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Odio e violenza

Martin Luther King

“La più grande debolezza della violenza è l’essere una spirale discendente che dà vita proprio alle cose che cerca di distruggere. Invece di diminuire il male, lo moltiplica… con la violenza puoi uccidere colui che odia, ma non uccidi l’odio. Infatti la violenza aumenta l’odio e nient’altro… restituire violenza alla violenza moltiplica la violenza, aggiungendo una più profonda oscurità a una notte ch’è già priva di stelle. L’oscurità non può allontanare l’odio; solo l’amore può farlo.”

Martin Luther King

Maroni vuole censurare Internet per contrastare il terrorismo

Roberto Maroni

Ha capito tutto!
Il Ministro dell’Interno ha ribadito la necessità di esercitare un controllo maggiore sulla Rete.
Non ci mollano.
Non la conoscono, la rete. La screditano e basta, non sanno di cosa parlano. Prima che il sangue mi giunga alla testa con eccessiva pressione, pubblico lo splendido commento di ruppolo scritto su Punto Informatico.

Impedire l’ideologia terrorista?

Ma Maroni, che hai dentro la crapa? Ma ti pare che si possano combattere le ideologie con le armi convenzionali? Hai dimenticato che Internet è uno strumento militare progettato per resistere ad attacchi nucleari? E tu pensi di fare cosa? Di lottare come? Con la censura?
POVERO ILLUSO!!!! Avresti più fortuna censurando la Luna!

Non esiste la censura su Internet, mettitelo in testa! L’unico risultato che ottieni è rompere i coglioni alla gente onesta e far rimanere il paese arretrato rispetto al resto del mondo. Altro non ottieni.
Tralasciando che il web non è certamente l’unico modo per diffondere ideologie (ci sono le darknet, i newsgroup e qualsiasi altra comunicazione cifrata, anche semplici email), se anche un gruppo terroristico fosse tanto sfacciato da mettere su un sito web convenzionale, lo metterebbe dove né tu né i tuoi compagni (si fa per dire) gli potrete mai fare un baffo, se non inviando truppe militari in paese estero: vuoi scatenare guerre? Poi guarda quello che è successo con Napster prima e Pirate Bay dopo… ne chiudi uno e non fai tempo a togliere la chiave dal lucchetto che se ne sono aperti decine, centinaia, migliaia dietro di te, dislocati in ogni angolo del mondo.
No, mio caro Maroni, l’era della censura è tramontata. Ora i problemi si AFFRONTANO ALLA RADICE: chi fa terrorismo invece di picnic sui prati è perché ha subito TORTI A PROFUSIONE. Allora si deve iniziare a NON ROMPERE I COGLIONI in giro per il mondo sfruttando la povera gente. Da li si deve iniziare, per combattere le ideologie. Fai star bene la gente, dagli da mangiare e un tetto sulla testa, falli divertire, e vedrai che del terrorismo resterà solo un parola nel dizionario.

Annozero, l’appello di Santoro in rete

Annozero - Diffondi gli spot

Raccolgo l’appello lanciato in rete da Michele Santoro.
Da giorni cerca di mandare in onda i suoi spot di presentazione ma nulla da fare. Inoltre sembra che Marco Travaglio non sia ben accetto.
Ma questa non si chiama censura?

Annozero inizia il 24 Settembre alle 21:00 su Rai Due

Ecco l’appello:

Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il …pubblico sulla data d’inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.

Qui trovate i nostri spot.

Su Youtube:
Primo spot: http://www.youtube.com/watch?v=8e-HvwOhmjE
Secondo spot: http://www.youtube.com/watch?v=_kJRHdrLfWI

Su Rai.tv:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-616d28e5-f635-4e1f-a3d9-e153752d2e91.html?p=0

E come sempre il nostro sito www.annozero.rai.it

Democrazia. Idee: Twitter in Consiglio comunale.

Reggio Emilia - Sala del Tricolore

Molto interessante e pieno di spunti l’articolo di Steven Johnson (Internazionale n.801 anno 16): “Il mondo ai tempi di Twitter“.

