Archivio della categoria: Works

Esperienze lavorative: recensioni e soluzioni di progetti realizzati.

Nuovo template per il nostro sito!

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E’ arrivata l’ora di dare una rinfrescata a questo sito. Ormai il vecchio template, oltre ad aver stufato, era diventato obsoleto anche dal punto di vista delle funzionalità implementate in WP e siccome non ho mai tempo di metterci mano questa volta l’ho comprato bello e pronto su ThemeForest! Ecco qui il nuovo e fiammante WhiteBlack.

 

BackUp Gmail su Mac OSX, una nuova App!

Tutto iniziò lo scorso 27 Febbraio quando Gmail smise di funzionare per qualche ora. Fu una giornata nera per Gmail al punto che lo 0,08% degli utenti perse completamente i propri dati: messaggi, contatti, ecc. Da allora iniziai a studiare una soluzione per ottenere un backup affidabile del mio account Gmail.

Dopo varie soluzioni “arrangiate” iniziai a studiare un’App per Mac OSX: BackUp Gmail. In questi giorni l’App è giunta al termine del suo lungo percorso: è stata pubblicata sul Mac App Store.
Scarica l’App e assicurati un backup del tuo account Gmail.

BackUp Gmail on Mac OSX, a new App!

February 27, 2011 was a Black Sunday for all Gmail users and lovers like me.  Some Gmail accounts lost everything: messages, address books, contacts, etc.  0.08% of all total users (according to Google’s official version) had problems.
After a few months I started to think to BackUp Gmail, a new App for Mac OSX, and today we moved on “Ready for sale” by Apple store and the App is available on the App Store!

 

Traduzioni online

One Hour Translation

Preso da migliaia di cose da fare, come mio solito, continuavo a rimandare l’analisi di un progetto da troppo tempo. Progetto che porterò avanti in collaborazione con alcuni sviluppatori in outsourcing all’estero. La mia analisi quindi andava tradotta in inglese e questo (ahimè!) mi prende sempre una marea di tempo.

Pur vivendola e immettendo migliaia di byte al giorno, a volte dimentico che la rete esiste e va sfruttata! Così, quasi per caso, ho scoperto questo sito di traduzioni online. Il costo era abbordabile e, pensai, di certo potevano fare meglio del mio spartano inglese!

Al costo di 0,07 US$ a parola è stato fatto un ottimo lavoro! Certo conta non poco chi, dall’altra parte, effettua la traduzione. Io sono rimasto contento.
Esiste anche l’opzione “Translate & Review” a 0.12 US$ e la “Expert Translator” a 0,15 US$.

Consiglio quindi a tutti di provarlo, poi ditemi la vostra…

Nuovi dati aziendali da inserire sul sito Web

gazzetta ufficiale

Nel 2005 arrivò l’obbligo di esporre il numero di Partita IVA (ovviamente per chi lo possiede) sul proprio sito web. La normativa lasciava ampio spazio ad ambiguità ma, nonostante ciò, le multe arrivarono lo stesso.

Oggi è la volta della nuova Legge comunitaria 2008, recepita nel nostro ordinamento con la Legge 7 luglio 2009, n. 88 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 14 luglio 2008, n. 161, Supplemento Ordinario n. 110. Nell’art. 42 vengono indicati i nuovi obblighi a cui sono soggette le imprese.

L’art. 42 Legge n. 88/2009, infatti, modificando l’art. 2250 del Codice Civile, introduce nuovi obblighi di comunicazione via Web per le imprese; le società per azioni, le società in accomandita per azioni e le società a responsabilità limitata che dispongono “di uno spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato ad una rete telematica ad accesso pubblico” devono fornire – attraverso tale mezzo – le seguenti informazioni:

a) la sede sociale, l’ufficio del registro delle imprese presso il quale la società è iscritta e il numero di iscrizione;
b) il capitale sociale, indicato secondo la somma effettivamente versata e quale risulta esistente dall’ultimo bilancio;
c) l’eventuale stato di liquidazione della società;
d) se, in caso di SpA o di Srl, la società ha un socio unico.

