Davide Gullo, Developer

26.05.2013
02:01 (+00:00)
21a settimana
145o giorno

  "E il mare il web concederà ad ogni uomo nuove speranze, come il sonno i sogni..." Cristoforo Colombo

Reggio Emilia abbraccia il Software Libero!

venerdì, 05 febbraio 2010

GNU filosofico by Markus Gerwinski

Finalmente qualcosa si muove!
Il carrozzone ogni tanto fa un passo in avanti e questa volta è tutto merito del consigliere comunale Matteo Olivieri e di tutta la Lista civica Reggio Emilia 5 stelle.

Lo scorso mese è stata presentata “una mozione in Consiglio Comunale ideata insieme a Davide Valeriani con associazioni ed esperti del settore, per sostituire le licenze proprietarie di Microsoft Office con software libero e opensource Openoffice.

In questi giorni è stata approvata!
Con l’adozione di OpenOffice verranno risparmiati più di 226.000 euro in 3 anni, che reintegrano i soldi per i libri delle biblioteche decentrate e per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Una buona notizia questa.
Avanti così, Software libero!

Segnalazione guasti e problemi via Twitter?

lunedì, 19 ottobre 2009

Semafori

Ieri sera, verso le 19.30, sono uscito per andare a prendere le pizze, oltre al latte crudo per il giorno dopo. Ho preso la bicicletta elettrica per fare meno fatica, lo ammetto.
C’era buio e il semaforo dell’incrocio tra Viale Risorgimento e Via E. Simonazzi aveva qualche problema, almeno quello da cui provenivo io (direzione ospedale). In pratica abbiamo atteso a lungo il verde ma non si accendeva, a dire il vero era completamente spento. Quando sono partite le macchine mi sono lanciato anche io sperando fosse davvero verde e rischiando anche qualche punto della patente.

Perchè vi racconto questa storia quasi inutile?

Perchè appena superato il semaforo avrei voluto chiamare qualcuno. Quando sono arrivato dal pizzaiolo (Anima e Core in Viale Risorgimento, ve lo consiglio!) ho pensato: “Chiamo i vigili.” … ero in mezzo alla strada… “Qual’è il numero dei vigili?“.
Poi ho pensato: “allora mando un tweet“. Ma chi lo legge? Nessuno, o forse domani quando sarà tardi. E poi, onestamente, non frega niente a nessuno.

Così ho avuto una mezza idea, ho pensato ad un canale Twitter del Comune, dei Vigili, ecc. Chiunque potrebbe in qualsiasi momento inviare una segnalazione. Le strutture preposte, monitorando il canale, avrebbero un quadro completo dei disagi e problemi che si susseguono nella città.

Fantascienza?

Stefano Montanari, sulla vicenda microscopio, è in malafede!

venerdì, 04 settembre 2009

Manifestazione Beppe Grillo - Reggio Emilia Giugno 2006

Fu quell’articolo così angosciante che mi mise la pulce nell’orecchio.  Quel far leva sulla morte di un bambino proprio non mi andò giù. Dopo qualche approfondimento con l’Avv. Marina Bortolani, presidente dell’Associazione Carlo Bortolani Onlus (per cui ho realizzato il sito), arrivai a capire che era a rischio la buona fede del Dott. Stefano Montanari sulla vicenda del microscopio donato all’Università di Urbino.

Se penso a quella Domenica di Giugno di 3 anni fa quando partecipai entusiasta al concerto-manifestazione per la raccolta fondi, proprio per il microscopio in questione, mi sale la tristezza. All’epoca sembrava tutto alla luce del sole: Beppe Grillo dal palco presentò Stefano Montanari, insieme alla moglie Antonietta Gatti, come coloro a cui era stata tolta la possibilità di studiare ed analizzare le nanoparticelle. I soldi dei biglietti vennero donati per riacquistare un microscopio e permettere ai due Dottori di continuare la ricerca contro il cancro provocato da nanoparticelle. Biagio Antonacci, Gino Paoli e lo stesso Beppe, insieme a tanti altri, ci fecero trascorrere una bella giornata tra musica e risate. Si respirava un’aria fresca di primavera. Fu una giornata limpida, un cielo splendido.

