Archivio della categoria: Social network

Edmodo, apprendimento sociale per insegnanti e studenti

 

Edmodo è un network per l’apprendimento sociale sicuro per insegnanti e studenti. Non avendo modo di testarlo sul campo (non insegno e non ho studenti a cui darlo “in pasto”) ho preferito far scrivere una recensione ad un amico che cercava da tempo un prodotto simile per i suoi studenti.

Come docente e appassionato di tecnologia ho sempre sentito l’esigenza di una piattaforma online che potesse integrare l’attività didattica svolta in classe. Dopo aver vagliato diverse ipotesi (tra le quali Engrade, Schoology e Moodle) e aver chiesto un importante contributo anche ai miei studenti ho optato per Edmodo.
La cosa che alla fine mi ha portato a fare questa scelta è l’immediatezza e la facilità di utilizzo del sito. Come insegnante avrei diverse esigenze, ma la più immediata è la comunicazione con gli studenti e la possibilità di condividere materiale in pochi click grazie ad un sito che funzioni. Su questo fronte Edmodo sembra non avere al momento rivali. Si può creare una classe in pochi attimi e, attraverso un codice unico, garantire l’iscrizione a tutti gli studenti. Con la stessa facilità è possibile caricare files di ogni tipo (senza alcun limite di estensione), linkare materiale da risorse esterne, assegnare un’attività con una precisa scadenza e permettere agli studenti di consegnare i compiti direttamente online. Questʼultimo aspetto sembra scontato, ma non lo è affatto. Altri servizi apparentemente più funzionali hanno tradito proprio su questo aspetto: spesso gli studenti non riuscivano a caricare i loro compiti a causa di problemi legati ai server. In questo modo tutta lʼutilità del servizio scemava in quanto obbligava a ripiegare sul cartaceo.
Un aspetto che ho particolarmente gradito è la possibilità di correggere i compiti direttamente online garantendo allo studente la possibilità di condividere non solo la valutazione, ma anche la correzione. Un elemento che i ragazzi apprezzano è la somiglianza con lʼinterfaccia di Facebook: ogni nuovo messaggio si sviluppa in una timeline dove è possibile aggiungere commenti e tag. Infine non è da sottovalutare la disponibilità gratuita di applicazioni per smartphone e tablet (nello specifico iPhone ed iPad) che permettono di lavorare anche in classe. Molto spesso infatti quando assegno un compito, inserisco subito lʼattività anche su Edmodo per non scordarmi.
Per quanto fruibile credo però che ci siano molti miglioramenti da introdurre al fine di soddisfare tutte le esigenze di una classe online:

  • Il gradebook (registro delle valutazioni), non permette assolutamente di classificare le valutazioni in modo ponderato. Questo è un limite oggettivo, in quanto non è possibile valutare un compito per casa alla stregua di una verifica in classe o di una interrogazione orale. Questo è un servizio che in molti offrono e spero che Edmodo possa implementare al più presto tale funzione.
  • Introdurre i periodi. Per un docente è spesso importante poter replicare nella classe virtuale la scansione in quadrimestri, al fine di separare le valutazioni. Altri siti permettono già questa funzione.

Nonostante questi aspetti Edmodo rimane unʼopzione molto valida. Dispone di una community molto attiva e gli operatori rispondono a qualunque richiesta in brevissimo tempo. Si tratta di una realtà ancora giovane e ricca di potenzialità importanti. In un periodo di crisi e di tagli alla scuola pubblica non bisogna poi dimenticare che il servizio è totalmente gratuito.

Stefano Giudici

#ReferendumCar : diffondere i Referendum del 12 e 13 Giugno

#refendumcar

Il prossimo 12 e 13 Giugno saremo chiamati a votare 4 Referendum. La diffusione è stata scarsa, in televisione ad esempio è arrivata molto tardi. La rete si sta impegnando per superare questo boicottaggio e per diffondere quanto più possibile la notizia.

