Archivio della categoria: Pensieri informatici

Mente sana in corpo sano…

Cambio di rotta: Twenty Twelve

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Il tempo vola e a volte ci si ostina a risolvere problemi percorrendo la strada sbagliata. Due anni fa ho acquistato un template a pagamento per questo sito (Whiteblack) perchè volevo un layout diverso. Poi, un anno fa, smise di funzionare. Per un anno intero (nei ritagli di tempo) ho cercato di risolvere il problema senza mai dedicargli il tempo necessario. E così un anno e volato e non ho più scritto un post (l’editor smise di funzionare)!

Dopo un anno mi son deciso ad utilizzare un tema WordPress standard che più standard non si può: Twenty Twelve. E così finalmente torno a scrivere! 😉

BackUp Gmail su Mac OSX, una nuova App!

Tutto iniziò lo scorso 27 Febbraio quando Gmail smise di funzionare per qualche ora. Fu una giornata nera per Gmail al punto che lo 0,08% degli utenti perse completamente i propri dati: messaggi, contatti, ecc. Da allora iniziai a studiare una soluzione per ottenere un backup affidabile del mio account Gmail.

Dopo varie soluzioni “arrangiate” iniziai a studiare un’App per Mac OSX: BackUp Gmail. In questi giorni l’App è giunta al termine del suo lungo percorso: è stata pubblicata sul Mac App Store.
Scarica l’App e assicurati un backup del tuo account Gmail.

BackUp Gmail on Mac OSX, a new App!

February 27, 2011 was a Black Sunday for all Gmail users and lovers like me.  Some Gmail accounts lost everything: messages, address books, contacts, etc.  0.08% of all total users (according to Google’s official version) had problems.
After a few months I started to think to BackUp Gmail, a new App for Mac OSX, and today we moved on “Ready for sale” by Apple store and the App is available on the App Store!

 

Edmodo, apprendimento sociale per insegnanti e studenti

 

Edmodo è un network per l’apprendimento sociale sicuro per insegnanti e studenti. Non avendo modo di testarlo sul campo (non insegno e non ho studenti a cui darlo “in pasto”) ho preferito far scrivere una recensione ad un amico che cercava da tempo un prodotto simile per i suoi studenti.

Come docente e appassionato di tecnologia ho sempre sentito l’esigenza di una piattaforma online che potesse integrare l’attività didattica svolta in classe. Dopo aver vagliato diverse ipotesi (tra le quali Engrade, Schoology e Moodle) e aver chiesto un importante contributo anche ai miei studenti ho optato per Edmodo.
La cosa che alla fine mi ha portato a fare questa scelta è l’immediatezza e la facilità di utilizzo del sito. Come insegnante avrei diverse esigenze, ma la più immediata è la comunicazione con gli studenti e la possibilità di condividere materiale in pochi click grazie ad un sito che funzioni. Su questo fronte Edmodo sembra non avere al momento rivali. Si può creare una classe in pochi attimi e, attraverso un codice unico, garantire l’iscrizione a tutti gli studenti. Con la stessa facilità è possibile caricare files di ogni tipo (senza alcun limite di estensione), linkare materiale da risorse esterne, assegnare un’attività con una precisa scadenza e permettere agli studenti di consegnare i compiti direttamente online. Questʼultimo aspetto sembra scontato, ma non lo è affatto. Altri servizi apparentemente più funzionali hanno tradito proprio su questo aspetto: spesso gli studenti non riuscivano a caricare i loro compiti a causa di problemi legati ai server. In questo modo tutta lʼutilità del servizio scemava in quanto obbligava a ripiegare sul cartaceo.
Un aspetto che ho particolarmente gradito è la possibilità di correggere i compiti direttamente online garantendo allo studente la possibilità di condividere non solo la valutazione, ma anche la correzione. Un elemento che i ragazzi apprezzano è la somiglianza con lʼinterfaccia di Facebook: ogni nuovo messaggio si sviluppa in una timeline dove è possibile aggiungere commenti e tag. Infine non è da sottovalutare la disponibilità gratuita di applicazioni per smartphone e tablet (nello specifico iPhone ed iPad) che permettono di lavorare anche in classe. Molto spesso infatti quando assegno un compito, inserisco subito lʼattività anche su Edmodo per non scordarmi.
Per quanto fruibile credo però che ci siano molti miglioramenti da introdurre al fine di soddisfare tutte le esigenze di una classe online:

