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Facebook web marketing: Pagina o Gruppo?

facebook logo

Il fenomeno Facebook è in grande espansione in Italia. E’ doverso quindi chiedersi come poter sfruttare al meglio questo strumento ai fini commerciali e di marketing aziendale. Il primo dubbio che potrebbe sorgere nel momento in cui decidete di fare il primo passo oltre il vostro profilo è: creo una Pagina (Facebook pages) o un Gruppo ?

Per un’azienda (o un brand/marchio,  o prodotto), a mio parere, la soluzione migliore è la Pagina. Alcune carenze nei Gruppi sono state colmate in questi ultimi mesi, ad esempio l’indicizzazione sui motori di ricerca che prima era prevista per le sole Pagine. Ci sono altre notevoli differenze però, vediamole in dettaglio.

SEO – Ottimizzazione sui motori di ricerca

Nonostante entrambi siano indicizzati, le pagine godono di URL più Search engine friendly.
Vedi, ad esempio, l’indirizzo del Tresette.
Inoltre le Pagine (solo alcune e non ho capito ancora bene quale sia il metodo) vengono visualizzate nei profili personali pubblici degli utenti. Google e i motori di ricerca, indicizzando i profili, trovano anche i link alle varie Pagine, questo crea un sistema incrociato di link (cross-link) da non sottovalutare.

Aspetto legale

I Gruppi possono essere aperti da chiunque e non occorre dimostrare nulla. Le Pagine invece sono soggette a determinati requisiti, primo tra tutti la titolarità di ciò che state facendo. Quando avviate la creazione di una nuova Pagina infatti si legge:
Nota: solo un rappresentante autorizzato di una marca, organizzazione o persona può creare una pagina Facebook per tale soggetto. Le pagine false e le pagine dei fan non ufficiali violano le nostre Condizioni d’uso. La creazione di pagine non autorizzate o la violazione delle nostre Condizioni d’uso può comportare la chiusura dell’account della persona responsabile.
Questo vi garantisce che in qualsiasi momento potete far chiudere le pagine fake o erroneamente create da altri (la scarsa conoscenza del mezzo in Italia è ancora alta).

Anonimato

Per i Gruppi vengono sempre mostrati gli Amministratori e i Responsabili mentre sulle Pagine no. Ovviamente non sempre  questo è un vantaggio, dipende dagli obiettivi che ci si pone. Per un’azienda però è un bene perchè in questo modo potrete delegare determinate attività anche a persone esterne all’azienda stessa (consulenti Marketing, Web, ecc.)

Informazioni

Le informazioni che potete inserire per un gruppo sono limitate rispetto a quella delle Pagine. Sul gruppo i contenuti possibili girano tra news, bacheca dei commenti, area discussioni, foto, video, link ed eventi associati. Le pagine, oltre a tutte queste, hanno le attività recenti, le note e le recensioni. Queste ultime due visibili anche dall’esterno e quindi indicizzabili dai motori di ricerca.

Applicazioni

Potete ottimizzare al meglio le Pagine con l’aggiunta di applicazioni che possono essere sviluppate da Facebook (applicazioni standard), da terze parti o da voi. I gruppi non permettono l’aggiunta di Applicazioni.
Ovviamente non dovete pensare alle decine di applicazioni inutili che si vedono continuamente (quale personaggio sono qui, là, che frutto sarei se…., le guerre tra bande, ecc.) ma a quelle create da facebook e da terzi dedicate al business.