Io mi sono impegnato in questo modo. Qui trovi il volantino da stampare e da attaccare nel vetro posteriore della macchina o dove preferisci. Proverò a lanciare l’iniziativa anche su Twitter con l’hashtag #referendumcar

 

referendumcar-pdf

Report su Internet (my two cents)

Prima di tutto vorrei ringraziare l’intero staff di Report: grazie mille per il vostro coraggio. Grazie anche per un’informazione degna ancora di questo nome. Siete rimasti in pochi.

"Il prodotto sei tu" puntata del 10/04/2011

Comprendo bene quanto sia difficile oggi parlare di Internet in tv. Nessuno ha mai spiegato nulla in modo costruttivo dopo il lontano Mediamente di Carlo Massarini. Le reti televisive oggi evitano accuratamente di parlarne tranne qualche pessima apparizione in qualche pessimo TG. Migliaia (forse milioni?) di italiani si sono lanciati in rete attraverso Facebook, tanti restano convinti ancora oggi che Internet sia Facebook “perchè lì dentro c’è tutto“.

La rete tocca tanti argomenti complessi e in questo contesto, in totale confusione, è difficile mettere ordine. A voi va la riconoscenza di esser stati i primi a provare (parliamo di tv generalista) ad affrontare tali argomenti, come sempre in modo coraggioso (mostrando il video “Collateral Murder“, ad esempio). Nonostante ciò il giudizio della rete è stato severo.

Quello che la rete lamenta è ben descritto dalle parole di Paolo Ainio, amministratore delegato di Banzai, che sottolinea come l’argomento è stato trattato in modo superficiale “per ignoranza e per superare l’ignoranza bisogna vincere la pigrizia. Per imparare bisogna faticare“.

In rete, come spesso nel mondo reale, ad un lato oscuro è sempre contrapposto un lato luminoso. L’impressione che ho avuto è che la linea della trasmissione fosse quella di mettere in rilievo il lato oscuro dei vari argomenti trattati (social network, privacy, copyright, ecc). Ieri sera, pensando di scrivere qualcosa a riguardo, ho rivisto la trasmissione. Oggi ho ancora nella testa quei 2 frettolosi minuti dedicati a Frieda Brioschi di Wikipedia Italia in cui emerge che alcune pagine vengono cancellate. Una notizia buttata lì senza spazio di manovra, senza approfondire perchè e come questo avviene. Ignorando completamente i meccanismi complessi e condivisi che dal 2003 ad oggi si sono consolidati nella Community di Wikipedia Italia. “E come si regge economicamente la baracca?” chiede Stefani Rimini. “Con le donazioni” e l’intervista si chiude frettolosamente. E’ un sistema di sostentamento meraviglioso quello delle donazioni online, in totale contrapposizione col sistema dei capitali di rischio (Venture Capital). Sono due mondi opposti e contrapposti e tutto ciò meriterebbe un servizio dedicato altrimenti si rischia di generare ulteriore confusione negli utenti.

E poi sul diritto d’autore … anche qui l’argomento volge verso il lato oscuro: la pirateria e le leggi e i metodi di contrasto. Non una parola sulle meravigliose licenze Creative Commons che stanno creando una valida alternativa al Copyright. Il lato luminoso poteva ampiamente essere illustrato da Juan Carlos De Martin del Politecnico di Torino, responsabile di Creative Commons Italia.

Concludo con una breve replica alla nota di Stefania Rimini che sperava in una “mobilitazione in difesa del soldato Bradley Manning”. Il popolo della rete è in mobilitazione per Manning da sempre, proprio l’altro giorno una delle tante iniziative ha raggiungo le 500.000 firme per “Fermare le torture a Manning”. Idem per la difesa della libertà d’espressione su Internet. Il popolo che dovrebbe reagire è un altro, lo stesso che io spero reagisca ogni Lunedì dopo una vostra puntata, ma questa è un’altra storia…

Report è una trasmissione meravigliosa perchè ciò che ovunque viene trattato superficialmente la Domenica sera non lascia scampo a dubbi o perplessità. Mi spiace non sia stato lo stesso nell’ultima puntata “Il prodotto sei tu“.