Dal momento che la Legge n. 88/2009 è già in vigore, le società che non vi abbiano provveduto dovranno senza indugio aggiornare i propri siti Web con le informazioni innanzi indicate. Ma l’aggiornamento del sito Internet aziendale non appare sufficiente ad adempiere al dettato normativo; infatti, l’espressione “spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato ad una rete telematica ad accesso pubblico” ricomprende sicuramente i siti Web,  ma anche tutti gli altri luoghi virtuali di comunicazione, ivi compresi i profili delle società sui social networks.

[Via Diritto 2.0]

E questo non lo condivido per nulla. Se da una parte potrebbe avere anche un senso l’obbligo di esporre i dati aziendali sul sito web ufficiale dell’azienda, non vedo perchè questo debba essere fatto anche sui Social networks. In Twitter, ad esempio, vorrei mi spiegassero dove metto questi dati, visto che gli spazi a disposizione, si sa, sono estremamente ridotti!

myGDM, la Community che non c’è. Dov’è finita?

GDM Community logo - OLD version
[GDM Community Logo – OLD version]

Prima di lasciar spazio alle modifiche che arriveranno e che lentamente cambieranno myGDM è bene analizzare il passato per non commettere gli stessi errori. Sempre.

myGDM 2.0 nasce l’8 Maggio del 2008 con tutte le buone intenzioni di risolvere diversi problemi che molti di voi, quelli che c’erano, hanno già dimenticato. Vorrei ribadire ancora una volta a tutti che siete stati “bianchi” prima di diventare quello che siete. I Newbie (bianchi) sono la linfa di GDM, senza sarei rimasto a giocare con i miei amici come era nel lontano 2005.

L’espansione di GDM ha fatto sì però che arrivassero Newbie di tutte le specie. In breve tempo ci trovammo una situazione ingestibile perchè avevano troppa libertà: entravano ovunque, facevano saltare tavoli, disturbavano pesantemente in chat con offese e lasciavano feed di ogni tipo. Il tutto era incontrollabile e i tempi in cui Stingary Smith ed emiro li insultavano, ribaltando la frittata, erano andati da tempo. La maggior parte delle volte invece c’era gente che si scandalizzava scrivendo email di protesta “a chi di dovere“. Più volte infatti abbiamo dovuto bloccare gli indirizzi IP delle macchine da cui alcuni di loro provenivano, spesso erano Università (o Istituzioni) e vi assicuro che la cosa non è bella: isolare un’Università intera per un cretino è devastante.
Di contro però, in mezzo a tanti rompic*****, c’erano i “buoni“. Quelli che non riuscivano, non dico ad emergere nel caos e nella bolgia più totale, ma nemmeno a giocare. Nel frattempo giustamente i Member (blu) avevano fatto quadrato considerando a priori i Newbie (bianchi) come utenti da tenere alla larga e quindi fuori dai Tavoli. Erano pochi coloro che continuavano ad ospitare i bianchi nei loro Tavoli. Pochi ma buoni, buona parte di loro divenne poi, guarda caso, Tutor.

La guerra tra Member e Newbie andava fermata e così iniziai a ragionare su una nuova era di GDM: myGDM 2.0 appunto. Era necessario bloccare il dilagare di Newbie “inutili” e allo stesso tempo garantire ai “buoni” un ingresso in Community. Per agevolare tutto ciò separai completamente i 2 ambienti garantendo da una parte, ai Member, un ambiente “sano e pulito”, dall’altra, ai Newbie, un corridoio preferenziale per l’accesso alla Community. Ma chi li controllava? Chi poteva umanamente stabilire chi erano in realtà i nuovi arrivati? E così pensai ai Tutor e a tutti gli strumenti necessari per agevolare questa “selezione”.

