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Backup di Google Documenti (e quasi tutto il resto)

 

 

Google dimostra costantemente che il suo core business non è basato sui dati generati dagli utenti (come invece fa Facebook), il loro unico interesse è quello di tenere ben incollati gli utenti ai propri servizi (per poi dargli in pasto la pubblicità, certo). Per quanto mi riguarda però questo è un punto a loro favore nonostante si diventi target della pubblicità mirata.

A dimostrazione di quanto sopra è bene sapere che esiste il Data Liberation Front, un team di ingegneri, creato dall’azienda stessa, che si occupa da tempo di rendere possibile l’esportazione di tutti i nostri dati presenti nei vari servizi di Google (email, documenti, foto, ecc.). Sul sito trovate una spiegazione dettagliata per ogni servizio.

L’ultima novità del team è Google Takeout, un servizio di esportazione dati da diversi servizi Google.
I dati esportabili tramite Takeout, ad oggi, sono:

Vediamo ora come esportare i nostri dati.
Dopo esservi loggati sull’account Google andate sulla pagina di Google Takeout. La schermata che vi appare dovrebbe essere simile a questa qui sopra.
Cliccando in alto su “Scegli i servizi” potete selezionare i servizi da cui esportare dati (di default li esportate tutti). Ogni servizio richiede un minimo di configurazione, ad esempio per i Documenti dovrete selezionare il formato dei file esportati (ad esempio i documenti in formato Word piuttosto che Open Document, le presentazioni in PDF, i fogli di calcolo in formato Excel o altro, ecc.).

Quando siete pronti per effettuare l’esportazione cliccate Download.
La pagina si presenta in questo modo:

Vedrete una barra di caricamento che avanza, Takeout sta creando un backup (sotto forma di cartelle e files) dei vostri dati (documenti, foto, ecc.). Al suo termine appare la scritta “completato” in verde il pulsante Download da cui scaricare un unico file in formato .zip.
Ho appena effettuato il backup dei miei documenti e devo ammettere che, nonostante ormai il cloud abbia i suoi immensi vantaggi, avere una copia in locale dei documenti degli ultimi 3 anni e passa non può che tranquillizzarmi!

Come avrete notato però non è possibile esportare i dati di Gmail. Se siete su piattaforma Mac OSX la soluzione per voi è BackUp Gmail, un’app semplice e leggera che creerà per voi un backup in locale dell’intero account Gmail!

 

 

Anonimato protetto, Privacy e la Direttiva europea CE 2006/24

reggio-nel-web

La settimana scorsa l’On. Motti è intervenuto su Reggio nel Web parlando del Caso Google (condanna dei tre dirigenti Google Italia vs Vividown) e dichiarando: “No alla censura, sì all’anonimato protetto“. Oggi ho risposto dicendo la mia opinione riguardo la Direttiva europea CE 2006/24 e l’anonimato protetto.

Google contro la Cina

Larry Page e Sergey Brin, fondatori di Google

Alle 3 del pomeriggio di ieri (orario della California, mezzanotte in Italia) Google ha inviato in rete uno dei post più clamorosi degli ultimi tempi: “A new approach to China“. L’azienda comunica che è stata vittima di un sofisticato e mirato attacco informatico, avvenuto a metà Dicembre, proveniente dalla Cina.
Google evidenzia tre punti fondamentali (guarda il rapporto completo). Primo, l’attacco non era mirato alla sola azienda di Mountain View bensì sono state coinvolte almeno altre venti aziende di diversi settori: internet, finanza, tecnologia, media e chimica. Secondo, lo scopo primario era quello di accedere agli account Gmail di alcuni attivisti cinesi per la difesa dei diritti umani. Terzo, altri account di utenti Gmail – US, Europa e Cina – sono stati violati da terze parti attraverso sistemi di intrusione quali “phishing scams or malware” residenti sui computer degli utenti stessi.

Google non accusa direttamente il Governo cinese di tutto ciò ma lo lascia apertamente intendere. Infatti nel suo comunicato minaccia di togliere tutti i sistemi di censura previsti dalla politica di cooperazione con le autorità della Repubblica Popolare. Dopo poche ore, senza preavviso, la Cina è senza filtri. Ora i cinesi hanno accesso ad argomenti scottanti: da “Tien an men” al “Dalai Lama“.