Fans e Aggiornamenti

Chi si unisce ad un gruppo diventa membro (successivamente può ricevere cariche ufficiali dall’amministratore), chi sottoscrive una pagina entra a far parte dei fans. Al di là dei termini utilizzati la differenza sostanziale sta nel modo in cui vi relazionerete con essi. Al Gruppo potete inviare messaggi di posta (a tutti gli iscritti) mentre per la Pagine invierete Aggiornamenti, tale  suddivisione è visibile a tutti gli utenti nella propria sezione Posta. Gli Aggiornamenti risultano indubbiamente meno invasivi, sono consultabili in una sezione apposita che li suddivide per Pagine (come fossero argomenti di interesse) e vengono annunciati nella Home, sotto le richieste di amicizia e applicazioni varie. Col tempo i messaggi di posta dei Gruppi (esperienza personale) tendono ad apparire come Spam e per questo vengono eliminati direttamente senza nemmeno essere letti. Gli Aggiornamenti invece posso seguirli come e quando voglio e restano archiviati, consultabili e facilmente raggiungibili dall’apposita voce di menù (Visualizza aggiornamenti) presente in ogni Pagina. A differenza dei messaggi di Gruppo inoltre ogni utente può configurare quali Aggiornamenti ricevere. Infastidire gli utenti è sempre un fallimento in termini di comunicazione all’interno di un Social network.
La ciliegina sulla torta degli Aggiornamenti consiste nel poter scegliere il target a cui inviarli, selezionando il luogo, il sesso e l’età (vedi immagine qui sotto).
Invio aggiornamento Pagine di Facebook

Advertising (Campagne pubblicitarie)

Ultimamente Facebook ha introdotto la possibilità di effettuare campagne pubblicitarie – Pay for Clicks (CPC) e Pay for Impressions (CPM) – anche per i Gruppi. Sotto questo punto di vista quindi non vi è alcuna differenza.

Statistiche (Insights)

Solo per le Pagine è fornito un ottimo strumento di statistiche. I dati sui fans sono separati per sesso ed età con relative percentuali. Inoltre vengono elaborati i dati relativi alle pagine secondo i classici parametri delle statistiche web (Pagine viste, Utenti unici e non Unici, ecc) e vengono misurati gli accessi alle varie aree: Messaggi in bacheca, Argomenti di discussione, Recensioni, Foto e Video.
statistiche pagine facebook

Considerazioni finali

Alla luce di tutto ciò è evidente che la Pagina risulta essere uno strumento di Marketing di notevole importanza e nettamente superiore rispetto al Gruppo (dal punto di vista delle funzionalità a disposizione). Allo stesso tempo anche il Gruppo ha un suo scopo ben preciso che sembra essere quello della realizzazione di una Community interna a Facebook composta da persone che condividono un’idea, un progetto o qualsiasi cosa non necessariamente legata ad un’azienda, un brand o un prodotto. I vantaggi tangibili di un gruppo sono:

  • risulta più informale riducendo le distanze tra voi e i membri (conosco chi lo crea, posso contattarlo anche personalmente e magari aggiungerlo agli amici)
  • nel breve termine gode di una velocità di espansione maggiore rispetto alle pagine (possibilità di invitare altri membri pescandoli tra gli amici – 100 alla volta – non previsto per le Pagine)
  • la creazione di gruppi a favore dell’utilizzo di un prodotto, ad esempio, genera movimento e chiacchiere (se pensate ad un’azienda che ha 10 prodotti la cosa può risultare utile, 10 pagine diventano ingestibili e comunque la vedrei una presenza massiccia inutile)
  • può essere utilizzato per sondare il mercato (posso creare un gruppo e lanciare un messaggio forte, virale e verificare quanto penetra il mercato o meno, cosa pensano gli utenti a riguardo, ecc.)

In linea di massima quindi la Pagina copre il 90% delle necessità commerciali e di marketing di un’azienda ma è bene analizzare a fondo gli obiettivi prima di scegliere.

Obama e Internet

Obama Biden Logo

Internet non è il futuro, come molti in Italia pensano, Internet è il presente.
E’ con questa glaciale affermazione che David Orban, fondatore e Amministratore Delegato di Questar nonchè appassionato di tecnologia e attento osservatore degli scenari tecnologici internazionali, inizia il suo eccellente discorso alla Camera dei deputati; nella Sala delle Colonne in una conversazione aperta al pubblico insieme a Marco Montemagno, Antonio Palmieri, Paolo Gentiloni, Enrico Menduni, Antonio Sofi e altri.