C’era un’altra necessità però, un po’ perchè i feedback non bastavano più, un po’ perchè crescendo la diversità tra loro si iniziava a far sentire, i Member avevano bisogno di ritagliarsi il proprio spazio, personalizzarsi l’ambiente. Nella totale democrazia ho sempre ipotizzato e lavorato per un GDM libero. Libero nel senso che ognuno doveva poter esprimere le proprie opinioni o poter giocare con chi desiderava nel modo in cui desiderava. Chi ama giocare divertendosi deve poterlo fare, chi ama giocando con passione e agonismo anche. Non devono esistere confini per nessuno, questo il mio “sogno” per GDM.
Ma come fare per raggiungere tutto ciò?
I Social network erano in piena espansione e il concetto di “amicizia” piaceva ai più. Sposai la loro strategia e creai le relazione sociali: gli amici.

In tutto questo avevo introdotto anche i GDM Player (azzurri). I Newbie che, dopo aver conosciuto un po’ le dinamiche del sito, venivano passati a questa categoria intermedia e potevano entrare in contatto con i Member. Divenivano Player però anche i Member a cui scadeva l’abbonamento e quindi non potevo dar loro troppe “restrizioni”.
Così per tagliare la testa al toro pensai alle esclusioni. Pensai ad un sistema dove la massa doveva vincere sul singolo. Ingenuamente.

Nel mio progetto “sogno” quindi le cose dovevano funzionare, ci credevo.
Gli utenti stringono tra loro relazioni di amicizia con quelli con cui desiderano giocare (ognuno a suo modo, secondo i propri criteri, la massima scelta liberale che potevo dar loro). Pensai che chi voleva giocare con soli “professionisti”, ad esempio, poteva circondarsi di amici di questo tipo. Idem per chi invece amava giocare divertendosi e non curandosi del tempo tra una giocata e l’altra.
Poi mi chiesi: ma come fanno ad estendere le proprie amicizie?
Se ognuno si chiudeva a riccio nel proprio “circolo di amicizie” il rischio era quello di tenere fuori nuovi giocatori potenzialmente compatibili con le esigenze di ognuno. Allora pensai al Tavolo. Il Tavolo da gioco è la nostra base, tutto parte da lì. I Member dovevano poter decidere se giocare con soli amici o con tutti gli altri. E feci anche questo enorme passo.

Pensavo…

Vuoi accrescere il tuo “parco” amici con nuovi giocatori “bravi” perchè quelli che hai sono pochi o ti stai stancando di giocare con loro? Rischi e ti metti in gioco. Fai Tavoli pubblici e ti apri ai Newbie (bianchi) e ai Player (azzurri). Rischi di trovare lo “scarso” o il “rompiballe” ma potresti anche trovare il “migliore giocatore di tressette” o il “più “simpatico”. Lo vuoi fare? Lo fai.
Non vuoi nemmeno metterti in gioco perchè non ne hai voglia? Perchè GDM per te è il momento libero e desideri giocare nell’unico modo che preferisci (professionisti, casinari, bordelli e bestemmie)? Bene, comunicherai al Tavolo con i tuoi amici nella speranza che almeno uno di loro si sia aperto al mondo e porti dentro almeno lui nuovi giocatori, aria fresca!
E poi… i tuoi amici non lo fanno? Bene, allora volete un circolo chiuso. Stringete le vostre amicizie e giocate solo tra amici. Chi vi dice nulla.

Appariva un disegno perfetto (anche se non amo quest’ultima parola).
Solo tra amici“. Mi piaceva.

E le esclusioni?

Sempre ingenuamente pensai che comunque gli utenti, al di là del Tavolo da gioco, dovessero avere uno strumento per isolare una persona (non saprei nemmeno come definirla!) diciamo disonesta. Scorretta, sleale, “malvagia”, giusto per usare alcuni sinonimi. C’era anche il problema che un Newbie, pagando, poteva saltare tutto il percorso di crescita ed entrare a piedi pari in Community, senza freni. E se questo era un disonesto (credetemi ce ne sono tanti che pagano anche solo per rompere)?

