbligo di esporre il numero di Partita IVA (ovviamente per chi lo possiede) sul proprio sito web. La normativa lasciava ampio spazio ad ambiguità ma, nonostante ciò, le multe arrivarono lo stesso.

Oggi è la volta della nuova Legge comunitaria 2008, recepita nel nostro ordinamento con la Legge 7 luglio 2009, n. 88 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 14 luglio 2008, n. 161, Supplemento Ordinario n. 110. Nell’art. 42 vengono indicati i nuovi obblighi a cui sono soggette le imprese.

L’art. 42 Legge n. 88/2009, infatti, modificando l’art. 2250 del Codice Civile, introduce nuovi obblighi di comunicazione via Web per le imprese; le società per azioni, le società in accomandita per azioni e le società a responsabilità limitata che dispongono “di uno spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato ad una rete telematica ad accesso pubblico” devono fornire – attraverso tale mezzo – le seguenti informazioni:

a) la sede sociale, l’ufficio del registro delle imprese presso il quale la società è iscritta e il numero di iscrizione;
b) il capitale sociale, indicato secondo la somma effettivamente versata e quale risulta esistente dall’ultimo bilancio;
c) l’eventuale stato di liquidazione della società;
d) se, in caso di SpA o di Srl, la società ha un socio unico.

Dal momento che la Legge n. 88/2009 è già in vigore, le società che non vi abbiano provveduto dovranno senza indugio aggiornare i propri siti Web con le informazioni innanzi indicate. Ma l’aggiornamento del sito Internet aziendale non appare sufficiente ad adempiere al dettato normativo; infatti, l’espressione “spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato ad una rete telematica ad accesso pubblico” ricomprende sicuramente i siti Web,  ma anche tutti gli altri luoghi virtuali di comunicazione, ivi compresi i profili delle società sui social networks.

[Via Diritto 2.0]

E questo non lo condivido per nulla. Se da una parte potrebbe avere anche un senso l’obbligo di esporre i dati aziendali sul sito web ufficiale dell’azienda, non vedo perchè questo debba essere fatto anche sui Social networks. In Twitter, ad esempio, vorrei mi spiegassero dove metto questi dati, visto che gli spazi a disposizione, si sa, sono estremamente ridotti!

Twitter, nascono le Liste (aggregare i Following)

twitter news lists

Stamattina ho aperto Twitter via web e nella Home mi è stata segnalata subito una novità molto interessante, diciamo che era attesa da tempo e da molti. Da oggi è possibile creare Liste e gli altri utenti possono decidere se seguirle. Nel momento in cui decido di seguire una lista questa viene aggiunta alle mie, cliccando poi  vedrò tutto il flusso degli utenti appartenenti alla lista.
In pratica ogni lista funziona come fosse un account autonomo, con i propri followers e following.

twitter news lists box

Nella colonna di destra della Home, come evidenziato nell’immagine qui sopra, è presente un nuovo box che elenca le prime 5 liste (credo, sto ancora studiando). Cliccando su “View all” invece vengono visualizzate tutte, sia le proprie (create da noi) che quelle che decidiamo di seguire.
Per creare una nuova lista invece basta cliccare su “New list” e assegnarle un nome. Come impostazione di default la lista è pubblica ma è anche possibile renderla privata (vedi lucchetto nell’immagine sopra).
Per aggiungere un utente ad una lista personale basta eseguire l’operazione dalla sezione dedicata ai propri following, cliccando sulla nuova icona appositamente creata.

A me questa novità piace moltissimo per due motivi:

  1. Organizzare i proprio following era qualcosa di veramente necessario
  2. Permette di seguire in un colpo solo altre liste sugli argomenti di proprio interesse “delegando” ad altri la scelta dei partecipanti alla lista

Twitter è sempre più bello e funzionale!

myGDM, la Community che non c’è. Dov’è finita?

GDM Community logo - OLD version
[GDM Community Logo – OLD version]

Prima di lasciar spazio alle modifiche che arriveranno e che lentamente cambieranno myGDM è bene analizzare il passato per non commettere gli stessi errori. Sempre.

myGDM 2.0 nasce l’8 Maggio del 2008 con tutte le buone intenzioni di risolvere diversi problemi che molti di voi, quelli che c’erano, hanno già dimenticato. Vorrei ribadire ancora una volta a tutti che siete stati “bianchi” prima di diventare quello che siete. I Newbie (bianchi) sono la linfa di GDM, senza sarei rimasto a giocare con i miei amici come era nel lontano 2005.

