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Wikileaks è la nuova frontiera del giornalismo investigativo

Assange Wikileaks

Riporto l’articolo scritto per ReggioNelWeb.it n. 392 del 30/11/2010

Fondato sui sani principi dell’etica hacker, Wikileaks ci catapulta nella nuova era della libertà incondizionata dell’informazione. E’ ora di cambiare scenario.

In questi giorni il mondo intero è rimasto sulle spine in attesa di un nuovo (*) rilascio di documenti da parte di Wikileaks (da Leak: “perdita”, “fuga” di notizie). Ovunque si legge di questo misterioso sito web che pubblica documenti segreti e non mancano i riferimenti al suo fondatore: un “tipo strano” di nome Julian Assange. Un hacker.

Per capire un po’ meglio di cosa e di chi stiamo parlando a mio avviso è bene fare un passo indietro. Negli anni 80, grazie soprattutto ai mass media, si è iniziato ad associare erroneamente il termine hacker ai criminali informatici (la cui definizione corretta è “cracker”). Nel tempo questa definizione si è consolidata fino a divenire oggi un luogo comune.
Un hacker in realtà “è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte” (via Wikipedia). Non necessariamente un criminale quindi, non necessariamente informatico. In realtà le definizioni di hacker sono migliaia e non ne esiste una in particolare. Tutti gli hacker però sono accomunati da principi condivisi che, messi insieme, formano l’etica hacker. Uno dei principi fondamentali, ad esempio, è “Migliorare il mondo“. Un altro è “Tutta l’informazione dev’essere libera“.

Julian Paul Assange, il fondatore di Wikileaks, nasce in Australia (Townsville) nel 1971. E’ indubbiamente un hacker di fama mondiale e il mondo che lo avvolge ha del misterioso. Chi sia realmente pochi lo sanno. Per alcuni oggi è una figura “strana”, un uomo accecato da ideologie distruttive (Frattini: “Assange vuole distruggere il mondo“), custode di chissà quali segreti. Anche lui, inevitabilmente, come altri, in giovane età subisce una condanna (intrusione nel sistema informatico del Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti, il Pentagono). Poi, basandosi sui sani principi dell’etica hacker, nel 2007 arriva a fondare Wikileaks.

Wikileaks è un’organizzazione internazionale che, attraverso il suo sito, raccoglie documenti di carattere governativo o aziendale da fonti coperte dall’anonimato. L’organizzazione si occupa di verificare l’autenticità del materiale e poi lo pubblica tramite i propri server, preservando l’anonimato degli informatori e di tutti coloro che sono implicati nella “fuga di notizie”. Lo scopo ultimo è quello della trasparenza assoluta a garanzia di giustizia, di etica e di una più forte democrazia.
Il sito è curato da giornalisti, attivisti, dissidenti del governo cinese, scienziati. Qualsiasi cittadino proveniente da qualsiasi parte del mondo può ed è invitato ad inviare materiale che possa mettere in luce “comportamenti non etici di governi e aziende“. [via Wikipedia]

Stiamo assistendo all’imporsi del nuovo giornalismo investigativo. Le fonti si moltiplicano senza controllo, tutte protette da anonimato assoluto. L’accesso alle informazioni è diretto e non necessita di alcun “privilegio”.
Chiunque sia in possesso di informazioni segrete può pubblicarle e renderle visibili al mondo intero. Dirigenti dei servizi segreti, spie, hacker e cracker, uomini di stato, dirigenti e dipendenti aziendali e pubblici, tutti oggi possono portare all’attenzione mondiale documenti “scomodi”.
Allo stesso tempo chiunque può visionare le informazioni pubblicate collegandosi al sito www.wikileaks.org
La rivoluzione del web è anche questa e gli hacker, forse, giocano un ruolo fondamentale. Il fenomeno non è contrastabile ne tanto meno può essere arginato, la libertà incondizionata è nella natura stessa della rete Internet.
Credo sia giunto il momento di prepararsi al meglio per affrontare le sfide del nuovo millennio piuttosto che farneticare senza nemmeno capire di cosa si stia parlando.

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Tra i più importanti scoop giornalistici pubblicati da Wikileaks ricordiamo:

  • Collateral Murder. Il video dell’elicottero statunitense che spara e uccide per errore 15 civili. L’equipaggio ride e insulta le vittime.
  • Le procedure operative del carcere di Guantanamo.
  • Le email dell’Unità di Ricerca sul Clima che smascherano i tentativi di alcuni scienziati di far apparire la situazione climatica più grave del reale.
  • La lista nera dei siti Australiani.
  • Gli scarichi nocivi in Africa dell’azienda petrolifera Trafigura.
  • Elenco dei membri del partito di estrema destra britannico, in rilievo i nomi di spicco di ufficiali di polizia e dell’esercito, medici e professori.
  • Diari della guerra in Afghanistan.
  • Quest’ultimo sulle comunicazioni tra ambasciate e Washington da cui emerge, per ora, un quadro generale su tutti i leader mondiali; il programma del dipartimento di Stato americano volto a controllare e spiare i vertici delle Nazioni Unite; il grande nervosismo dei paesi arabi nei confronti dell’Iran. Al momento sono stati rilasciati solo qualche centinaia di documenti su 250.000 circa attesi, la pubblicazione richiederà mesi ed è in continuo aggiornamento.

[Fonte ilpost.it]