Davide Gullo, Consulente web

04.02.2012
13:36 (+00:00)
05a settimana
34o giorno

  "E il mare il web concederà ad ogni uomo nuove speranze, come il sonno i sogni..." Cristoforo Colombo

Report su Internet (my two cents)

giovedì, 14 aprile 2011

Prima di tutto vorrei ringraziare l’intero staff di Report: grazie mille per il vostro coraggio. Grazie anche per un’informazione degna ancora di questo nome. Siete rimasti in pochi.

"Il prodotto sei tu" puntata del 10/04/2011

Comprendo bene quanto sia difficile oggi parlare di Internet in tv. Nessuno ha mai spiegato nulla in modo costruttivo dopo il lontano Mediamente di Carlo Massarini. Le reti televisive oggi evitano accuratamente di parlarne tranne qualche pessima apparizione in qualche pessimo TG. Migliaia (forse milioni?) di italiani si sono lanciati in rete attraverso Facebook, tanti restano convinti ancora oggi che Internet sia Facebook “perchè lì dentro c’è tutto“.

La rete tocca tanti argomenti complessi e in questo contesto, in totale confusione, è difficile mettere ordine. A voi va la riconoscenza di esser stati i primi a provare (parliamo di tv generalista) ad affrontare tali argomenti, come sempre in modo coraggioso (mostrando il video “Collateral Murder“, ad esempio). Nonostante ciò il giudizio della rete è stato severo.

Quello che la rete lamenta è ben descritto dalle parole di Paolo Ainio, amministratore delegato di Banzai, che sottolinea come l’argomento è stato trattato in modo superficiale “per ignoranza e per superare l’ignoranza bisogna vincere la pigrizia. Per imparare bisogna faticare“.

In rete, come spesso nel mondo reale, ad un lato oscuro è sempre contrapposto un lato luminoso. L’impressione che ho avuto è che la linea della trasmissione fosse quella di mettere in rilievo il lato oscuro dei vari argomenti trattati (social network, privacy, copyright, ecc). Ieri sera, pensando di scrivere qualcosa a riguardo, ho rivisto la trasmissione. Oggi ho ancora nella testa quei 2 frettolosi minuti dedicati a Frieda Brioschi di Wikipedia Italia in cui emerge che alcune pagine vengono cancellate. Una notizia buttata lì senza spazio di manovra, senza approfondire perchè e come questo avviene. Ignorando completamente i meccanismi complessi e condivisi che dal 2003 ad oggi si sono consolidati nella Community di Wikipedia Italia. “E come si regge economicamente la baracca?” chiede Stefani Rimini. “Con le donazioni” e l’intervista si chiude frettolosamente. E’ un sistema di sostentamento meraviglioso quello delle donazioni online, in totale contrapposizione col sistema dei capitali di rischio (Venture Capital). Sono due mondi opposti e contrapposti e tutto ciò meriterebbe un servizio dedicato altrimenti si rischia di generare ulteriore confusione negli utenti.

E poi sul diritto d’autore … anche qui l’argomento volge verso il lato oscuro: la pirateria e le leggi e i metodi di contrasto. Non una parola sulle meravigliose licenze Creative Commons che stanno creando una valida alternativa al Copyright. Il lato luminoso poteva ampiamente essere illustrato da Juan Carlos De Martin del Politecnico di Torino, responsabile di Creative Commons Italia.

Concludo con una breve replica alla nota di Stefania Rimini che sperava in una “mobilitazione in difesa del soldato Bradley Manning”. Il popolo della rete è in mobilitazione per Manning da sempre, proprio l’altro giorno una delle tante iniziative ha raggiungo le 500.000 firme per “Fermare le torture a Manning”. Idem per la difesa della libertà d’espressione su Internet. Il popolo che dovrebbe reagire è un altro, lo stesso che io spero reagisca ogni Lunedì dopo una vostra puntata, ma questa è un’altra storia…

Report è una trasmissione meravigliosa perchè ciò che ovunque viene trattato superficialmente la Domenica sera non lascia scampo a dubbi o perplessità. Mi spiace non sia stato lo stesso nell’ultima puntata “Il prodotto sei tu“.

