Archivi tag: community

myGDM, la Community che non c’è. Dov’è finita?

GDM Community logo - OLD version
[GDM Community Logo – OLD version]

Prima di lasciar spazio alle modifiche che arriveranno e che lentamente cambieranno myGDM è bene analizzare il passato per non commettere gli stessi errori. Sempre.

myGDM 2.0 nasce l’8 Maggio del 2008 con tutte le buone intenzioni di risolvere diversi problemi che molti di voi, quelli che c’erano, hanno già dimenticato. Vorrei ribadire ancora una volta a tutti che siete stati “bianchi” prima di diventare quello che siete. I Newbie (bianchi) sono la linfa di GDM, senza sarei rimasto a giocare con i miei amici come era nel lontano 2005.

L’espansione di GDM ha fatto sì però che arrivassero Newbie di tutte le specie. In breve tempo ci trovammo una situazione ingestibile perchè avevano troppa libertà: entravano ovunque, facevano saltare tavoli, disturbavano pesantemente in chat con offese e lasciavano feed di ogni tipo. Il tutto era incontrollabile e i tempi in cui Stingary Smith ed emiro li insultavano, ribaltando la frittata, erano andati da tempo. La maggior parte delle volte invece c’era gente che si scandalizzava scrivendo email di protesta “a chi di dovere“. Più volte infatti abbiamo dovuto bloccare gli indirizzi IP delle macchine da cui alcuni di loro provenivano, spesso erano Università (o Istituzioni) e vi assicuro che la cosa non è bella: isolare un’Università intera per un cretino è devastante.
Di contro però, in mezzo a tanti rompic*****, c’erano i “buoni“. Quelli che non riuscivano, non dico ad emergere nel caos e nella bolgia più totale, ma nemmeno a giocare. Nel frattempo giustamente i Member (blu) avevano fatto quadrato considerando a priori i Newbie (bianchi) come utenti da tenere alla larga e quindi fuori dai Tavoli. Erano pochi coloro che continuavano ad ospitare i bianchi nei loro Tavoli. Pochi ma buoni, buona parte di loro divenne poi, guarda caso, Tutor.

La guerra tra Member e Newbie andava fermata e così iniziai a ragionare su una nuova era di GDM: myGDM 2.0 appunto. Era necessario bloccare il dilagare di Newbie “inutili” e allo stesso tempo garantire ai “buoni” un ingresso in Community. Per agevolare tutto ciò separai completamente i 2 ambienti garantendo da una parte, ai Member, un ambiente “sano e pulito”, dall’altra, ai Newbie, un corridoio preferenziale per l’accesso alla Community. Ma chi li controllava? Chi poteva umanamente stabilire chi erano in realtà i nuovi arrivati? E così pensai ai Tutor e a tutti gli strumenti necessari per agevolare questa “selezione”.

C’era un’altra necessità però, un po’ perchè i feedback non bastavano più, un po’ perchè crescendo la diversità tra loro si iniziava a far sentire, i Member avevano bisogno di ritagliarsi il proprio spazio, personalizzarsi l’ambiente. Nella totale democrazia ho sempre ipotizzato e lavorato per un GDM libero. Libero nel senso che ognuno doveva poter esprimere le proprie opinioni o poter giocare con chi desiderava nel modo in cui desiderava. Chi ama giocare divertendosi deve poterlo fare, chi ama giocando con passione e agonismo anche. Non devono esistere confini per nessuno, questo il mio “sogno” per GDM.
Ma come fare per raggiungere tutto ciò?
I Social network erano in piena espansione e il concetto di “amicizia” piaceva ai più. Sposai la loro strategia e creai le relazione sociali: gli amici.

In tutto questo avevo introdotto anche i GDM Player (azzurri). I Newbie che, dopo aver conosciuto un po’ le dinamiche del sito, venivano passati a questa categoria intermedia e potevano entrare in contatto con i Member. Divenivano Player però anche i Member a cui scadeva l’abbonamento e quindi non potevo dar loro troppe “restrizioni”.
Così per tagliare la testa al toro pensai alle esclusioni. Pensai ad un sistema dove la massa doveva vincere sul singolo. Ingenuamente.

Nel mio progetto “sogno” quindi le cose dovevano funzionare, ci credevo.
Gli utenti stringono tra loro relazioni di amicizia con quelli con cui desiderano giocare (ognuno a suo modo, secondo i propri criteri, la massima scelta liberale che potevo dar loro). Pensai che chi voleva giocare con soli “professionisti”, ad esempio, poteva circondarsi di amici di questo tipo. Idem per chi invece amava giocare divertendosi e non curandosi del tempo tra una giocata e l’altra.
Poi mi chiesi: ma come fanno ad estendere le proprie amicizie?
Se ognuno si chiudeva a riccio nel proprio “circolo di amicizie” il rischio era quello di tenere fuori nuovi giocatori potenzialmente compatibili con le esigenze di ognuno. Allora pensai al Tavolo. Il Tavolo da gioco è la nostra base, tutto parte da lì. I Member dovevano poter decidere se giocare con soli amici o con tutti gli altri. E feci anche questo enorme passo.