Le esclusioni erano una soluzione. Il popolo di GDM poteva escluderlo isolandolo dal resto della Community. Nella mia testa ipotizzavo un giocatore con 100 esclusioni subite: non aveva scampo. Non giocava più, non interagiva più. Completamente isolato. Ingenuamente ci credetti.

Pensavo…

Potresti utilizzare le amicizie e NON curarti nemmeno delle esclusioni! Chi è “capace” (o ti sta simpatico, o lo ami, a seconda del tuo modo di giocare) lo fai tuo amico, chi no lo ignori. Poi fai Tavoli con solo amici. Le strategie sono tante e l’intreccio delle relazioni vincerà su tutto.
E se proprio avete bisogno di uno strumento per paralizzare uno, per isolarlo e non vederlo più… beh, lo escludete in massa. Del resto un giocatore disonesto (o uno che entra solo per rompere) non piace a nessuno.

Solo tra amici“. Mi piaceva sempre più.
Era l’idea a monte quella vincente, non le esclusioni.

Pensavo…

E’ inutile che impegno energie per implementare l’esclusione reciproca perchè il singolo non può nulla contro la forza della Community. Il resto della Community lo massacrerà per tempo. E comunque se questo dovesse sentirsi attaccato ed inizia ad escludere lui tutti quanti beh… il risultato finale è lo stesso: si isola da solo. Alla fine è sempre il discorso di 1 contro 100. Se saranno compatti ce la faranno. Ne sono certo!

Lavorai sodo, 6 mesi di sviluppo. Un nuovo GDM fiammante.
Finalmente il progetto stava andando nella direzione giusta: dare potere alla Community in modo che questa possa difendersi autonomamente. Era il concetto a monte sul quale ragionavo da anni. Infatti è impensabile considerare che vi sia un’autorità garante dei diritti dei giocatori. Non è possibile. Sono troppe le variabili in gioco e poi questo prevedeva uno “schierarsi” da parte di myGDM che ho sempre odiato. Lo stesso Staff non può farcela, in un’ottica di crescita non resisterà.
La Community deve vincere da sola, con la propria forza. Ci riuscirà, pensai. Ce la farà.
Ma mi sbagliavo.

Il progetto ha visto la luce con decine di bug, risolti poi con immensi sacrifici e un grande lavoro di squadra dello Staff e tanti amici. Tutti per pura passione, non certo per lavoro!
Poi il declino, la delusione e l’abbattimento finale: la Community non esiste. Ognuno pensa a sè.

E’ inutile che vi racconti quale sia l’epilogo di questo capitolo di myGDM. Lo conoscete meglio di me!

Concludo dicendo che non abbiamo mai ascoltato il singolo ma sempre la voce della Community. La Community che non c’è più. Perdonerete myGDM quindi se in futuro Vi ascolterà un po’ meno e, soprattutto, se prenderà tempo prima di impegnare risorse inutilmente, sognando ad occhi aperti. Anche se …  “anche i sogni servono a diventare grandi” cantava qualcuno.

FRIGORBOX: Progettazione, produzione e vendita frigoriferi (Impianti, celle, Tunnel)

frigorbox website

Oggi è stato inaugurato il nuovo sito web su cui abbiamo lavorato tutta estate. Il nuovo sito presenta una grafica accattivante e al tempo stesso leggera. L’azienda ha la totale autonomia sull’aggiornamento dei contenuti, compresi video ed immagini (gestite tramite account Flickr FrigorBox). La Home page presenta una panoramica dei contenuti principali (gestiti dinamicamente dagli addetti ai lavori).

FRIGOR-BOX nasce nel 1970 dalla volontà della famiglia Fantini di rispondere alle esigenze di “FREDDO” dell’industria alimentare. Oggi con il suo gruppo di 150 persone ha ampliato le proprie produzioni ed offre alla sua clientela un’ampia gamma di prodotti:

Quando parliamo di aggiornamento di contenuti gestiti dal cliente è bene specificare che questo può essere fatto in mille modi ed è fondamentale spiegare al cliente l’importanza dei valori che loro stessi dovranno inserire, modificare e aggiornare strada facendo. Il risultato cambia notevolmente.