 

 

Boku: micropagamenti SMS. E in Italia?

lunedì, 18 ottobre 2010

La settimana scorsa mi sono deciso a contattare Boku, un’azienda che fornisce un servizio di micropagamenti via SMS. Stamattina mi hanno risposto:

Facebook, addio Gruppi!

venerdì, 01 ottobre 2010

Stamattina mi sono cancellato da tutti i gruppi di Facebook a cui avevo aderito (circa 50). Ovviamente non è una scelta dettata dai contenuti pubblicati (che continuo a condividere) bensì dalle modalità di pubblicazione dei contenuti stessi.

Da tempo avevo smesso di leggere la posta interna di Facebook perchè, ad ogni accesso, mi ritrovavo decine e decine di messaggi provenienti da alcuni gruppi. Molti di essi scrivono sulla propria bacheca almeno una volta al giorno, come è giusto che sia. Poi però, e qui credo vi sia incapacità nell’utilizzare il mezzo, inviano lo stesso contenuto a tutti gli iscritti del gruppo via messaggi privati. Il risultato è che se sei iscritto ad una cinquantina di gruppi ogni giorno ti ritrovi una ventina di messaggi. Questi messaggi poi, nel 90% dei casi (almeno per il sottoscritto), sono contenuti già letti tramite altri canali (feed, blogs, newsletter, ecc.).

Stamattina sono entrato quasi per caso nella posta e ho iniziato a cancellare i vari messaggi provenienti dai gruppi senza nemmeno leggerli, come sempre accade da un’annetto a questa parte. Solitamente entro su Facebook almeno una volta a settimana ma ho sempre poco tempo e devo anche gestire rapidamente le Pagine da me create per myGDM (myGDM pagina, Tresette, Briscola chiamata, Busca). Tra i messaggi di posta però ne ho trovati un paio che mi interessavano davvero, erano finiti nel dimenticatoio! Così ho iniziato a ragionare e mi son chiesto a cosa servissero, a me, i Gruppi a cui ero iscritto: a niente. E allora via tutti!

Ovviamente questo è strettamente legato all’uso che faccio io di Facebook, i Gruppi in realtà hanno un ruolo ben definito. Il punto su cui vorrei farvi riflettere (soprattuto voi: gestori di gruppi) è un altro.

Quanti potrebbero fare ciò che ho fatto io?

Magari nessuno, rompono solo a me.
Meglio per voi.

Fatto sta che, mentre scorrevo le email e mentre mi cancellavo dai vari gruppi, mi sono accorto di alcune cose importanti:

  • i Gruppi che tempestavano la mia casella di posta con messaggi quotidiani sono tutti italiani
  • alcuni Gruppi (per cancellarsi è necessario passare dalla bacheca del Gruppo) riportano foto di donnine che nulla hanno a che vedere con lo scopo per cui il gruppo fu creato (Spam selvaggio!)
  • molti Gruppi sono in totale stato di abbandono
  • Hai voglia a scrivere ai gestori dei gruppi dicendo che non gradisco i loro messaggi: non ho trovato uno straccio di risposta.

A questo punto, vista la mia esperienza, sento di dover scrivere alcuni consigli su come curare al meglio il proprio gruppo:

  • Inviare un messaggio di posta a tutti gli utenti solo se strettamente necessario (comunicazioni urgenti, richieste di “aiuto”, raduni, ecc.). Se si vuole creare un invio periodico una buona idea potrebbe essere quella di un riepilogo di ciò che è stato scritto e commentato durante la settimana. Una sorta di newsletter che avrebbe tutt’altro sapore rispetto al contenuto nudo e crudo copiato e incollato!
  • Controllate sempre chi scrive e cosa scrive (testi, foto, video, link, ecc.). Alcuni contenuti potrebbero urtare la sensibilità dei vostri iscritti. Ricordate che vi hanno dato la loro sottoscrizione, molto probabilmente, basandosi esclusivamente sul nome del gruppo
  • Curate il gruppo, scrivete in bacheca ogni giorno e rispondete alle domande che vi vengono poste, sia in bacheca che via posta. Sempre.