L’espansione di GDM ha fatto sì però che arrivassero Newbie di tutte le specie. In breve tempo ci trovammo una situazione ingestibile perchè avevano troppa libertà: entravano ovunque, facevano saltare tavoli, disturbavano pesantemente in chat con offese e lasciavano feed di ogni tipo. Il tutto era incontrollabile e i tempi in cui Stingary Smith ed emiro li insultavano, ribaltando la frittata, erano andati da tempo. La maggior parte delle volte invece c’era gente che si scandalizzava scrivendo email di protesta “a chi di dovere“. Più volte infatti abbiamo dovuto bloccare gli indirizzi IP delle macchine da cui alcuni di loro provenivano, spesso erano Università (o Istituzioni) e vi assicuro che la cosa non è bella: isolare un’Università intera per un cretino è devastante.
Di contro però, in mezzo a tanti rompic*****, c’erano i “buoni“. Quelli che non riuscivano, non dico ad emergere nel caos e nella bolgia più totale, ma nemmeno a giocare. Nel frattempo giustamente i Member (blu) avevano fatto quadrato considerando a priori i Newbie (bianchi) come utenti da tenere alla larga e quindi fuori dai Tavoli. Erano pochi coloro che continuavano ad ospitare i bianchi nei loro Tavoli. Pochi ma buoni, buona parte di loro divenne poi, guarda caso, Tutor.

La guerra tra Member e Newbie andava fermata e così iniziai a ragionare su una nuova era di GDM: myGDM 2.0 appunto. Era necessario bloccare il dilagare di Newbie “inutili” e allo stesso tempo garantire ai “buoni” un ingresso in Community. Per agevolare tutto ciò separai completamente i 2 ambienti garantendo da una parte, ai Member, un ambiente “sano e pulito”, dall’altra, ai Newbie, un corridoio preferenziale per l’accesso alla Community. Ma chi li controllava? Chi poteva umanamente stabilire chi erano in realtà i nuovi arrivati? E così pensai ai Tutor e a tutti gli strumenti necessari per agevolare questa “selezione”.

C’era un’altra necessità però, un po’ perchè i feedback non bastavano più, un po’ perchè crescendo la diversità tra loro si iniziava a far sentire, i Member avevano bisogno di ritagliarsi il proprio spazio, personalizzarsi l’ambiente. Nella totale democrazia ho sempre ipotizzato e lavorato per un GDM libero. Libero nel senso che ognuno doveva poter esprimere le proprie opinioni o poter giocare con chi desiderava nel modo in cui desiderava. Chi ama giocare divertendosi deve poterlo fare, chi ama giocando con passione e agonismo anche. Non devono esistere confini per nessuno, questo il mio “sogno” per GDM.
Ma come fare per raggiungere tutto ciò?
I Social network erano in piena espansione e il concetto di “amicizia” piaceva ai più. Sposai la loro strategia e creai le relazione sociali: gli amici.

In tutto questo avevo introdotto anche i GDM Player (azzurri). I Newbie che, dopo aver conosciuto un po’ le dinamiche del sito, venivano passati a questa categoria intermedia e potevano entrare in contatto con i Member. Divenivano Player però anche i Member a cui scadeva l’abbonamento e quindi non potevo dar loro troppe “restrizioni”.
Così per tagliare la testa al toro pensai alle esclusioni. Pensai ad un sistema dove la massa doveva vincere sul singolo. Ingenuamente.

Nel mio progetto “sogno” quindi le cose dovevano funzionare, ci credevo.
Gli utenti stringono tra loro relazioni di amicizia con quelli con cui desiderano giocare (ognuno a suo modo, secondo i propri criteri, la massima scelta liberale che potevo dar loro). Pensai che chi voleva giocare con soli “professionisti”, ad esempio, poteva circondarsi di amici di questo tipo. Idem per chi invece amava giocare divertendosi e non curandosi del tempo tra una giocata e l’altra.
Poi mi chiesi: ma come fanno ad estendere le proprie amicizie?
Se ognuno si chiudeva a riccio nel proprio “circolo di amicizie” il rischio era quello di tenere fuori nuovi giocatori potenzialmente compatibili con le esigenze di ognuno. Allora pensai al Tavolo. Il Tavolo da gioco è la nostra base, tutto parte da lì. I Member dovevano poter decidere se giocare con soli amici o con tutti gli altri. E feci anche questo enorme passo.