Se il cliente può modificare, oltre ovviamente al testo della pagina, anche il titolo (rigorosamente in H1), il tag meta title e l’indirizzo della pagina stessa (uri), capite bene che le sue modifiche influenzeranno notevolmente le SERP dei motori di ricerca. Il cliente deve capire ciò che sta facendo (e qui va fatto un buon lavoro di formazione).

Bisogna spiegargli che non è importante solo ciò che vedranno gli utenti, è necessario che la pagina sia ottimizzata sotto tutti i punti di vista. Ovviamente il sito deve essere realizzato a regola d’arte mantenendo in primo piano gli aspetti relativi all’ottimizzazione sui motori di ricerca (SEO).

Un esempio?
Fino ad oggi ciò che Google vedeva (forse ancora vede) del sito FRIGORBOX è riportato nell’immagine qui di seguito:

frigorbox-ricerca-google
(clicca per ingrandire)

Come vedete i meta title sono tutti uguali e riportano il nome dell’azienda. Questo denota una scarsa attenzione alle dinamiche all’ottimizzazione sui motori. Un sito realizzato in questo modo ha veramente poche possibilità di incrementare i propri accessi provenienti dai motori di ricerca.

Stay Tuned… vedremo le differenze tra un paio di mesi.

Aggiornare Twitter da una Pagina Facebook

Aggiornare twitter da facebook

Ho creato e gestisco diverse pagine su Facebook (myGDM, Tresette, Briscola chiamata, Busca) e presto ne aprirò altre due per un nuovo progetto. Le pagine vanno visitate almeno una volta al giorno, bisogna interagire con i propri fans e rispondere alle loro eventuali richieste. E’ il minimo.
Per reperire contenuti da diffondere sulla Bacheca di ognuna di esse uso Google Alert. Ho inserito le mie parole chiave e Google ogni giorno mi invia le novità. Leggo rapidamente di cosa si tratta e se i contenuti meritano li pubblico in bacheca.

In tutto questo turbinio di contenuti finora non ho avuto modo, tempo e idee per aggiornare anche il profilo di myGDM su Twitter. Oggi Michael Gummelt ha trovato una soluzione a questo problema. Sul Blog di Facebook ha annunciato che è disponibile una nuova funzionalità che permette agli amministratori della Pagine Facebook di aggiornare lo status anche su Twitter.

Trovo questa feature molto interessante perchè il tempo è poco e la voglia di condividere sempre tanta, come sottolinea appunto Michael quando scrive: “Many people have asked us to make Facebook and Twitter work better together for those times when they want to share their content as widely as possible.

Come aggiornare Twitter da una Pagina Facebook

E’ veramente semplice. Dopo essersi loggati su entrambi i siti (sia Facebook che Twitter) andate nella pagina Facebook to Twitter. Qui apparirà l’elenco delle pagine da voi gestite (dovete essere Amministratori) e, affianco ad ognuna, vedrete il pulsante Collegati a Twitter. Cliccando verrete direzionati su Twitter dove vi apparirà la schermata qui sotto.

twitter application allow deny

E’ necessario cliccare su Allow per permettere a Facebook di accedere direttamente al nostro account Twitter. Dopo aver cliccato verrete direzionati (appare “Redirecting you back to the application“) nuovamente nella pagina Facebook to Twitter che evidenzierà la connessione tra i due siti.

facebook page to twitter

La pagina ora è collegata e non resta che selezionare quale tipo di contenuto dovrà essere inviato a Twitter. Come vedete nell’immagine le opzioni possibili, al momento, sono:

  • Aggiornamenti di stato (status)
  • Foto
  • Link
  • Note
  • Eventi

Non credo che vi siano altre opzioni disponibili (quelle di altre applicazioni installate, ad esempio). Ho provato con una pagina sulla quale installo le applicazioni per provarle e le opzioni disponibili erano comunque quelle evidenziate qui sopra.

A questo punto siete pronti per condividere ciò che pubblicate su Facebook direttametne anche su Twitter.
Buona condivisione!