L’azienda americana ha già precisato che conosce bene il prezzo che potrà pagare per questa sua manovra: dover abbandonare il mercato cinese (secondo uno studio di JP Morgan i ricavi di Google in Cina si collocherebbero attorno ai 600 milioni). Di contro Google considera importante il danno d’immagine subito dalle manovre di censura imposte dal regime. E’ indubbiamente un momento molto importante della storia di internet che, come ben sappiamo, è fortemente segnata dalle scelte di Google.

I commenti in rete si moltiplicano minuto dopo minuto. I punti di vista e le sensazioni sono tante, da chi pensa ad “una manovra calcolata” a chi invece vede “un’azione commerciale geniale“.
Io invece sono un sognatore. Mi piace pensare semplicemente a due ragazzi idealisti e di sani principi che, dall’alto della loro posizione, hanno deciso di dire basta a ciò che tutti dovremmo combattere con energia: la censura in rete. Mi piace sognare che Larry Page e Sergey Brin, i fondatori di Google, abbiano talmente tanti soldi che, anche se oggi stanno perdendo la battaglia in borsa (Google ha perso qualche punto percentuale), domani vinceranno la guerra per la libertà della rete Internet.

Spazzole autolavaggio e Carlite, ottimi risultati!

favagrossa web site

A distanza di soli due mesi dalla pubblicazione del sito Favagrossa (www.favagrossa.com) abbiamo già ottenuto ottimi risultati in termini di ottimizzazione sui motori di ricerca (SEO). Le principali parole chiave, sulle quali l’azienda risultava estrememante penalizzata dal precedente sito web, oggi si presentano in ottima posizione.
La ricerca per “spazzole autolavaggio“, ad esempio, si posiziona al primo posto nella SERP di Google. Anche la parola “Carlite®“, marchio registrato dell’azienda, ha scalato velocemente le posizioni arrivando al secondo posto.

E’ importante sottolineare che fino ad ora non è stata svolta alcuna attività particolare di Web Marketing. I risultati ottenuti sono frutto di una realizzazione del sito fatta con criterio, secondo gli standard e con le necessarie conoscenze di base in materia di ottimizzazione sui motori di ricerca.
Il mese prossimo, sull’analisi delle statistiche e dei risultati ottenuti, inizieremo un’attività di Web Marketing vera e propria allo scopo di incrementare la visibilità del sito sul panorama internazionale.

Nasce Google Ventures

Google Ventures logo

Google investirà in start-up in diversi settori tra cui Internet, software, biotecnologie, medicina ed energie pulite.
Nasce così Google Ventures il cui fondo sarà gestito da Williamo Maris e Rich Miner, già manager del gruppo di sviluppo delle piattaforme mobili (Android).

In questo periodo difficile Google si lancia alla ricerca della “next big thing” e assicura che lavoreranno duro per trovarla. Se pensi che la tua idea possa essere la next big idea contatta Google Ventures. Sul sito è scritto che basta l’invio di una presentazione di massimo 20 slide o 3 pagine scritte.
In bocca al lupo!

Jaiku (micro-blogging) diventa Open Source (Google App)

Google Logo

Google rilascia Jaiku (piattaforma di Micro-blogging), antagonista del famoso Twitter, sotto licenza Apache 2.0.
Il JaikuEngine è ora disponibile sui server di Google App Engine pertanto, purtroppo, non è “installabile” su piattaforma LAMP ma può venire utile per approfondimenti sul codice. Resta comunque integrabile grazie alle API.

Google in tribunale per il video del ragazzo down di Torino

Logo di Google


Inizia oggi a Milano il processo che vede coinvolti quattro dirigenti Google in merito al video pubblicato su Google Video nel 2006 nel quale alcuni ragazzi prendevano in giro un compagno di classe affetto dalla sindrome di Down.
[Via Motoricerca]

L’associazione Vivi Down, che fece partire la denuncia, fonda le sue accuse su un terreno che sicuramente presenta un vuoto normativo: la responsabilità dei contenuti pubblicati su siti di terzi (video su YouTube). Di contro però spero vivamente che non si tenti di sanare tale carenza “all’italiana” bensì che il vuoto venga colmato a livello internazionale, secondo i principi della rete e da chi ha un visione diametralmente opposta a quella del nostro Parlamento.