Pensavo…

Vuoi accrescere il tuo “parco” amici con nuovi giocatori “bravi” perchè quelli che hai sono pochi o ti stai stancando di giocare con loro? Rischi e ti metti in gioco. Fai Tavoli pubblici e ti apri ai Newbie (bianchi) e ai Player (azzurri). Rischi di trovare lo “scarso” o il “rompiballe” ma potresti anche trovare il “migliore giocatore di tressette” o il “più “simpatico”. Lo vuoi fare? Lo fai.
Non vuoi nemmeno metterti in gioco perchè non ne hai voglia? Perchè GDM per te è il momento libero e desideri giocare nell’unico modo che preferisci (professionisti, casinari, bordelli e bestemmie)? Bene, comunicherai al Tavolo con i tuoi amici nella speranza che almeno uno di loro si sia aperto al mondo e porti dentro almeno lui nuovi giocatori, aria fresca!
E poi… i tuoi amici non lo fanno? Bene, allora volete un circolo chiuso. Stringete le vostre amicizie e giocate solo tra amici. Chi vi dice nulla.

Appariva un disegno perfetto (anche se non amo quest’ultima parola).
Solo tra amici“. Mi piaceva.

E le esclusioni?

Sempre ingenuamente pensai che comunque gli utenti, al di là del Tavolo da gioco, dovessero avere uno strumento per isolare una persona (non saprei nemmeno come definirla!) diciamo disonesta. Scorretta, sleale, “malvagia”, giusto per usare alcuni sinonimi. C’era anche il problema che un Newbie, pagando, poteva saltare tutto il percorso di crescita ed entrare a piedi pari in Community, senza freni. E se questo era un disonesto (credetemi ce ne sono tanti che pagano anche solo per rompere)?

Le esclusioni erano una soluzione. Il popolo di GDM poteva escluderlo isolandolo dal resto della Community. Nella mia testa ipotizzavo un giocatore con 100 esclusioni subite: non aveva scampo. Non giocava più, non interagiva più. Completamente isolato. Ingenuamente ci credetti.

Pensavo…

Potresti utilizzare le amicizie e NON curarti nemmeno delle esclusioni! Chi è “capace” (o ti sta simpatico, o lo ami, a seconda del tuo modo di giocare) lo fai tuo amico, chi no lo ignori. Poi fai Tavoli con solo amici. Le strategie sono tante e l’intreccio delle relazioni vincerà su tutto.
E se proprio avete bisogno di uno strumento per paralizzare uno, per isolarlo e non vederlo più… beh, lo escludete in massa. Del resto un giocatore disonesto (o uno che entra solo per rompere) non piace a nessuno.

Solo tra amici“. Mi piaceva sempre più.
Era l’idea a monte quella vincente, non le esclusioni.

Pensavo…

E’ inutile che impegno energie per implementare l’esclusione reciproca perchè il singolo non può nulla contro la forza della Community. Il resto della Community lo massacrerà per tempo. E comunque se questo dovesse sentirsi attaccato ed inizia ad escludere lui tutti quanti beh… il risultato finale è lo stesso: si isola da solo. Alla fine è sempre il discorso di 1 contro 100. Se saranno compatti ce la faranno. Ne sono certo!

Lavorai sodo, 6 mesi di sviluppo. Un nuovo GDM fiammante.
Finalmente il progetto stava andando nella direzione giusta: dare potere alla Community in modo che questa possa difendersi autonomamente. Era il concetto a monte sul quale ragionavo da anni. Infatti è impensabile considerare che vi sia un’autorità garante dei diritti dei giocatori. Non è possibile. Sono troppe le variabili in gioco e poi questo prevedeva uno “schierarsi” da parte di myGDM che ho sempre odiato. Lo stesso Staff non può farcela, in un’ottica di crescita non resisterà.
La Community deve vincere da sola, con la propria forza. Ci riuscirà, pensai. Ce la farà.
Ma mi sbagliavo.