Il mondo della politica, visti i risultati ottenuti dal neo presidente Barack Obama, sta drizzando le antenne verso Internet e le sue tecnologie. Sono sempre più numerosi i politici che si avvicinano ai Social Network, che aprono Blog e siti nel tentativo di “raccogliere” voti anche attraverso la rete. Il punto è proprio questo: si pensa sempre e solo ai voti, i cittadini sono numeri e non persone con le quali scambiare “due chiacchiere”.

In Italia si ragiona ancora in maniera obsoleta, infatti si pensa che il nuovo modello Obama sia la bacchetta magica con cui catturare nuovi voti. Indubbiamente la strategia di Obama ha portato questi risultati ma è fondamentale non trascurare, e questo nel nostro paese avviene sistematicamente, tutto ciò che c’è prima di mettere in campo tali strategie.
Valori come la trasparenza e non la “privacy” (una parola che oggi piace molto, spesso utilizzata a sproposito e messa in campo quando fa comodo), come l’onestà incondizionata e non una facciata onesta e tanti scheletri negli armadi, come la condivisione delle idee e non la chiusura mentale verso nuovi orizzonti. Questi e altri sono i valori che Obama ha messo in campo, a disposizione dello staff che ha curato nei minimi dettagli la più importante campagna elettorale dei nostri tempi.
Questi valori però, e qui torniamo al fulcro del discorso, sono gli stessi su cui la rete Internet basa le sue fondamenta. Sono i requisiti minimi per poter stare in rete. Prima di poter aumentare la propria visibilità bisogna essere disposti ad accettare critiche, rispondere a domande scomode e anche subire pensieri a volte offensivi.

Su queste basi quindi, su questi principi, Obama e il suo staff hanno lavorato verso l’obiettivo comune della vittoria, raggiungendolo e scuotendo il resto del mondo. Obama iniziò la sua campagna dalla Silicon Valley e ricordo un’intervista con Eric Schmidt (AD di Google) in cui rispose ad ogni domanda, anche a quelle di difficile comprensione per i non addetti ai lavori. Lo stesso è avvenuto online su siti e blog durante tutta la durata della campagna elettorale (ovviamente non rispondeva di persona ma il canale della comunicazione non veniva mai interrotto). Internamente al suo sito è nato un Social network (My Barack Obama) dove ogni elettore, previa registrazione, veniva coinvolto in prima persona attraverso compiti quotidiani da svolgere come e quando preferivi, nel tempo libero o 24 ore su 24. Selezionato lo stato in cui si preferiva operare ti venivano assegnati i numeri di telefono da chiamare, zona per zona, per partecipare attivamente alla campagna stessa. Per coordinare tutte le attività di social networking dell’intera campagna Obama ha scelto Chris Hughes, co-fondatore di Facebook, il quale ha compiuto 25 anni lo scorso Novembre.
Questi sono solo alcuni dei tanti strumenti che Obama ha messo a disposizione dei suoi elettori. Gli strumenti esistevano tutti in rete, Obama non ha inventato niente di nuovo. Ha costruito, insieme ai suoi elettori e fans, un’arma che si è dimostrata potente e vincente. I milioni di utenti della rete, mentre in Italia vengono visti come un ostacolo o qualcosa di non definito che appartiene ad un mondo virtuale, Obama ha saputo trasformarli in pedine del proprio esercito.

Concludo ribadendo che tutto ciò sarebbe stato vano se ogni mossa non fosse stata costruita sulle solide basi dei principi fondamentali della rete. Per questo motivo credo che la classe politica italiana, prima di chiedersi come poter sfruttare Internet, è bene che si chieda se Internet è disposta ad accettarli.

“We Have a Lot of Work to Do”

Facebook e Mafia

La battaglia mediatica contro Facebook procede ad ampie falcate. In Italia non passa giorno senza che un TG o un quotidiano non riporti almeno una notizia sul più famoso Social Network del mondo. Ovviamente in queste “notizie” aleggia sempre lo spirito maligno del demonio: la rete Internet, il nemico da sconfiggere. I vecchi media sferrano colpi a tradimento pur di massacrare, agli occhi dell’opinione pubblica, il nuovo mezzo di comunicazione e relazioni sociali che tanto li spaventa.

