Martedì, 18 Marzo 2008

Giovedì 13 Marzo sono stato alla presentazione di TTVenture presso l’Università di Modena – Facoltà di Ingegneria. TTVenture è un nuovo fondo chiuso dedicato ai settori della Biomedicina, Scienza dei materiali, Agro-food e Tecnologie energetiche e ambientali.
Una nuova realtà del Venture Capital nel panorama italiano, una realtà dove non solo l’offerta è limitata, ma anche la domanda non riesce a farsi individuare dai potenziali investitori.
Per ulteriori considerazioni vi rimando all’articolo che ho scritto per Reggio nel Web.
Martedì, 09 Ottobre 2007
Lettera aperta a Dario Olivero [La Repubblica]
Gentile Dario,
le scrivo con l’intento di farla ricredere su quanto ha scritto in una recensione apparsa su La Repubblica il 4 Ottobre 2007.
Riporto le sue parole:
QUATTRO AMICI AL BAR
Gioco ambiguo la briscola in cinque. Si gioca scommettendo su un numero di punti. Si vince grazie a un socio che resta nascosto fino a quasi tutta la partita. Si gioca tre contro due, ma nessuno dei cinque sa di chi si deve fidare. Fino alla fine. Gioco da bar di provincia, probabilmente in via d’estinzione. Prova evidente che anche il popolo conosce l’arte sottile delle alleanze, della diplomazia nascosta, dell’inganno. Si intitola proprio La briscola in cinque (Sellerio, 10 euro) il romanzo di Marco Malvaldi. […]
La Briscola in 5 (o Chiamata, o Bastarda, o Giaguaro, ecc. - a seconda delle città italiane) è tutt’altro che in via d’estinzione. E’ giocata ancora oggi da migliaia di persone, uomini d’affari e studenti, ventenni e pensionati. Evidentemente lei non è a conoscenza della popolarità di questo gioco di carte che, tra tutte le varianti della Briscola, è il più affascinante.
Un paio di anni fa ho creato un sito, una Community, di utenti appassionati ai giochi di carte italiani. La GDM Community (la invito a visitare il sito) conta oltre 15.000 iscritti da tutto il mondo e genera quasi 1 milione di pagine viste al mese. Il suo successo è anche grazie al popolarissimo gioco della Briscola Chiamata.
Sabato 20 Ottobre 2007 a San Lazzaro di Bologna si terrà il 4° Raduno nazionale. Saranno presenti giocatori provenienti da tutta Italia, dalla Lombardia alla Sicilia. E’ il giorno in cui i giocatori si conoscono dal vivo e stringono amicizie vere che vanno oltre lo stato sociale di ognuno, oltre le differenze di età e, soprattutto, oltre ogni pregiudizio che possa essersi creato online precedentemente.
La invito quindi formalmente a presenziare al nostro Raduno per poter verificare di persona quanto sopra scritto.
Distinti saluti.
Davide Gullo
Reggio Emilia, 09/10/2007
Mercoledì, 19 Settembre 2007

Questa volta non è solo la rete ad essere in fermento. Solitamente ciò che avviene in rete poco interessa se non le solite storie di bullismo e video su YouTube. Questa volta c’è qualcosa di grosso che bolle in pentola. I media finalmente si stanno accorgendo del popolo della rete. Grazie a Beppe Grillo e al V-Day ora il popolo lo hanno visto anche loro.
In questo putiferio i media lanciano l’assalto alla rete sminuendone l’importanza.
“Io credo che la rete, la televisione, la radio non siano degli avversari dei giornali. Credo che comunque quando c’è bisogno di avere un’informazione veloce la rete è sicuramente imbattibile, come la televisione. Quando c’è bisogno di capire, di fermarsi, di andare in profondità nei fenomeni i giornali sono essenziali.”
Ezio Mauro, Direttore di “La Repubblica”
[Intervista al TG1, Edizione della sera del 18/09/2007]
Mi chiedo: possibile che nessuno sia in grado di vedere le nette differenze tra Internet e i media tradizionali ?
O forse è meglio non vederle ?
Il direttore Ezio Mauro paragona la rete alla televisione per velocità di informazione e preferisce i giornali per approfondire.
Non sono per niente d’accordo.
La televisione, la radio e i giornali erano tre mezzi di informazione, ognuno con pregi e difetti. Un tempo erano differenti tra loro mentre oggi, paragonati alla rete, appaiono identici per un semplice motivo: non vi è interazione. Questa è la vera grande differenza tra rete e media tradizionali.
La rete è scambio di informazioni. E’ un mezzo che permette di far interagire tra loro milioni di persone. Il Blog di Beppe Grillo ne è un esempio. TG e giornali non fanno che parlare d’altro in questi giorni (finalmente!). Nessuno però coglie la sostanza: sul Blog le persone hanno la libertà di esprimere le loro opinioni, le email di oltre 20.000 (ventimila) precari italiani sono state raccolte in un libro che porta la Prefazione di Joseph Stiglitz (Premio Nobel per l’economia nel 2001), le Primarie dei cittadini sono le idee dei cittadini. Potrei portare altri mille esempi come questi.
L’informazione fatta da televisione, radio e giornali è ormai sterile.
Quanto agli approfondimenti ho grossi dubbi. Le informazioni in rete sono ampiamente trattate sotto mille aspetti e punti di vista da blogger, forum, siti di settore, mailing list, newsgroup e chi più ne ha più ne metta. Inoltre, se voglio approfondire, posso sempre interagire, fare domande.
E che non mi si venga a parlare di attendibilità di contenuti, sono ormai 15 anni che non vedo un Telegiornale attendibile!
Giovedì, 12 Luglio 2007
Sito sottoposto a sequestro preventivo
Un testo che oggi ritroviamo sempre più spesso sui siti italiani!
Resto esterefatto di fronte alla notizia che in questi giorni sta animando la blogosfera: il blog di Piero Ricca, un cittadino libero che parla liberamente manifestando il suo dissenso in pubblico, è stato bloccato dalla Finanza.
Del Signor Piero Ricca, al limite, si possono non condividere i modi ma da qui ad oscurare un sito c’è di mezzo il mare, anzi, diamo un peso alle parole, c’è di mezzo la censura.
L’angosciante vicenda inizia quando il Signor Emilio Fede, direttore del TG4, querela Piero Ricca per diffamazione, da qui si arriva ad un sequestro preventivo del blog e poi alla chiusura.
Così Emilio Fede pensava di archiviare il caso ma ha fatto i conti senza l’oste. Un evento del genere scatena un putiferio inimmaginabile e i risultati attesi sono esattamente gli opposti. L’articolo di Piero Ricca, prima letto solo dagli appassionati lettori del suo blog, ora sta facendo il giro della rete, il video su YouTube è balzato in testa alle classifiche, la pagina “sequestrata” è presente nella cache di Google e a leggerla ora sono in tanti!
Lo scopo stesso per cui Piero Ricca intervistava Emilio Fede è sotto gli occhi di tutti: la posizione abusiva della sua rete e lo scandalo denunciato da Francesco Di Stefano, legittimo proprietario delle frequenze occupate da Rete 4.
Mercoledì, 04 Aprile 2007