Il progetto ha visto la luce con decine di bug, risolti poi con immensi sacrifici e un grande lavoro di squadra dello Staff e tanti amici. Tutti per pura passione, non certo per lavoro!
Poi il declino, la delusione e l’abbattimento finale: la Community non esiste. Ognuno pensa a sè.

E’ inutile che vi racconti quale sia l’epilogo di questo capitolo di myGDM. Lo conoscete meglio di me!

Concludo dicendo che non abbiamo mai ascoltato il singolo ma sempre la voce della Community. La Community che non c’è più. Perdonerete myGDM quindi se in futuro Vi ascolterà un po’ meno e, soprattutto, se prenderà tempo prima di impegnare risorse inutilmente, sognando ad occhi aperti. Anche se …  “anche i sogni servono a diventare grandi” cantava qualcuno.

Riotta e la Social Media Revolution

Social Media Revolution

Ogni mattina, prima di iniziare a “vivere” la giornata, faccio sempre una puntatina sulla Home di Twitter. Stamattina mi ha colpito in particolar modo un tweet di _arianna che linkava il video Social Media Revolution scrivendo “Non ditelo a Riotta“. La cosa non poteva di certo passare inosservata dopo le dichiarazioni di quest’ultimo su Internet e sulla blogosfere, “luogo” di cui si vanta per esser stato il primo giornalista a metterci piede ma anche il primo ad uscirne (“Tal cred!” direbbero a Reggio, “Eh grazie ‘o ca…” invece a Napoli).
Per farla breve, ho cliccato e mi sono guardato il Social Media Revolution. Bello, consiglio la visione.

Il frame di cui riporto qui sopra l’immagine è un concetto semplice, quasi scontato, ma altrettanto fenomenale. Effettivamente non ci avevo mai fatto caso: Facebook, se fosse un paese, sarebbe il 4° al mondo come numero di “abitanti”. Quarto dopo Cina, India e Stati Uniti.

Social Media Revolution

Riotta

Vi riporto alcune perle:

  • sono stato il primo giornalista italiano ad aprire un Blog, sono stato il primo giornalista italiano a chiuderlo
  • 6 miliardi di abitanti, 6 miliardi di blog, ognuno si scrive il suo, io mi scrivo il mio, Enrico si scrive il suo, voi vi scrivete il vostro e non ci leggiamo più! E’ una relazione assolutamente monogamica.
  • se guardate i commenti in un qualsiasi giornale italiano i commenti dei lettori sono tutti deficenti, sono commenti scemi perchè l’anonimato tira fuori il peggio di ognuno di noi
  • Internet è diventata una specie di grande camera oscura dove, siccome non sei responsabile di quello che dici, tiri fuori il peggio di te … usi la pancia anzichè la testa

Reggio Emilia Rifiuti Zero: distributore saponi

Rifiuti Zero Reggio Emilia 2020 - Zero Waste Reggio Emilia

Sono giorni che lavoro ad una bozza di post dedicato alle potenzialità della Pagine Facebook. In pratica sto scrivendo qualche aggiornamento rispetto ad un vecchio post che tratta di “Facebook web marketing: Pagina o Gruppo?“.

Oggi ho constatato di persona una differenza sostanziale tra il Gruppo e la Pagina. Intanto ho pensato di scriverla, poi quando avrò tempo di finire il post dedicato ne analizzeremo i dettagli.

Mi sono collegato a Facebook, nella posta ho trovato 2 messaggi nuovi.
Uno di questi recita:

Bagnoschiuma Bio alla spina a Reggio Sotto Broletto!
La cultura ed il mondo Rifiuti Zero vede al primo posto la riduzione dei rifiuti prodotti. I prodotti alla spina (latte, detersivi, pasta) con flaconi riutilizzabili sono l’abc della prevenzione.
A Reggio Emilia da poco è arrivato un nuovo prodotto. Bagnoschiuma o saponi alla spina!
Il distributore si trova in pieno centro a Reggio Emilia, all’esterno del negozio MONILI STORE in via Sotto Broletto 2 , ed è attivo durante le ore di apertura. Si possono ricaricare bagnischiuma e saponi prodotti con ingredienti completamente naturali provenienti dalla Toscana e biodegradabili al 100%
Si tratta di un prodotto di qualità, rispetto alla vendita del prodotto con confezione “usa e getta” il prezzo è inferiore del 40%.
Si trovano prodotti con vari “gusti”: mora, ciliiegia, lattuga, classico etc.

