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	<title>Davide Gullo, Consulente web &#187; e-commerce</title>
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	<description>&#34;E il mare il web concederà ad ogni uomo nuove speranze, come il sonno i sogni...&#34; Cristoforo Colombo</description>
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		<title>Ecommerce, leggero calo delle vendite! Altro che recessione&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 11:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jazzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze lavorative]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.m4ss.net/2008/12/01/ecommerce-leggero-calo-delle-vendite-altro-che-recessione/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.m4ss.net/wp-content/uploads/2008/11/e-commerce.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="E-commerce logo - Carrello Ecommerce" title="" /></a>In questo periodo di crisi, recessione, inflazione e via dicendo, l&#8217;e-commerce (il commercio online sul Web) registra solo un leggero calo delle vendite. &#8220;Qui la &#8220;crisi&#8221; significa ridurre le previsioni annuali magari dal 18 al 12% (com&#8217;è accaduto negli Stati Uniti), o dal 30 al 28% (è il caso del Regno Unito). E ridimensionare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.m4ss.net/wp-content/uploads/2008/11/e-commerce.jpg" alt="E-commerce logo - Carrello Ecommerce" /></p>
<p>In questo periodo di crisi, recessione, inflazione e via dicendo, <strong>l&#8217;e-commerce</strong> (il commercio online sul Web) <strong>registra solo un leggero calo delle vendite</strong>. &#8220;<em>Qui la &#8220;crisi&#8221; significa <a href="http://news.cnet.com/8301-1023_3-10057474-93.html?tag=mncol" title="leggero calo delle vendite ecommerce, altro che crisi" target="_blank">ridurre le previsioni</a> annuali magari dal 18 al 12% (com&#8217;è accaduto negli Stati Uniti), o dal 30 al 28% (è il caso del Regno Unito). E ridimensionare le proporzioni di una doppia cifra, si sa, è comunque meglio che piazzare davanti ai propri risultati un segno meno. [...]<br />
Secondo le stime del Rapporto 2008 dell&#8217;Osservatorio sull&#8217;eCommerce B2c in Italia, realizzato dal Politecnico di Milano, nell&#8217;anno in corso le aziende italiane realizzeranno vendite per un totale di 6 miliardi di Euro, con una crescita del 20% rispetto al risultato dell&#8217;anno precedente.&#8221;<br />
</em>E&#8217; quanto riportato nell&#8217;interessantissimo articolo &#8220;<a href="http://punto-informatico.it/2488991/PI/News/ecommerce-italiano-universo-due-velocita.aspx" title="e-commerce italiano">Ecommerce italiano, universo a due velocità</a>&#8221; (Punto Informatico). In Italia, nonostate si registri una crescita del 20%, i ritmi e i numeri sono molto diversi rispetto agli altri paesi occidentali. Contro i nostri 6 miliardi negli Stati Uniti il fatturato del comparto sarà nel 2008 di 270 miliardi di dollari mentre nell&#8217;intera Unione Europea si registreranno vendite per complessivi 170 miliardi di Euro.</p>
<p>Leggendo questi dati mi sono ritrovato inevitabilmente a fare alcune considerazioni sulla nostra realtà locale <strong>reggiana</strong>. La rete offre nuove opportunità, di lavoro e di business, è un dato di fatto. Chi riesce a vederle e sa coglierle non rimane deluso!<br />