In questi giorni sono in molti a parlarne, le fonti autorevoli italiane si accendono come fiammiferi davanti ad una novità, peccato solo che si stia scoprendo l’acqua calda!
Inizia Il Sole 24 ore in un articolo del 27 Marzo 2007 in un’intervista a Diego Mortillaro e Marko Marras, rispettivamente presidente e Ceo della società OneBip. Rilancia poi la notizia la Repubblica il 2 Aprile, ancora Kataweb il 3 Aprile e via via anche altri.
Purtroppo per loro però non si tratta di nessuna novità e qui c’è gente, il sottoscritto ad esempio, che sull’argomento aspetta risposte da tempo ad una lettera aperta a Francesco Cossiga.
OneBip è una delle tante società che offre un servizio di Micropagamento SMS, servizio che nel resto d’Europa chiamano SMS Reverse billing (o SMS Premium). Wikipedia fornisce tutti i dettagli tecnici sul funzionamento, anche se avrete già letto abbastanza in questi giorni. Senza nulla togliere al buon servizio offerto da OneBip si parla però di un sistema innovativo, di una nuova possibilità per il mercato italiano, scrivono che è “attivo sui mercati tedesco, inglese e americano” e che è “un sistema alternativo e complementare alle carte di credito o a Paypal“.
Paypal ha annunciato più di un anno fa che includerà gli SMS come forma di pagamento!
Le novità quindi dove sono ?
Appena ho letto mi sono subito precipitato sul sito di OneBip ma, come sempre, ho sbattutto la testa contro il solito muro. Il servizio in Italia non è ancora disponibile! OneBip non presenta nulla di nuovo. Certo, mi fa piacere che tra le tante aziende europee che offrono servizi di micropagamenti SMS ce ne sia una italiana ma questo non risolve il problema. Inoltre vorrei segnalare che la TxtNation offre il servizio in ben 28 paesi nel mondo e non solo in Stati Uniti, Germania e Inghilterra. Poi abbiamo la MX Telecom che copre anche Canada, Australia e Irlanda; la francese Allopas anch’essa presente in diversi stati.
Qual’è il problema ?
Il problema è che in Italia non si passa: nessuno è in grado di offrire servizi di micropagamenti SMS nel nostro paese. Un fronte invalicabile per qualsiasi compagnia telefonica. Eppure 3 delle compagnie di telefonia mobile presenti sul mercato italiano sono straniere! Vodafone addirittura è inglese, uno dei paesi più all’avanguardia nel settore.
E quindi:
Come mai nessuna azienda straniera riesce ad entrare nel mercato italiano ?
Come mai nel resto d’Europa il servizio è ampiamente utilizzato da tante aziende e l’Italia è l’unico paese completamente escluso ?
In Italia la tecnologia è attiva da tempo ma solo per servizi inutili: suonerie, loghi, foto delle fiction e dei telefilm, ecc. Tutti servizi a pagamento che utilizzano i sistemi di micropagamenti SMS.
Perchè solo per questo mercato così ristretto ?
Il mercato italiano è uno dei più attivi sulla telefonia mobile e con i vari 48*** stanno spolpando gli italiani!
Chi ha in mano questo business ?
Sono queste le domande a cui i media dovrebbero dar risposta invece di presentare l’ennesima azienda come se fosse la prima o l’unica.