Buona doccia…alla spina!
Matteo Incerti

Ok, penso, notizia molto interessante. Come diffonderla?
Non c’è possibilità se non il copia e incolla. Se Matteo avesse avuto una pagina Facebook per gestire la sua iniziativa “Reggio Emilia Rifiuti Zero“, anzichè un gruppo, avrebbe scritto tutto ciò in una Nota e questa sarebbe finita direttamente sulla Bacheca. Di rimbalzo la notizia sarebbe passata nel flusso di tutti i fans, sarebbero arrivati commenti e, probabilmente, sarebbe nata una discussione anche in bacheca. Qualcuno avrebbe cliccato su “Condividi“, pubblicando la Nota sul proprio profilo.

Considero quindi, in Facebook, la diffusione di notizie ed informazioni a mezzo Note la più virale. E’ quella che, se la notizia piace, può girare tramite passaparola con una rapidità nettamente superiore al messaggio inviato per Posta ai membri del gruppo.

Internet è anche uno strumento di lavoro!

La battaglia per l’imbrigliamento della rete Internet continua senza pietà. Sono diversi gli attacchi che si susseguono ormai quotidianamente. Il senatore Gianpiero D’Alia introduce nel disegno di legge 733 l’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Dall’intervista di Alessandro Gilioli (L’Espresso) si evince chiaramente quanto sia scarsa la conoscenza del senatore di Internet e i suoi strumenti. Poi è la volta dell’onorevole Roberto Cassinelli che tenta di “correggere le storture dell’articolo 50-bis“. Arriva il grande giorno anche per l’onorevole Gabriella Carlucci con un progetto di legge, il 2195, che intende “assicurare la tutela della legalità nella rete Internet” vietando di fatto la possibilità di esprimersi in maniera anonima. Oggi, un nuovo giorno, leggo su Punto Informatico che l’assurda proposta sul Diritto d’autore è di Luca Barbareschi.

Ognuno dice la sua, sembra la moda del momento: “Sai… in rete si acquisice subito popolarità, sei sulla bocca di tutti”.
Ma la vogliamo smettere ?!

Il solo fatto di considerare Internet (e legiferare su essa) come se fosse esclusivamente un mezzo di informazione dimostra già un livello di ignoranza talmente elevato da lasciare senza parole. In questo paese si ignora sempre e costantemente che Internet è anche uno strumento di lavoro, un’opportunità di business, un nuovo mercato per molte aziende. Come può il sentatore D’Alia pensare anche solo per un istante di oscurare l’intero Facebook perchè presenta un gruppo di “appassionati” a Totò Riina. Si chiederà a Facebook di intervenire, si faranno pressioni sugli Stati Uniti (paese in cui Facebook è stato fondato) ma mai, e dico mai, lo si dovrebbe oscurare perchè sono tante le aziende che hanno una pagina su Facebook.
I Social network, così come altri servizi della rete Internet, oggi sono uno strumento fondamentale per il Marketing delle aziende, stanno diventando un nuovo modo di comunicare e fidelizzare il cliente. Aziende del calibro di Dell hanno dichiarato entrate fino ad 1 milione di dollari provenienti dalle azioni di marketing e pubblicità effettuate su Twitter (piattaforma di micro-blogging).
Tra WordPress e Blogger, entrambe piattaforme di blog, trovano posto migliaia di blog aziendalitenuti da uno o più dipendenti di una azienda: una voce più informale rispetto al sito internet. I blogger sono tenuti a rispettare un codice aziendale, ma i blog aziendali sono spesso visitati per la semplicità e l’immediatezza delle informazioni che vi si trovano” (da Wikipedia). Su un blog aziendale anche un semplice commento anonimo che segnala un problema su un prodotto (o un servizio) può essere importante per un’azienda perchè non conta chi lo scrive bensì il contenuto. A volte potrebbero essere i dipendenti stessi a segnalarlo, ovviamente in pieno anonimato!