Oggi le cose stanno diversamente e sale il puzzo di una vicenda in cui la stessa raccolta fondi è partita sulla base di quello che potremmo definire “un equivoco” o più crudamente “una manipolazione” del dottor Montanari ai danni di Beppe Grillo.
Sarebbero tante le cose da dire ma nulla meglio del capolavoro di giornalismo di inchiesta di Valeria Rossi può descrivere i fatti, quelli che poi, alla fine di ogni vicenda, contano più di tutto. Vi lascio alle parole di Valeria sulla vicenda “Stefano Montanari e il microscopio elettronico“.

Prima di chiudere però sento il dover ribadire e argomentare un concetto: la rete è molto potente.
Non bastano i tentativi “disperati” di qualcuno di eliminare link e commenti, inibire il login per bloccare la possibilità di commentare, “minacciare” la chiusura del proprio blog per poi riaprirlo. Tutto ciò non basta. La verità in rete viene a galla rapidamente, senza dover attendere l’esito di eventuali processi, la validità delle prove portate da un magistrato o le parole di un testimone. A volte basta una brava giornalista capace di usare gli strumenti che la rete mette a disposizione di chiunque.

Brava Valeria!


Reggio Emilia Rifiuti Zero: distributore saponi

sabato, 01 agosto 2009

Rifiuti Zero Reggio Emilia 2020 - Zero Waste Reggio Emilia

Sono giorni che lavoro ad una bozza di post dedicato alle potenzialità della Pagine Facebook. In pratica sto scrivendo qualche aggiornamento rispetto ad un vecchio post che tratta di “Facebook web marketing: Pagina o Gruppo?“.

Oggi ho constatato di persona una differenza sostanziale tra il Gruppo e la Pagina. Intanto ho pensato di scriverla, poi quando avrò tempo di finire il post dedicato ne analizzeremo i dettagli.

Mi sono collegato a Facebook, nella posta ho trovato 2 messaggi nuovi.
Uno di questi recita:

Bagnoschiuma Bio alla spina a Reggio Sotto Broletto!
La cultura ed il mondo Rifiuti Zero vede al primo posto la riduzione dei rifiuti prodotti. I prodotti alla spina (latte, detersivi, pasta) con flaconi riutilizzabili sono l’abc della prevenzione.
A Reggio Emilia da poco è arrivato un nuovo prodotto. Bagnoschiuma o saponi alla spina!
Il distributore si trova in pieno centro a Reggio Emilia, all’esterno del negozio MONILI STORE in via Sotto Broletto 2 , ed è attivo durante le ore di apertura. Si possono ricaricare bagnischiuma e saponi prodotti con ingredienti completamente naturali provenienti dalla Toscana e biodegradabili al 100%
Si tratta di un prodotto di qualità, rispetto alla vendita del prodotto con confezione “usa e getta” il prezzo è inferiore del 40%.
Si trovano prodotti con vari “gusti”: mora, ciliiegia, lattuga, classico etc.

Buona doccia…alla spina!
Matteo Incerti

Ok, penso, notizia molto interessante. Come diffonderla?
Non c’è possibilità se non il copia e incolla. Se Matteo avesse avuto una pagina Facebook per gestire la sua iniziativa “Reggio Emilia Rifiuti Zero“, anzichè un gruppo, avrebbe scritto tutto ciò in una Nota e questa sarebbe finita direttamente sulla Bacheca. Di rimbalzo la notizia sarebbe passata nel flusso di tutti i fans, sarebbero arrivati commenti e, probabilmente, sarebbe nata una discussione anche in bacheca. Qualcuno avrebbe cliccato su “Condividi“, pubblicando la Nota sul proprio profilo.

Considero quindi, in Facebook, la diffusione di notizie ed informazioni a mezzo Note la più virale. E’ quella che, se la notizia piace, può girare tramite passaparola con una rapidità nettamente superiore al messaggio inviato per Posta ai membri del gruppo.