 

 

Gruppi di acquisto e Social media, compratevi una Citroen!

Ognuno considera i Social media a suo modo, c’è chi considera Facebook un luogo in cui si rischia di autoalimentare l’odio che alligna in alcune frange e c’è chi invece sfrutta il mezzo di comunicazione per creare business. Un mezzo di comunicazione è un mezzo. Chi lo utilizza è lo specchio dell’umanità: noi.

Facebook ha un bacino di utenza enorme, in Italia si contano ormai 15 milioni di utenti. Fare business con Facebook è un’opportunità da non perdere, per molti.

Ma come fare? Cosa inventarsi?

Car Together Now” è la nuova iniziativa Citroen, iniziata il primo marzo e che durerà fino al 31 marzo 2010. Vi basterà diventare fan della pagina ufficiale di Citroën Italia su Facebook, dove potrete creare un gruppo d’acquisto, per portarvi a casa una Citroën C3 PLURIEL 1.4 ELEGANCE NERO OSSIDIANA, al prezzo speciale per la community per ogni mezzo di 10.950 euro (con rottamazione Citroën, con veicolo immatricolato entro il 31/12/2000) anziché 17.255 euro (senza rottamazione il prezzo sarà di 11.950 euro).
[Via Hai sentito]

Eccone una di idee vincenti!
Complimenti a Citroen che ha raccolto in soli tre giorni le adesioni necessarie per lo sconto. Sulla pagina è infatti apparsa la segnalazione:

Nuovi dati aziendali da inserire sul sito Web

gazzetta ufficiale

Nel 2005 arrivò l’obbligo di esporre il numero di Partita IVA (ovviamente per chi lo possiede) sul proprio sito web. La normativa lasciava ampio spazio ad ambiguità ma, nonostante ciò, le multe arrivarono lo stesso.

Oggi è la volta della nuova Legge comunitaria 2008, recepita nel nostro ordinamento con la Legge 7 luglio 2009, n. 88 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 14 luglio 2008, n. 161, Supplemento Ordinario n. 110. Nell’art. 42 vengono indicati i nuovi obblighi a cui sono soggette le imprese.

L’art. 42 Legge n. 88/2009, infatti, modificando l’art. 2250 del Codice Civile, introduce nuovi obblighi di comunicazione via Web per le imprese; le società per azioni, le società in accomandita per azioni e le società a responsabilità limitata che dispongono “di uno spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato ad una rete telematica ad accesso pubblico” devono fornire – attraverso tale mezzo – le seguenti informazioni:

a) la sede sociale, l’ufficio del registro delle imprese presso il quale la società è iscritta e il numero di iscrizione;
b) il capitale sociale, indicato secondo la somma effettivamente versata e quale risulta esistente dall’ultimo bilancio;
c) l’eventuale stato di liquidazione della società;
d) se, in caso di SpA o di Srl, la società ha un socio unico.

Dal momento che la Legge n. 88/2009 è già in vigore, le società che non vi abbiano provveduto dovranno senza indugio aggiornare i propri siti Web con le informazioni innanzi indicate. Ma l’aggiornamento del sito Internet aziendale non appare sufficiente ad adempiere al dettato normativo; infatti, l’espressione “spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato ad una rete telematica ad accesso pubblico” ricomprende sicuramente i siti Web,  ma anche tutti gli altri luoghi virtuali di comunicazione, ivi compresi i profili delle società sui social networks.

