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Fairphone, smartphone etico ed eco-sostenibile

Fairphone

Oggi il consumatore critico si trova di fronte a dilemmi immensi perché la tecnologia è sempre più parte integrante della nostra vita quotidiana ma il costo per il pianeta e per l’umanità è altissimo. Per fortuna stanno nascendo aziende del futuro, come Fairphone (Olanda), le quali stanno invertendo il ciclo: “Together we can change the way products are made” (“insieme possiamo cambiare il modo con cui i prodotti sono costruiti”) recita il loro slogan.

L’impatto ambientale del progresso tecnologico degli ultimi decenni è devastante. Solo in Europa si stima vi siano 1,6 miliardi di vecchi telefoni non più utilizzati e di questi solo il 7% viene riciclato in modo corretto (Fonte: European Commission Study for Ecodesign Working Plan). Il resto va ad alimentare quel fenomeno denominato High-Tech Trash ben descritto nell’articolo del National Geographic già nel lontano 2008 e nell’omonimo libro di Elizabeth Grossman. Ancora oggi, in Ghana, la situazione è estremamente grave. La foto qui sotto mostra un bambino che raccoglie componenti elettronici per bruciarli e ricavarne così rame e alluminio da “rivendere” (guarda il video “Elettronic Waste in Ghana“).

After school, kids go to Agbogbloshie to collect copper and aluminium to make a little extra money.

After school, kids go to Agbogbloshie to collect copper and aluminium to make a little extra money. (Fonte: Fairphone)

Un altro paese dell’Africa che stiamo devastando, insieme al suo popolo, è il Congo. Ancora prima della catena di produzione disumana cinese per l’assemblaggio c’è il popolo congolese che muore per estrarre dalle miniere il Coltan (columbite-tantalite). Il Coltan è nei nostri telefoni, nei PC, nei Tablet e ormai anche nella lavatrice visto che vengono equipaggiate di schede elettroniche. Si estrae anche in Nigeria, Australia e Brasile ma in Congo costa meno. I proventi del commercio semilegale di Coltan, attuato dai movimenti di guerriglia che controllano le province orientali del Congo, alimentano la guerra civile in questi territori (Fonte: Wikipedia). Stiamo parlando di un conflitto che dura da 20 anni e che ha fatto 8 milioni di morti.
Le foto di Erberto Zani mostrano perfettamente la situazione oggi.

«Nel 2008, dopo 14 anni di lontananza, ho deciso di tornare a casa, in Congo, dalla mia famiglia. É stato uno shock: trovare che non esiste più niente. Chiedo di un amico e mi dicono che è morto, le strade e le infrastrutture non esistono più. Niente era più come prima, non riuscivo a spiegarmelo. Un giorno ho anche pianto, mia madre pensava che la mia tristezza fosse dovuta a qualche problema in Italia, mentre in realtà piangevo per il mio paese». Queste sono le parole dell’attivista  John Mpaliza, l’ingegnere congolese protagonista della marcia per il Congo: da Reggio Emilia (dove vive e lavora) a Bruxelles per rompere il muro di silenzio sulla guerra e sulla devastazione del suo paese. Oggi è conosciuto come Peace Walking Man.

Tutto ciò impone una riflessione. E’ inutile puntare il dito contro quelli che corrono freneticamente a comprare sempre l’ultimo modello di smartphone presentato da Apple o Samsung. Il problema coinvolge tutti, compresi quelli che tentano di “stare alla larga” dalla tecnologia. Ognuno di noi ha un telefono. A Marzo di quest’anno, quando il mio iPhone 3GS arrivò a fine corsa, mi sono fermato. Ho cercato qualcosa di diverso, orientato al futuro, non tanto per l’aspetto tecnologico quanto sul fronte etico ed eco-sostenibile. E così ho conosciuto il meraviglioso Fairphone (grazie Silvia e Terri).

Fairphone nasce come progetto di Waag Society, Action Aid and Schrijf-Schrijf in Olanda per sensibilizzare le persone sulle guerre legate al mondo dell’elettronica, in particolar modo quella della Repubblica Democratica del Congo. Nel 2013 viene costituita l’impresa sociale indipendente con sede ad Amsterdam.

Lo smartphone Fairphone è stato realizzato mettendo in primo piano questi aspetti fondamentali: Minerario, Design, Produzione, Ciclo di vita e Imprenditoria Sociale.

Minerario – Ogni Fairphone contiene circa 40 minerali (“including tantalum, tungsten, copper, iron, nickel, aluminum, tin, silver, chromium, gold and palladium”) e per ognuno di essi l’obiettivo è stato quello di integrare solo materiali a supporto delle economie locali, non milizie armate.

Design – L’idea è quella di cambiare il rapporto tra le persone ed i loro telefoni. In primo piano mettono longevità e riparabilità del telefono, dare alle persone il totale controllo del telefono acquistato fornendo la massima trasparenza su come è stato progettato. Sul sito vendono tutti i pezzi di ricambio, cambiare la batteria (18 euro) è un’operazione semplicissima come nei vecchi Nokia. Per la cover si possono scaricare i modelli 3D da stampare.

Manufacturing – La produzione avviene in Cina ma le garanzie sul lavoro sono state messe in primo piano: condizioni di sicurezza, salari equi e rappresentanza dei lavoratori. Lavorano a stretto contatto con i produttori che vogliono investire nel benessere dei dipendenti. Anche qui in totale controtendenza rispetto a chi va in Cina a sfruttare i lavoratori.

Life Cycle – “We believe that our responsibility doesn’t end with sales” (“Crediamo che la nostra responsabilità non finisca con la vendita”). Chi compra un Fairphone viene seguito durante l’intero arco di vita del telefono: uso, riutilizzo e riciclaggio sicuro. Hanno appena avviato un meraviglioso programma di Riciclo per vecchi telefoni in Europa.

Imprenditoria Sociale – Sul sito trovate tutta la documentazione per trasparenza sui costi e lista dei fornitori di tutti i materiali utilizzati per la costruzione del telefono. Gli utenti della community (sempre più attiva e creativa) vengono coinvolti nel processo di produzione e ascoltati quando riportano le loro esperienze.

Il Fairphone viene prodotto per “stock”, vale a dire che non esiste una produzione continua, proprio per non cadere nella morsa del dover poi vendere a tutti i costi. Periodicamente viene lanciato un batch (l’ultimo a Giugno 2014 per 35.000 pezzi, il prossimo a Gennaio 2015) e la produzione inizia solo dopo aver raggiunto un certo numero. Una volta venduti tutti i pezzi costruiti ci si ferma tutti a ragionare.

Quanto costa?
Per quanto mi riguarda è proprio il caso di dire solo 310 euro.
Queste riportate sotto sono le specifiche tecniche di base, qui le Specifiche tecniche complete.

fairphone-tech-specs

Una volta acquistato ricordatevi di aderire al movimento #WeAreFairphone
E anche l’aver creato un movimento è un bel modo per valorizzare il prodotto, diverso dai soliti slogan, perché il Fairphone rivoluziona la relazione col telefono soprattutto dopo che l’hai comprato. Sei parte di un movimento e hai la possibilitá di far sentire la tua voce. E’ tantissimo già solo questo.

Spero di avervi convinto!