Valutano il mezzo traendo conclusioni dall’uso che se ne fa. Facebook in Italia è esploso quest’estate e 3 milioni di utenti raccolti in 3 mesi fanno paura. Ecco perchè è arrivato il momento di far passare “notizie” come quelle della creazione dei gruppi mafiosi a favore del “Capo dei capi” (chiuso in questi giorni dallo stesso Facebook). Ecco perchè il TGCOM, giorni fa, ha dedicato un articolo in prima pagina a “Su Facebook è nato il gruppo Bruno Contrada Libero“. Nessun giornale, nessun TG ha mai parlato della causa “Raccolta firme per Proposta di Legge su Riduzione Stipendi Parlamentari” che conta ben oltre 600.000 sostenitori, seconda solo a Stop Child Abuse tra quelle della categoria Campagne Politiche.

I Social network sono siti che basano le loro fondamenta sullo scambio di idee e sulla condivisione dei contenuti tra gli utenti. Sono “luoghi” dove il concetto di privacy passa in secondo piano rispetto alla trasparenza. Combatterli vuol dire non condividere il pensiero di coloro che lo utilizzano, al di là dello schieramento politico e delle ideologie di ognuno.

Facebook, e i servizi della rete in genere, non sono il nemico da sconfiggere bensì un terreno fertile su cui poggiare le nuove basi dell’informazione futura. Quando i media tradizionali si renderanno conto che la loro è una battaglia persa in partenza forse sarà troppo tardi. Forse è già tardi visto che il parere dell’esperto di rete Clay Shirky è che, per loro, “Il 2009 sarà un bagno di sangue”. Il New York Times, intanto, è stato costretto ad aprire la sua prima pagina alla pubblicità.

Reggio Emilia: il Comune spende 6.000 euro per Facebook!

Dopo aver appreso stamattina da ReggioNelWeb dello scandalo del Comune di Reggio Emilia che ha “investito” ben 6.000 euro per aprire una pagina in Facebook, incaricando il giornalista Nicola Fangareggi, mi sono chiesto perchè proprio lui e quali fossero le sue referenze a riguardo.

Ho provato quindi a conoscere meglio questo giornalista attraverso internet e ho trovato un suo blog (www.fangareggi.com) che a mio avviso può contenere una violazione di legge perché c’è un banner che riporta il logo di Facebook modificato.
Tale modifica non credo possa far piacere all’azienda Facebook Inc. quando ne verrà a conoscenza, visto che oggi stesso ho inviato la segnalazione a seguito della quale sarete poi tempestivamente informati sugli sviluppi.
Oggettivamente quel logo modificato – a mio modesto parere, visto che lavoro sul web da circa tredici anni – non si distingue certo dal punto di vista qualitativo. Ecco perché è verosimile pensare che Facebook non abbia dato consenso per una tale modifica del proprio logo. E allo stesso tempo non credo che il Sig. Fangareggi vanti la titolarità di un’azienda del calibro di Coca-Cola o simili tale da poter chiedere -ed ottenere- una modifica ai loghi ufficiali di Facebook.

Per ulteriore chiarezza, a sostegno delle mie riflessioni e della mia segnalazione a Facebook, riporto uno stralcio delle condizioni contrattuali di Facebook“I marchi e i segni distintivi della Società non possono essere utilizzati, o inclusi parzialmente in altri marchi e/o in parti di nomi di un dominio, essere usati in abbinamento con altri prodotti o servizi in modo da creare confusione, e non possono essere copiati, imitati o usati, integralmente o parzialmente, senza previo consenso scritto della Società.”.

Alla luce di ciò non capisco come possa il Comune assegnare tale compito ad una persona che potrebbe aver violato in prima persona le Condizioni d’Uso di Facebook stesso.

Facebook e il Parlamento italiano

parlamento italiano

Facebook, rispetto ai suoi concorrenti, sta crescendo a ritmi impressionanti in questi ultimi mesi. In Italia si registra un’impennata che non ha mai avuto precedenti sul Web nostrano. Tutti in Facebook!