Pensavo…

Vuoi accrescere il tuo “parco” amici con nuovi giocatori “bravi” perchè quelli che hai sono pochi o ti stai stancando di giocare con loro? Rischi e ti metti in gioco. Fai Tavoli pubblici e ti apri ai Newbie (bianchi) e ai Player (azzurri). Rischi di trovare lo “scarso” o il “rompiballe” ma potresti anche trovare il “migliore giocatore di tressette” o il “più “simpatico”. Lo vuoi fare? Lo fai.
Non vuoi nemmeno metterti in gioco perchè non ne hai voglia? Perchè GDM per te è il momento libero e desideri giocare nell’unico modo che preferisci (professionisti, casinari, bordelli e bestemmie)? Bene, comunicherai al Tavolo con i tuoi amici nella speranza che almeno uno di loro si sia aperto al mondo e porti dentro almeno lui nuovi giocatori, aria fresca!
E poi… i tuoi amici non lo fanno? Bene, allora volete un circolo chiuso. Stringete le vostre amicizie e giocate solo tra amici. Chi vi dice nulla.

Appariva un disegno perfetto (anche se non amo quest’ultima parola).
Solo tra amici“. Mi piaceva.

E le esclusioni?

Sempre ingenuamente pensai che comunque gli utenti, al di là del Tavolo da gioco, dovessero avere uno strumento per isolare una persona (non saprei nemmeno come definirla!) diciamo disonesta. Scorretta, sleale, “malvagia”, giusto per usare alcuni sinonimi. C’era anche il problema che un Newbie, pagando, poteva saltare tutto il percorso di crescita ed entrare a piedi pari in Community, senza freni. E se questo era un disonesto (credetemi ce ne sono tanti che pagano anche solo per rompere)?

Le esclusioni erano una soluzione. Il popolo di GDM poteva escluderlo isolandolo dal resto della Community. Nella mia testa ipotizzavo un giocatore con 100 esclusioni subite: non aveva scampo. Non giocava più, non interagiva più. Completamente isolato. Ingenuamente ci credetti.

Pensavo…

Potresti utilizzare le amicizie e NON curarti nemmeno delle esclusioni! Chi è “capace” (o ti sta simpatico, o lo ami, a seconda del tuo modo di giocare) lo fai tuo amico, chi no lo ignori. Poi fai Tavoli con solo amici. Le strategie sono tante e l’intreccio delle relazioni vincerà su tutto.
E se proprio avete bisogno di uno strumento per paralizzare uno, per isolarlo e non vederlo più… beh, lo escludete in massa. Del resto un giocatore disonesto (o uno che entra solo per rompere) non piace a nessuno.

Solo tra amici“. Mi piaceva sempre più.
Era l’idea a monte quella vincente, non le esclusioni.

Pensavo…

E’ inutile che impegno energie per implementare l’esclusione reciproca perchè il singolo non può nulla contro la forza della Community. Il resto della Community lo massacrerà per tempo. E comunque se questo dovesse sentirsi attaccato ed inizia ad escludere lui tutti quanti beh… il risultato finale è lo stesso: si isola da solo. Alla fine è sempre il discorso di 1 contro 100. Se saranno compatti ce la faranno. Ne sono certo!

Lavorai sodo, 6 mesi di sviluppo. Un nuovo GDM fiammante.
Finalmente il progetto stava andando nella direzione giusta: dare potere alla Community in modo che questa possa difendersi autonomamente. Era il concetto a monte sul quale ragionavo da anni. Infatti è impensabile considerare che vi sia un’autorità garante dei diritti dei giocatori. Non è possibile. Sono troppe le variabili in gioco e poi questo prevedeva uno “schierarsi” da parte di myGDM che ho sempre odiato. Lo stesso Staff non può farcela, in un’ottica di crescita non resisterà.
La Community deve vincere da sola, con la propria forza. Ci riuscirà, pensai. Ce la farà.
Ma mi sbagliavo.

Il progetto ha visto la luce con decine di bug, risolti poi con immensi sacrifici e un grande lavoro di squadra dello Staff e tanti amici. Tutti per pura passione, non certo per lavoro!
Poi il declino, la delusione e l’abbattimento finale: la Community non esiste. Ognuno pensa a sè.

E’ inutile che vi racconti quale sia l’epilogo di questo capitolo di myGDM. Lo conoscete meglio di me!

Concludo dicendo che non abbiamo mai ascoltato il singolo ma sempre la voce della Community. La Community che non c’è più. Perdonerete myGDM quindi se in futuro Vi ascolterà un po’ meno e, soprattutto, se prenderà tempo prima di impegnare risorse inutilmente, sognando ad occhi aperti. Anche se …  “anche i sogni servono a diventare grandi” cantava qualcuno.