Reggio Emilia. “Puffi”, Ndrangheta e i “problemi del sud”

lunedì, 27 luglio 2009

Reggio Emilia, Chiuso per Rapina - Foto di AleBonvini (Flickr)
Reggio Emilia, Lunedì 23 Febbraio 2009
[Foto di AleBonvini]

Le storiche “guerre con i puffi” iniziarono nei  primi anni 80. Vivevo in Via 4 giornate di Napoli ed andavo in una piccola scuola elementare in zona (Via Leronardo Da Vinci). I “puffi” rimasero una leggenda fino al giorno in cui si presentò, nel “nostro” giardinetto, tale “Falbo“, il piccolo (per chi mi segue). Giocavo in porta tra due alberi, lui arrivò da dietro e dal nulla mi assestò un “cartone” di una tale potenza che mi ribaltò per terra. Ero il più piccolo e i miei amici mi vendicarono. In 4, o 5 non ricordo bene, lo riempirono di botte. Il giorno dopo si ripresentò con il fratello, una belva umana. Il suo sguardo incuteva timore e ricordo la sua mano grossa, piena di ferite e con le vene gonfie. Prese Ghigno, il più grande dei miei amici, lo sollevò da terra e lo scagliò ad un paio di metri di distanza urlando che “nessuno doveva permettersi di toccare suo fratello!“. Era un “puffo“.

Ai tempi della Scuola media, la famosa “Rosta nuova”, nei corridoi si vociferava tutti i giorni sugli appuntamenti alla Warriors (“I Guerrieri della Notte”, 1979) dove i “puffise le davano di santa ragione con vari altri gruppi reggiani che insorgevano. Si diceva che i cutresi erano i “nemici” e che volevano impadronirsi della città. In Via Emilia, durante la “vasca” del Sabato, non li potevi nemmeno guardare. Se incrociavi il loro sguardo attaccavano, come belve ammaestrate, e la rissa che ne scaturiva si spostava in qualche traversa della Via Emilia. “Abbassa lo sguardo” mi dicevano alcuni amici. A volte lo abbassavo, altre volte no. Il dialetto napoletano, che conservo ancora vivo e fluido, spesso riusciva a placare la furia incontrastabile dei famigerati cutresi. Ripiegavo sul discorso “fratellanza”: “fratelli” di quel Sud Italia nel quale eravamo nati. Mi sentivo lontanissimo dai guerrieri cutresi (i “puffi“) ma a volte ero costretto a far “buon viso a cattivo gioco” per non prenderle.

Poi le superiori. Reggio Emilia piano piano cambiava o forse semplicemente cambiavo io, crescendo. All’istituto tecnico per Geometri “Angelo Secchi” ne ho conosciuti diversi. Belle persone. Civili, non guerrieri. Qualche scontro ogni tanto ancora avveniva. Il buon Marcozzi ricorderà bene quella sera in P.zza del Duomo quando se ne portò uno sulle spalle, aggrappato al collo come un bambino, per una decina di metri.

Dal diploma in poi, vuoi perchè crescendo gli interessi cambiano, vuoi perchè la città in sè cambiava, i cutresi apparivano sempre più integrati e dei “puffi”, oggi, si è persa memoria.
Dopo tanti anni ora la città è compatta e mancava solo un ultimo passo per completare ufficialmente l’integrazione.

Ops… dimenticavo, resta un piccolo problemino da risolvere: la ‘Ndrangheta. Vabbè, poca roba, cosa volete che sia dopo “le guerre dei puffi“.

Elezioni europee a Reggio Emilia: vince la rete!

giovedì, 18 giugno 2009

Ho dato uno sguardo veloce ai risultati delle Elezioni europee a Reggio Emilia e ho trovato un dato che mi ha stupito molto. Ho preso in esame due persone: Tiziano Motti e Luigi De Magistris.

Il primo, Motti, ha tapezzato la città di Reggio Emilia con cartelloni pubblicitari (a volte anche in maniera non del tutto legale), ha tempestato i giornali di pubblicità (spesso a pagine intere), ha iniziato 2/3 mesi prima della campagna elettorale e, negli ultimi giorni, era veramente ovunque!