In un contesto italiano in cui è già difficile trasmettere l’importanza di certi strumenti alle aziende, in un tessuto imprenditoriale che, ingiustificato, fatica a trovare il tempo da dedicare ad Internet, il solo pensiero di poter essere oscurati perchè altri hanno commesso un reato sulla stessa piattaforma del proprio blog aziendale non può che allontanare gli imprenditori dalla rete. Internet per le aziende rappresenta una speranza, soprattutto in questo periodo di crisi. Rappresenta l’opportunità di aprirsi a nuovi mercati grazie all’utilizzo di strumenti innovativi che permettono di relazionarsi con il cliente in modi diversi, il tutto abbattendo i costi.

Tutto ciò sembra non contare nulla.
In un periodo di crisi profonda come quello che stiamo attraversando le aziende sono costrette a lottare contro la crisi economica con il bastone “Stato” tra le ruote.
Twitter for Marketing and PR

Slide - Twitter for Marketing and PR

Facebook web marketing: Pagina o Gruppo?

facebook logo

Il fenomeno Facebook è in grande espansione in Italia. E’ doverso quindi chiedersi come poter sfruttare al meglio questo strumento ai fini commerciali e di marketing aziendale. Il primo dubbio che potrebbe sorgere nel momento in cui decidete di fare il primo passo oltre il vostro profilo è: creo una Pagina (Facebook pages) o un Gruppo ?

Per un’azienda (o un brand/marchio,  o prodotto), a mio parere, la soluzione migliore è la Pagina. Alcune carenze nei Gruppi sono state colmate in questi ultimi mesi, ad esempio l’indicizzazione sui motori di ricerca che prima era prevista per le sole Pagine. Ci sono altre notevoli differenze però, vediamole in dettaglio.

SEO – Ottimizzazione sui motori di ricerca

Nonostante entrambi siano indicizzati, le pagine godono di URL più Search engine friendly.
Vedi, ad esempio, l’indirizzo del Tresette.
Inoltre le Pagine (solo alcune e non ho capito ancora bene quale sia il metodo) vengono visualizzate nei profili personali pubblici degli utenti. Google e i motori di ricerca, indicizzando i profili, trovano anche i link alle varie Pagine, questo crea un sistema incrociato di link (cross-link) da non sottovalutare.

Aspetto legale

I Gruppi possono essere aperti da chiunque e non occorre dimostrare nulla. Le Pagine invece sono soggette a determinati requisiti, primo tra tutti la titolarità di ciò che state facendo. Quando avviate la creazione di una nuova Pagina infatti si legge:
Nota: solo un rappresentante autorizzato di una marca, organizzazione o persona può creare una pagina Facebook per tale soggetto. Le pagine false e le pagine dei fan non ufficiali violano le nostre Condizioni d’uso. La creazione di pagine non autorizzate o la violazione delle nostre Condizioni d’uso può comportare la chiusura dell’account della persona responsabile.
Questo vi garantisce che in qualsiasi momento potete far chiudere le pagine fake o erroneamente create da altri (la scarsa conoscenza del mezzo in Italia è ancora alta).

Anonimato

Per i Gruppi vengono sempre mostrati gli Amministratori e i Responsabili mentre sulle Pagine no. Ovviamente non sempre  questo è un vantaggio, dipende dagli obiettivi che ci si pone. Per un’azienda però è un bene perchè in questo modo potrete delegare determinate attività anche a persone esterne all’azienda stessa (consulenti Marketing, Web, ecc.)

Informazioni

Le informazioni che potete inserire per un gruppo sono limitate rispetto a quella delle Pagine. Sul gruppo i contenuti possibili girano tra news, bacheca dei commenti, area discussioni, foto, video, link ed eventi associati. Le pagine, oltre a tutte queste, hanno le attività recenti, le note e le recensioni. Queste ultime due visibili anche dall’esterno e quindi indicizzabili dai motori di ricerca.