Steven racconta di esser stato ad un convegno a New York sulla riforma del sistema scolastico intitolato “Hacking education”. Si trattava di un “un evento per pochi intimi: una quarantina di persone“. Racconta come, nel 2009, non c’è da stupirsi se la discussione sia diventata anche un dibattito in tempo reale su Twitter.
All’inizio della conferenza a tutti i partecipanti è stato comunicato di aggiungere #hackedu ad ogni Tweet e che questi sarebbero passati su un grande schermo in fondo alla sala.
Steven racconta:

All’inizio i tweet venivano dall’interno della sala ed erano scritti esclusivamente dai partecipanti, che li digitavano sui loro computer portatili o BlackBerry. Ma nel giro di mezz’ora nella twittersfera ha cominciato a circolare la voce che su #hackedu era in corso un interessante dibattito sul futuro della scuola. Sono subito comparsi i primi tweet di persone che ci stavano seguendo. Alcuni hanno aggiunto osservazioni o proposto altri argomenti di discussione. Noi che eravamo in sala abbiamo ripreso nella conversazione le idee e le domande più interessanti. Alla fine della giornata ogni parola che avevamo detto era stata registrata e messa a disposizione di tutti.

Se cercate su Twitter #hackedu troverete centinaia di nuovi commenti, la discussione continua ancora oggi.

Ecco, ora immaginate un Consiglio comunale (magari quello di Reggio Emilia!) che adotti un tale sistema: uno schermo su cui far passare tutti i Tweet dei cittadini. Immaginate qualcuno in sala che diffonde gli argomenti via Tweet e che raccoglie le domande. Immaginate quanti spunti di riflessione e idee verrebbero fuori. La voce del cittadino in prima persona potrebbe entrare direttamente in Consiglio comunale.

Chissà se mai vedremo una cosa del genere…

Carlo Pedemonte e la nostra battaglia

Stamattina mi ha chiamato Carlo, ormai un amico, è distrutto.

Quando ho chiesto consiglio, in molti mi hanno detto di “stare alla larga da questa storia“. C’è “di mezzo la criminalità organizzata” e “sono cose grosse“, “questi fanno paura“. Io non ho paura di “questi”, sono un cittadino onesto e credo ancora nelle Istituzioni, nella loro onestà e nella legalità. Quindi ne parlo.

Carlo Pedemonte è un dirigente informatico della sanità, per la precisione Ospedale Sampierdarena “Villa Scassi” (Genova). L’ho conosciuto tempo fa perchè è, come me, iscritto ad un’associazione di informatici professionisti. Tempo fa mandò un’email a noi colleghi, sparsi un pò in giro per l’Italia, descrivendo una situazione anomala, anche se la parola corretta dovrebbe essere penosa.
Carlo dirige da circa 20 anni l’intera struttura informatica dell’ospedale. Ha sempre lavorato come ogni dipendente pubblico dovrebbe fare: con passione e per il bene delle Istituzioni. In questi anni ha messo in piedi software e procedure informatizzate in grado di rendere autonoma la sua struttura ospedaliera. Cosa abbia creato non ho avuto il piacere di vederlo ma mi è bastato dare uno sguardo alla Lista di attesa del Pronto Soccorso in tempo reale per capire di cosa stiamo parlando. Carlo, con il personale (pubblico!) del suo ufficio (CED/SIA) e utilizzando 65 (sessantacinque) fornitori diversi, ha realizzato tutte le procedure di informatica sanitaria delle quali tutti parlano da quarant’anni. Sono visibili a chiunque in Liguria e i codici sorgenti sono di proprietà pubblica! Tutte le procedure sono integrate fra loro e le ha messe a disposizione gratuitamente della regione e delle altre ASL e aziende ospedaliere. A fronte di ciò è sempre stato ignorato, fino al punto di dover combattere per difendere il suo operato ma soprattutto ciò che è di proprietà delle Istituzioni, di proprietà dei cittadini, cioè nostro!

Oggi Carlo è distrutto. L’ho sentito molto stanco, stanno facendo di tutto per massacrarlo psicologicamente. Vogliono impossessarsi di quanto ha costruito per noi negli ultimi 20 anni. Vogliono toglierlo di mezzo perchè le persone come lui ostacolano i loschi piani di “chi deve mangiare”. Carlo continua a combattere per noi e per il bene pubblico. In questi anni ha dato fondo ai suoi risparmi per potersi difendere legalmente, ha sempre vinto. Carlo dà fastidio perchè non molla. Ora stanno tentando di licenziarlo. Mi ha detto che sono 2 anni che non va in ferie, che non molla mai il posto di lavoro nemmeno per un giorno, ha paura che si prendano tutto. Non certo ha paura di loro.

Carlo sta combattendo una battaglia da solo. Quando si sveglierà questo paese!?
Quando combatteremo fianco a fianco con Carlo? Quando vinceremo questa battaglia?
Quando, vorrei sapere…