Il secondo, De Magistris, non l’ho visto da nessuna parte, nessun cartellone, nessuna presenza sui giornali locali. Credo sia venuto a Reggio Emilia una sola volta: Sabato 9 Maggio 2009.

Non entro nel merito della questione politica ma registro un dato che mi riempie di gioia: il primo, Motti, completamente quasi assente in rete; il secondo, De Magistris, ha condotto la sua campagna elettorale principalmente in rete, sul Web.

La conclusione è stata che De Magistris ha preso 3051 voti contro i 2078 di Motti.
La rete avanza, non è più necessario investire qualche milione di euro, per vincere basta saper stare in rete.

Reggio Emilia: il Comune spende 6.000 euro per Facebook!

martedì, 23 dicembre 2008

Dopo aver appreso stamattina da ReggioNelWeb dello scandalo del Comune di Reggio Emilia che ha “investito” ben 6.000 euro per aprire una pagina in Facebook, incaricando il giornalista Nicola Fangareggi, mi sono chiesto perchè proprio lui e quali fossero le sue referenze a riguardo.

Ho provato quindi a conoscere meglio questo giornalista attraverso internet e ho trovato un suo blog (www.fangareggi.com) che a mio avviso può contenere una violazione di legge perché c’è un banner che riporta il logo di Facebook modificato.
Tale modifica non credo possa far piacere all’azienda Facebook Inc. quando ne verrà a conoscenza, visto che oggi stesso ho inviato la segnalazione a seguito della quale sarete poi tempestivamente informati sugli sviluppi.
Oggettivamente quel logo modificato – a mio modesto parere, visto che lavoro sul web da circa tredici anni – non si distingue certo dal punto di vista qualitativo. Ecco perché è verosimile pensare che Facebook non abbia dato consenso per una tale modifica del proprio logo. E allo stesso tempo non credo che il Sig. Fangareggi vanti la titolarità di un’azienda del calibro di Coca-Cola o simili tale da poter chiedere -ed ottenere- una modifica ai loghi ufficiali di Facebook.

Per ulteriore chiarezza, a sostegno delle mie riflessioni e della mia segnalazione a Facebook, riporto uno stralcio delle condizioni contrattuali di Facebook“I marchi e i segni distintivi della Società non possono essere utilizzati, o inclusi parzialmente in altri marchi e/o in parti di nomi di un dominio, essere usati in abbinamento con altri prodotti o servizi in modo da creare confusione, e non possono essere copiati, imitati o usati, integralmente o parzialmente, senza previo consenso scritto della Società.”.

Alla luce di ciò non capisco come possa il Comune assegnare tale compito ad una persona che potrebbe aver violato in prima persona le Condizioni d’Uso di Facebook stesso.

Ecommerce, leggero calo delle vendite! Altro che recessione…

lunedì, 01 dicembre 2008

E-commerce logo - Carrello Ecommerce

In questo periodo di crisi, recessione, inflazione e via dicendo, l’e-commerce (il commercio online sul Web) registra solo un leggero calo delle vendite. “Qui la “crisi” significa ridurre le previsioni annuali magari dal 18 al 12% (com’è accaduto negli Stati Uniti), o dal 30 al 28% (è il caso del Regno Unito). E ridimensionare le proporzioni di una doppia cifra, si sa, è comunque meglio che piazzare davanti ai propri risultati un segno meno. [...]
Secondo le stime del Rapporto 2008 dell’Osservatorio sull’eCommerce B2c in Italia, realizzato dal Politecnico di Milano, nell’anno in corso le aziende italiane realizzeranno vendite per un totale di 6 miliardi di Euro, con una crescita del 20% rispetto al risultato dell’anno precedente.”
E’ quanto riportato nell’interessantissimo articolo “Ecommerce italiano, universo a due velocità” (Punto Informatico). In Italia, nonostate si registri una crescita del 20%, i ritmi e i numeri sono molto diversi rispetto agli altri paesi occidentali. Contro i nostri 6 miliardi negli Stati Uniti il fatturato del comparto sarà nel 2008 di 270 miliardi di dollari mentre nell’intera Unione Europea si registreranno vendite per complessivi 170 miliardi di Euro.