[Via Diritto 2.0]

E questo non lo condivido per nulla. Se da una parte potrebbe avere anche un senso l’obbligo di esporre i dati aziendali sul sito web ufficiale dell’azienda, non vedo perchè questo debba essere fatto anche sui Social networks. In Twitter, ad esempio, vorrei mi spiegassero dove metto questi dati, visto che gli spazi a disposizione, si sa, sono estremamente ridotti!

Facebook, aggiornamenti di stato via SMS. In Italia no, grazie!

Digital divide Italia

Sulle pagine di Facebook ho visto una novità che mi era sfuggita fino ad oggi: Attiva aggiornamenti di stato sul cellulare. In pratica si tratta di un servizio interessante che permette di ricevere tutti gli aggiornamenti dello stato di una pagina via SMS sul proprio cellulare. Purtroppo però in Italia il servizio non è attivo, strano!

Non ci sarà anche qui lo zampino dei soliti noti?

Del resto in un paese dove si congelano 800 milioni destinati alla banda larga cosa ci si deve aspettare?
La crisi ha messo in ginocchio il paese e quindi i fondi servono ad altro, una strategia molto opinabile. Credo infatti che l’Italia avrebbe bisogno dell’esatto contrario: investimenti per abbattere il digital divide!

Sembra quindi che solo nel 2011 si inizierà a investire seriamente per dare agli utenti italiani un velocità di navigazione tra 2 e 20 mbps. Una banda sì larga, ma non paragonabile a quella che avranno presto a disposizione gli utenti svedesi e finlandesi. In Finlandia si parla di Diritto alla Rete e ci sono progetti per far arrivare 100 mbps in ogni abitazione, mentre dall’altra parte del Golfo di Botnia entro il 2020 almeno il 90 per cento della popolazione navigherà anch’essa a 100 mbps.
[Via PI]

E’ interessante l’elenco dei paesi in cui il servizio di aggiornamento dello stato via SMS di Facebook è attivo. Noi tra questi non ci siamo:

  • Argentina
  • Austria
  • Bolivia
  • Canada
  • Cile
  • Colombia
  • Emirati Arabi Uniti
  • Filippine
  • Germania
  • Guatemala
  • Honduras
  • India
  • Indonesia
  • Lituania
  • Macedonia
  • Maldive
  • Malesia
  • Montenegro
  • Nuova Zelanda
  • Pakistan
  • Paraguay
  • Regno Unito
  • Serbia
  • Sri Lanka
  • Stati Uniti d’America
  • Sud Africa
  • Uruguay

Twitter, nascono le Liste (aggregare i Following)

twitter news lists

Stamattina ho aperto Twitter via web e nella Home mi è stata segnalata subito una novità molto interessante, diciamo che era attesa da tempo e da molti. Da oggi è possibile creare Liste e gli altri utenti possono decidere se seguirle. Nel momento in cui decido di seguire una lista questa viene aggiunta alle mie, cliccando poi  vedrò tutto il flusso degli utenti appartenenti alla lista.
In pratica ogni lista funziona come fosse un account autonomo, con i propri followers e following.

twitter news lists box

Nella colonna di destra della Home, come evidenziato nell’immagine qui sopra, è presente un nuovo box che elenca le prime 5 liste (credo, sto ancora studiando). Cliccando su “View all” invece vengono visualizzate tutte, sia le proprie (create da noi) che quelle che decidiamo di seguire.
Per creare una nuova lista invece basta cliccare su “New list” e assegnarle un nome. Come impostazione di default la lista è pubblica ma è anche possibile renderla privata (vedi lucchetto nell’immagine sopra).
Per aggiungere un utente ad una lista personale basta eseguire l’operazione dalla sezione dedicata ai propri following, cliccando sulla nuova icona appositamente creata.

A me questa novità piace moltissimo per due motivi:

  1. Organizzare i proprio following era qualcosa di veramente necessario
  2. Permette di seguire in un colpo solo altre liste sugli argomenti di proprio interesse “delegando” ad altri la scelta dei partecipanti alla lista

Twitter è sempre più bello e funzionale!