Non so se ricomincerò mai ad iscrivermi ai Gruppi. Vedremo, per ora sto bene senza.

Nuovi dati aziendali da inserire sul sito Web

giovedì, 12 novembre 2009

gazzetta ufficiale

Nel 2005 arrivò l’obbligo di esporre il numero di Partita IVA (ovviamente per chi lo possiede) sul proprio sito web. La normativa lasciava ampio spazio ad ambiguità ma, nonostante ciò, le multe arrivarono lo stesso.

Oggi è la volta della nuova Legge comunitaria 2008, recepita nel nostro ordinamento con la Legge 7 luglio 2009, n. 88 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 14 luglio 2008, n. 161, Supplemento Ordinario n. 110. Nell’art. 42 vengono indicati i nuovi obblighi a cui sono soggette le imprese.

L’art. 42 Legge n. 88/2009, infatti, modificando l’art. 2250 del Codice Civile, introduce nuovi obblighi di comunicazione via Web per le imprese; le società per azioni, le società in accomandita per azioni e le società a responsabilità limitata che dispongono “di uno spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato ad una rete telematica ad accesso pubblico” devono fornire – attraverso tale mezzo – le seguenti informazioni:

a) la sede sociale, l’ufficio del registro delle imprese presso il quale la società è iscritta e il numero di iscrizione;
b) il capitale sociale, indicato secondo la somma effettivamente versata e quale risulta esistente dall’ultimo bilancio;
c) l’eventuale stato di liquidazione della società;
d) se, in caso di SpA o di Srl, la società ha un socio unico.

Dal momento che la Legge n. 88/2009 è già in vigore, le società che non vi abbiano provveduto dovranno senza indugio aggiornare i propri siti Web con le informazioni innanzi indicate. Ma l’aggiornamento del sito Internet aziendale non appare sufficiente ad adempiere al dettato normativo; infatti, l’espressione “spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato ad una rete telematica ad accesso pubblico” ricomprende sicuramente i siti Web,  ma anche tutti gli altri luoghi virtuali di comunicazione, ivi compresi i profili delle società sui social networks.

[Via Diritto 2.0]

E questo non lo condivido per nulla. Se da una parte potrebbe avere anche un senso l’obbligo di esporre i dati aziendali sul sito web ufficiale dell’azienda, non vedo perchè questo debba essere fatto anche sui Social networks. In Twitter, ad esempio, vorrei mi spiegassero dove metto questi dati, visto che gli spazi a disposizione, si sa, sono estremamente ridotti!

Facebook, aggiornamenti di stato via SMS. In Italia no, grazie!

venerdì, 06 novembre 2009

Digital divide Italia

Sulle pagine di Facebook ho visto una novità che mi era sfuggita fino ad oggi: Attiva aggiornamenti di stato sul cellulare. In pratica si tratta di un servizio interessante che permette di ricevere tutti gli aggiornamenti dello stato di una pagina via SMS sul proprio cellulare. Purtroppo però in Italia il servizio non è attivo, strano!

Non ci sarà anche qui lo zampino dei soliti noti?

Del resto in un paese dove si congelano 800 milioni destinati alla banda larga cosa ci si deve aspettare?
La crisi ha messo in ginocchio il paese e quindi i fondi servono ad altro, una strategia molto opinabile. Credo infatti che l’Italia avrebbe bisogno dell’esatto contrario: investimenti per abbattere il digital divide!