Leggendo questi dati mi sono ritrovato inevitabilmente a fare alcune considerazioni sulla nostra realtà locale reggiana. La rete offre nuove opportunità, di lavoro e di business, è un dato di fatto. Chi riesce a vederle e sa coglierle non rimane deluso!
Spesso mi capita di confrontarmi con imprenditori “nostrani” e ogni volta l’impressione sulla loro visione del mondo e-commerce mi lascia sbalordito. Oggi chi crede di poter realizzare il proprio sito di ecommerce con due o tremila euro è tagliato fuori dal mercato, non ha speranze. Quando faccio notare che con quei soldi non si va da nessuna parte la risposta è sempre: “gli informatici fanno un bel mestiere, guadagnano bene e lavorano poco!” Sorrido sempre e, prima di alzare i tacchi, rispondo sempre che al Jaguar non si può rinunciare mentre ad un’opportunità di e-commerce che potrebbe risollevare il crudele destino a cui l’azienda va incontro si. All’ignoranza non c’è mai fine.

C’è poi chi, di fronte all’idea di vendere i suoi prodotti online, risponde: è impossibile, non li comprerebbe nessuno!
Nell’era della bolla Internet (2000) si diceva che il settore moda sarebbe stato l’ultimo a fare il suo ingresso nel mondo dell’e-commerce se mai questo fosse accaduto. Dicevano che nessuno avrebbe mai comprato un vestito online perchè “va toccato il tessuto, va visto da vicino…“. Eppure le cose sono cambiate: “Un discorso a parte merita il comparto della moda, soprattutto di fascia alta (c.d. “fashion”). Qui la spinta è più forte che in tutti gli altri settori legati ai prodotti fisici, grazie soprattutto alla presenza in Italia di una delle più importanti realtà del mondo, Yoox. Il marchio bolognese sta realizzando risultati molto brillanti – sia sul mercato domestico che soprattutto all’estero – e sta “trainando” con la propria crescita quella di tutto il settore. Oltre alla rivendita sul proprio sito dei capi di abbigliamento “Made in Italy”, infatti, Yoox ha anche predisposto un servizio di supporto strategico ed operativo (Yoox Services) ai marchi tradizionali che intendono realizzare negozi online propri. Come è accaduto, ad esempio, per Armani Jeans e Diesel.”

E’ un sito che sta riportando in alto il marchio del “Made in Italy”. Di certo Federico Marchetti, fondatore e presidente di Yoox, ha dimostrato al mondo che “il fatto di toccare con mano la merce solo in negozio è un luogo comune“, come sostiene egli stesso. L’ostacolo è stato semplicemente scavalcato con il diritto di recesso: “se quello che hai ordinato non ti piace lo restituisci e hai tutta la tranquillità di provare il capo a casa tua“.
Se l’imprenditore Marchetti avesse pensato “non li comprerebbe nessuno“, come mi rispondono gli imprenditori “nostrani”, oggi non sarebbe in procinto di quotarsi in Borsa.

Un’altro luogo comune, constatato di persona sul Parmigiano reggiano, è che “i prodotti alimentari non sono vendibili online, è troppo complessa la gestione logistica“. Eppure anche Eataly si sta imponendo nel mondo dell’e-commerce per la vendita online di “alti cibi a prezzi sostenibili“.

Nella nostra realtà reggiana ci sono aziende che potrebbero creare business e nuovi posti di lavoro se solo riuscissero ad intravedere le opportunità della rete. Ora che il mercato immobiliare sembra al collasso dove investiranno i nostri imprenditori?

 

Pinguino imperatore

Aptenodytes forsteri,
descritto da G. R. Gray nel 1844, Mari Antartici.

Tux è la mascotte ufficiale del kernel Linux. Creato da Larry Ewing nel 1996, è un pinguino paffuto dall'aria contenta. L'idea che la mascotte di Linux dovesse essere un pinguino venne da Linus Torvalds, il creatore del kernel Linux.
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