Applicazioni

Potete ottimizzare al meglio le Pagine con l’aggiunta di applicazioni che possono essere sviluppate da Facebook (applicazioni standard), da terze parti o da voi. I gruppi non permettono l’aggiunta di Applicazioni.
Ovviamente non dovete pensare alle decine di applicazioni inutili che si vedono continuamente (quale personaggio sono qui, là, che frutto sarei se…., le guerre tra bande, ecc.) ma a quelle create da facebook e da terzi dedicate al business.

Fans e Aggiornamenti

Chi si unisce ad un gruppo diventa membro (successivamente può ricevere cariche ufficiali dall’amministratore), chi sottoscrive una pagina entra a far parte dei fans. Al di là dei termini utilizzati la differenza sostanziale sta nel modo in cui vi relazionerete con essi. Al Gruppo potete inviare messaggi di posta (a tutti gli iscritti) mentre per la Pagine invierete Aggiornamenti, tale  suddivisione è visibile a tutti gli utenti nella propria sezione Posta. Gli Aggiornamenti risultano indubbiamente meno invasivi, sono consultabili in una sezione apposita che li suddivide per Pagine (come fossero argomenti di interesse) e vengono annunciati nella Home, sotto le richieste di amicizia e applicazioni varie. Col tempo i messaggi di posta dei Gruppi (esperienza personale) tendono ad apparire come Spam e per questo vengono eliminati direttamente senza nemmeno essere letti. Gli Aggiornamenti invece posso seguirli come e quando voglio e restano archiviati, consultabili e facilmente raggiungibili dall’apposita voce di menù (Visualizza aggiornamenti) presente in ogni Pagina. A differenza dei messaggi di Gruppo inoltre ogni utente può configurare quali Aggiornamenti ricevere. Infastidire gli utenti è sempre un fallimento in termini di comunicazione all’interno di un Social network.
La ciliegina sulla torta degli Aggiornamenti consiste nel poter scegliere il target a cui inviarli, selezionando il luogo, il sesso e l’età (vedi immagine qui sotto).
Invio aggiornamento Pagine di Facebook

Advertising (Campagne pubblicitarie)

Ultimamente Facebook ha introdotto la possibilità di effettuare campagne pubblicitarie – Pay for Clicks (CPC) e Pay for Impressions (CPM) – anche per i Gruppi. Sotto questo punto di vista quindi non vi è alcuna differenza.

Statistiche (Insights)

Solo per le Pagine è fornito un ottimo strumento di statistiche. I dati sui fans sono separati per sesso ed età con relative percentuali. Inoltre vengono elaborati i dati relativi alle pagine secondo i classici parametri delle statistiche web (Pagine viste, Utenti unici e non Unici, ecc) e vengono misurati gli accessi alle varie aree: Messaggi in bacheca, Argomenti di discussione, Recensioni, Foto e Video.
statistiche pagine facebook

Considerazioni finali

Alla luce di tutto ciò è evidente che la Pagina risulta essere uno strumento di Marketing di notevole importanza e nettamente superiore rispetto al Gruppo (dal punto di vista delle funzionalità a disposizione). Allo stesso tempo anche il Gruppo ha un suo scopo ben preciso che sembra essere quello della realizzazione di una Community interna a Facebook composta da persone che condividono un’idea, un progetto o qualsiasi cosa non necessariamente legata ad un’azienda, un brand o un prodotto. I vantaggi tangibili di un gruppo sono:

  • risulta più informale riducendo le distanze tra voi e i membri (conosco chi lo crea, posso contattarlo anche personalmente e magari aggiungerlo agli amici)
  • nel breve termine gode di una velocità di espansione maggiore rispetto alle pagine (possibilità di invitare altri membri pescandoli tra gli amici – 100 alla volta – non previsto per le Pagine)
  • la creazione di gruppi a favore dell’utilizzo di un prodotto, ad esempio, genera movimento e chiacchiere (se pensate ad un’azienda che ha 10 prodotti la cosa può risultare utile, 10 pagine diventano ingestibili e comunque la vedrei una presenza massiccia inutile)
  • può essere utilizzato per sondare il mercato (posso creare un gruppo e lanciare un messaggio forte, virale e verificare quanto penetra il mercato o meno, cosa pensano gli utenti a riguardo, ecc.)

In linea di massima quindi la Pagina copre il 90% delle necessità commerciali e di marketing di un’azienda ma è bene analizzare a fondo gli obiettivi prima di scegliere.