Sembra quindi che solo nel 2011 si inizierà a investire seriamente per dare agli utenti italiani un velocità di navigazione tra 2 e 20 mbps. Una banda sì larga, ma non paragonabile a quella che avranno presto a disposizione gli utenti svedesi e finlandesi. In Finlandia si parla di Diritto alla Rete e ci sono progetti per far arrivare 100 mbps in ogni abitazione, mentre dall’altra parte del Golfo di Botnia entro il 2020 almeno il 90 per cento della popolazione navigherà anch’essa a 100 mbps.
[Via PI]

E’ interessante l’elenco dei paesi in cui il servizio di aggiornamento dello stato via SMS di Facebook è attivo. Noi tra questi non ci siamo:

  • Argentina
  • Austria
  • Bolivia
  • Canada
  • Cile
  • Colombia
  • Emirati Arabi Uniti
  • Filippine
  • Germania
  • Guatemala
  • Honduras
  • India
  • Indonesia
  • Lituania
  • Macedonia
  • Maldive
  • Malesia
  • Montenegro
  • Nuova Zelanda
  • Pakistan
  • Paraguay
  • Regno Unito
  • Serbia
  • Sri Lanka
  • Stati Uniti d’America
  • Sud Africa
  • Uruguay

TG1 sul terremoto in Abruzzo, che pena

mercoledì, 08 aprile 2009

Ma come si può “dare” questi numeri dopo quello che è successo?
A che pro? Tutto ciò non può che confermare le mie idee.

[Fonte foto: Ansa]

Onorevole Carlucci ascolti “le voci del Piave” invece di imporre!

mercoledì, 11 marzo 2009

E’ di un’arroganza infinita la risposta dell’onorevole Carlucci alle barricate che si sono alzate in rete in questi giorni sul suo disegno di legge. L’onorevole continua a mantenere la sua linea imponendo la sua visione dei fatti e, per sostenere tale linea, riporta anche il falso parlando di una “denominazione del file” che citerebbe parole quali pedo_relazione e pedo_proposta. Nel file che ho scaritcato (proposta-di-legge.doc) non ho trovato parole simili da nessuna parte.

Questo è l’atteggiamento che buona parte della classe politica italiana, senza alcuna distinzione tra le diverse ideologie, continua ad avere nei confronti dei cittadini italiani, in particolar modo verso la rete Internet. Ed è questo il motivo principale per cui Internet risulta loro come il Piave per l’esercito austro-ungarico: una linea ferma, invalicabile e vittoriosa.

Frasi del tipo “in ogni caso io vado avanti per la mia strada, sicura e conscia della bontà e la necessità della mia iniziativa” non trovano spazio in rete, non sono accettabili. Forse lo sono in questa “pseudo Democrazia” in cui ci ritroviamo ma non in quel web 2.0 che cita perchè questo poggia le sue solide basi sulla condivisione, sulla trasparenza e sul sapersi mettere in gioco. “Al di là del Piave” non c’è un popolo ignorante e non considerare le loro idee, proposte, critiche e osservazioni porta all’inevitabile “guerra” per difendere il proprio territorio.
Quanto alla bontà dell’iniziativa abbiamo già detto tanto, è inutile approfondire.

Nello sdegno assoluto verso tali parole e atteggiamenti c’è un concetto che mi rende ottimista. L’onorevole continua a considerare il popolo della rete un’entità a se stante. Quando si renderanno conto che quel popolo esiste anche nella realtà, che è composto da uomini e donne in carne ed ossa e che vive e lotta per un’Italia migliore, allora forse sarà tardi per poter mettere a tacere le note della nuova Canzone del Piave.

DDL Carlucci: Nessun ritegno!

lunedì, 09 marzo 2009

stop

In questo periodo si sprecano i tentativi di imbrigliare la rete Internet ma un livello così basso non era mai stato raggiunto da nessuno fino ad oggi.
Andiamo con ordine.