Ancora una volta, come accadde qualche anno fa per i Blog, i politici non si fanno sfuggire la ghiotta occasione di “cavalcare l’onda del successo” (del resto Obama docet) e i giornali quella di attaccare i servizi del Web, nel caso specifico Facebook.

Anche questa volta però non mancano le disavventure di qualche nostro parlamentare che non ha nemmeno idea di cosa sia questo Facebook e, senza nemmeno chiederselo, si muove come se tutto funzionasse “all’italiana”. E’ il caso dell’On. Matteo Salvini.

Il Corriere della sera addirittura intitola: “Salvini, il leghista cacciato da Facebook“. Si grida allo scandalo, alla censura! Parole forti, scritte da qualcuno che il Web non lo conosce affatto. Il Corriere del resto ultimamente si sta impegnando molto nella sua campagna denigratoria anti-Facebook, è del mese scorso l’articolo: “Come difendersi da Facebook“.

L’On. Salvini dichiara “Ho raccolto centinaia di segnalazioni da parte di persone che sono state ‘disattivate’ e ‘cancellate’ dal più diffuso social network del momento senza uno straccio di motivazione“. Certo, aggiungo io, Facebook non rilascia motivazione ma basta chiedergliela e rispondono sempre. Infatti nell’articolo poi si legge che l’unica risposta alle sollecitazioni era arrivata “da un non meglio precisato ‘the facebook team’ che mi saluta in inglese, mi dice che ha ricevuto la mia protesta e mi garantisce un contatto e un intervento a breve. Era il 26 novembre – aveva dichiarato il parlamentare prima della sua riattivazione – e visto che non riesco a capirci molto io, né tantissimi altri utenti vittime della medesima sorte, vediamo se ci riuscirà qualcuno a livello ministeriale“.

Il mese scorso aiutai un amico a risolvere un problema simile. Luca Canei, batterista della famosa band “Il Nucleo“, mi contattò perchè la loro pagina su Facebook era improvvisamente scomparsa. I componenti del gruppo, ignorando la differenza tra Profili (pagine personali dei singoli utenti iscritti in Facebook) e Pagine (pagine dedicate a personaggi famosi, gruppi, artisti, ecc.), crearono un duplicato del gruppo stesso. Facebook, a tutela del nome “il nucleo”, eliminò il secondo creato (in ordine di tempo) perchè ledeva l’immagine della band. Risolvemmo il tutto con due email (ovviamente in inglese) e la pagina del gruppo tornò online in meno di una settimana. Il Facebook Team, oltre a sistemare il problema, fu talmente efficiente al punto di “inglobare” il vecchio profilo nella nuova Pagina.

Quello che mi lascia sconvolto veramente è l’atteggiamento dell’On. Salvini: l’arroganza di certe parole sul Web non trovano e non troveranno mai nessun tipo di appoggio. Se uno, come egli dichiara, non ha la più pallida idea di come funzioni Facebook, non sa dove sia localizzato geograficamente e non sa come contattare i responsabili (perché parlano una lingua a lui sconosciuta) si astenga dal pretendere qualcosa. A maggior ragione se si considera che il servizio è gratuito e non fornisce alcuna garanzia formale di qualità. Facebook ha il suo regolamento ed è tutto scritto molto chiaramente. Non entro poi nel merito dell’interrogazione al ministero ma mi chiedo come possa sprecare risorse in questo modo il Parlamento italiano, soprattutto in un periodo così delicato per la nostra nazione.

Salvini ha poi ipotizzato che tra le cause potesse esserci un’eccessiva interattività con i suoi contatti. “La sinistra ha fatto ostruzionismo alla Camera dei Deputati, e ha parlato per cinque ore filate – aveva raccontato -. Le alternative erano il suicidio o il computer. E quindi io sono stato lì, ad ammazzare il tempo, smanettando con la mail e con Facebook. Sono stato collegato un sacco di tempo, e magari avrò fatto troppe robe. Però cavolo, che almeno ti avvisassero“.

Questa dichiarazione finale è allucinante. No comment.