Spesso mi capita di confrontarmi con imprenditori &#8220;nostrani&#8221; e ogni volta l&#8217;impressione sulla loro visione del mondo e-commerce mi lascia sbalordito. Oggi chi crede di poter realizzare il proprio sito di ecommerce con due o tremila euro <strong>è tagliato fuori dal mercato</strong>, non ha speranze. Quando faccio notare che con quei soldi non si va da nessuna parte la risposta è sempre: &#8220;<em>gli informatici fanno un bel mestiere, guadagnano bene e lavorano poco!</em>&#8221; Sorrido sempre e, prima di alzare i tacchi, rispondo sempre che al Jaguar non si può rinunciare mentre ad un&#8217;opportunità di e-commerce che potrebbe risollevare il crudele destino a cui l&#8217;azienda va incontro si. All&#8217;ignoranza non c&#8217;è mai fine.</p>
<p>C&#8217;è poi chi, di fronte all&#8217;idea di vendere i suoi prodotti online, risponde: <strong>è impossibile, non li comprerebbe nessuno!<br />
</strong>Nell&#8217;era della bolla Internet (2000) si diceva che il settore moda sarebbe stato l&#8217;ultimo a fare il suo ingresso nel mondo dell&#8217;e-commerce se mai questo fosse accaduto. Dicevano che nessuno avrebbe mai comprato un vestito online perchè &#8220;<em>va toccato il tessuto, va visto da vicino&#8230;</em>&#8220;. Eppure le cose sono cambiate: <em>&#8220;Un discorso a parte merita il comparto della moda, soprattutto di fascia alta (c.d. &#8220;fashion&#8221;). Qui la spinta è più forte che in tutti gli altri settori legati ai prodotti fisici, grazie soprattutto alla presenza in Italia di una delle più importanti realtà del mondo, <a href="http://www.yoox.com">Yoox</a>. Il marchio bolognese sta realizzando risultati molto brillanti &#8211; sia sul mercato domestico che soprattutto all&#8217;estero &#8211; e sta &#8220;trainando&#8221; con la propria crescita quella di tutto il settore. Oltre alla rivendita sul proprio sito dei capi di abbigliamento &#8220;Made in Italy&#8221;, infatti, Yoox ha anche predisposto un servizio di supporto strategico ed operativo (Yoox Services) ai marchi tradizionali che intendono realizzare negozi online propri. Come è accaduto, ad esempio, per Armani Jeans e Diesel.&#8221;<br />
</em></p>
<p><strong>E&#8217; un sito che sta riportando in alto il marchio del &#8220;Made in Italy&#8221;</strong>. Di certo Federico Marchetti, fondatore e presidente di Yoox, ha dimostrato al mondo che &#8220;<em>il fatto di toccare con mano la merce solo in negozio è un luogo comune</em>&#8220;, come <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200711articoli/27963girata.asp" title="Intervista a Federico Marchetti, fondatore di yoox">sostiene egli stesso</a>. L&#8217;ostacolo è stato semplicemente scavalcato con il diritto di recesso: &#8220;<em>se quello che hai ordinato non ti piace lo restituisci e hai tutta la tranquillità di provare il capo a casa tua</em>&#8220;.<br />
Se l&#8217;imprenditore Marchetti avesse pensato &#8220;<em>non li comprerebbe nessuno</em>&#8220;, come mi rispondono gli imprenditori &#8220;nostrani&#8221;, oggi non sarebbe in procinto di <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200711articoli/27963girata.asp" title="yoox si quota in borsa">quotarsi in Borsa</a>.</p>
<p>Un&#8217;altro luogo comune, constatato di persona sul <a href="http://www.parmigiano-reggiano.it/" title="consorzio parmigiano reggiano">Parmigiano reggiano</a>, è che &#8220;<em>i prodotti alimentari non sono vendibili online, è troppo complessa la gestione logistica</em>&#8220;. Eppure anche <a href="http://www.eataly.it/" title="eataly - vendita online cibo">Eataly</a> si sta imponendo nel mondo dell&#8217;e-commerce per la vendita online di &#8220;<em>alti cibi a prezzi sostenibili</em>&#8220;.</p>
<p>Nella nostra realtà reggiana ci sono aziende che potrebbero <strong>creare business e nuovi posti di lavoro</strong> se solo riuscissero ad intravedere le opportunità della rete. Ora che il mercato immobiliare sembra al collasso dove investiranno i nostri imprenditori?</p>
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