L’11 Febbraio l’on. Carlucci presenta un DDL: “Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l’istituzione di un apposito comitato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni“. Dure le reazioni in rete a partire da Punto Informatico che ne analizza accuratamente ogni dettaglio. Ovviamente l’idea non solo non piace e danneggia le aziende italiane ma risulta inattuabile perchè in evidente contrasto con il D.Lgs. 70/2003, attuazione della Direttiva UE 31/2000.

Nei giorni successivi, in rete, si alza una vera e propria bufera di articoli e commenti. Il buon Legislatore, messo di fronte all’inattuabilità della legge, al contrasto con le direttive europee e a tutte le problematiche annesse e connesse sollevate dai maggiori esperti della rete, quanto meno avrebbe dovuto ritirare il disegno studiando a fondo l’argomento, prima di riproporsi.
L’animo “nobile” dell’on. Carlucci invece non può tacere di fronte ad un argomento così delicato come la pedofilia. E quindi arriva la replica, prima con una risposta sul suo blog e poi tramite una lettera inviata al sito WebNews. L’onorevole fa leva sull’argomento pedofilia riportando diversi accaduti in Italia, “sgrida” il Sig. Sozzi (non so chi sia) per il suo commento non idoneo e chiude alla grande, rivolgendosi al direttore di WebNews, in questo modo:

Concorderà, infatti, con me che anche i “cittadini della rete”, come lei si definisce, abbiano gli stessi diritti ma anche gli stessi doveri dei “cittadini non della rete”, o meglio dei “normali” cittadini della Repubblica Italiana. Nella certezza che converrà con questo principio di diritto unanimemente riconosciuto come basilare ed intangibile per una società in cui via sia il predominio della legalità e non quello della legge della giungla in cui ognuno pensi di poter fare qualunque cosa, sicuro di non incorrere in alcuna sanzione, colgo l’occasione per salutarla cordialmente.

In questo finale appare evidente l’idea che l’onorevole ha di noi “cittadini della rete”: persone da “normalizzare” rispetto a quelli della Repubblica italiana (come se già non fossimo soggetti agli stessi doveri). Come se nella giungla Internet regnasse il caos e nella Repubblica italiana invece no. Come se non sapessimo, noi poveri cittadini, che è il suo “capo” il primo a violare i sani principi della legalità e dell’uguaglianza della Repubblica italiana.

E così, con queste parole forti imperniate su qualcosa di così abominevole come la pedofilia, l’on. Carlucci crede di mettere a tacere tutti i “cittadini della rete”. Purtroppo per lei però avviene proprio il contrario. Sul sito dell’esperto Guido Scorza, nonchè Presidente dell’Istituto per le politiche dell’innovazione, salta fuori il nome del “suggeritore” di tale DDL: Davide Rossi, Presidente di UNIVIDEO. Aveva quindi ragione chi disse che si trattava di antipirateria.

Ora mi rivolgo a lei on. Carlucci.
E’ in questo modo subdolo che credete di far passare le “vostre” leggi?
Trattandoci come emeriti ignoranti nel tentativo che certe leggi passino nel silenzio?

Che vi siano i vostri interessi davanti a quelli dei cittadini appare chiaro ormai a tutti. Però, nel tentativo di far passare iniziative anti-pirateria che nascondono gli interessi di pochi (ben noti), abbiate almeno il buon senso di non fare leva su argomenti così delicati come la lotta alla pedofilia. Approfittare della sensibilità della gente su argomenti quali la tutela dei bambini per tutelare i propri interessi è da vigliacchi.

 

Pinguino imperatore

Aptenodytes forsteri,
descritto da G. R. Gray nel 1844, Mari Antartici.

Tux è la mascotte ufficiale del kernel Linux. Creato da Larry Ewing nel 1996, è un pinguino paffuto dall'aria contenta. L'idea che la mascotte di Linux dovesse essere un pinguino venne da Linus Torvalds, il creatore del kernel Linux.
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