  • Il gradebook (registro delle valutazioni), non permette assolutamente di classificare le valutazioni in modo ponderato. Questo è un limite oggettivo, in quanto non è possibile valutare un compito per casa alla stregua di una verifica in classe o di una interrogazione orale. Questo è un servizio che in molti offrono e spero che Edmodo possa implementare al più presto tale funzione.
  • Introdurre i periodi. Per un docente è spesso importante poter replicare nella classe virtuale la scansione in quadrimestri, al fine di separare le valutazioni. Altri siti permettono già questa funzione.

Nonostante questi aspetti Edmodo rimane unʼopzione molto valida. Dispone di una community molto attiva e gli operatori rispondono a qualunque richiesta in brevissimo tempo. Si tratta di una realtà ancora giovane e ricca di potenzialità importanti. In un periodo di crisi e di tagli alla scuola pubblica non bisogna poi dimenticare che il servizio è totalmente gratuito.

Stefano Giudici

Maria Claudia, bimba malata di FOP. Appello scaduto!

Ogni volta che ricevo la classica richiesta di “inoltrare a tutti gli amici” questo o quello resto sempre scettico e, prima di inviare, faccio le dovute ricerche per non cadere in quella pigrizia che alimenta lo spam.

Qualche giorno fa ho ricevuto da un’amica una di queste richieste, in allegato c’era un PDF (nel mio caso il nome era reinviare.pdf) dove si chiedeva:

Ciao, sono Maria Claudia:
Non chiedo denaro, guarda solo i miei occhi, e guarda il mio cuore che ti dice che ho bisogno di te per vivere.
Ho una malattia le cui iniziali sono FOP e ho bisogno di incontrare tre famiglie che abbiano questa malattia, in modo che si completi una catena di 10 famiglie e si possano scoprire i geni che causano questa malattia e così si possa risolvere.
Abbi pazienza nel leggere queste righe, e se puoi aiutami, chissà io non avrò mai modo di conoscerti e ringraziarti ma Dio è grande e divino e ti benedirà.
MARIA CLAUDIA

Copio e incollo le parti fondamentali dell’appello in Google e inizio la ricerca. Fin da subito mi accorgo che non esiste molta documentazione a riguardo e, consultando i risultati, arrivo all’associazione F.O.P. ITALIA (Fibrodisplasia ossificante progressiva) onlus. Non avendo trovato nulla che parlasse di “bufala” (il buon sito di “Attivissimo antibufala” era già stato consultato) mi sono deciso a contattare direttamente l’associazione per verificarne la veridicità dell’appello.

Oggi mi ha risposto il Presidente dell’associazione confermando che “l’email è veritiera ma molto datata (2004/05) e quindi non ha più senso rispondere a questo appello in quanto nel 2006 i ricercatori americani hanno scoperto il gene che causa questa rarissima patologia.

Quindi, anche se non si può definire spam, è bene non reiterare l’appello.

Ricordo a tutti che il solito modo di agire “tanto non costa nulla” non è per nulla il modo corretto di procedere. In primo luogo non è vero che non costa nulla (ultimamente è stato stimato il peso per inviare un’email in termini di inquinamento,  dai 4 ai 50 grammi di Co2), e in secondo luogo questo tipo di email possono avere scopi esattamente opposti a quelli preposti nell’appello. Ricordate il caso della “Petizione per la bambina Sudafricana”? Ottenne il risultato contrario e chi realmente doveva agire non era in grado di farlo perchè i server furono bloccati da migliaia di richieste. Prima di inoltrare quindi armatevi di 10 minuti del vostro tempo e fate i dovuti controlli. La forza della rete è questa!

Ne approfitto per ringraziare nuovamente il Presidente Enrico Cristoforetti dell’associazione F.O.P. ITALIA e vi riporto qui sotto il suo appello, questo sempre valido!

Aiutaci a sostenere la ricerca sulla
Fibrodisplasia Ossificante Progressiva (FOP)
con il 5 per mille – C.F. 94031440228

c’è un modo molto semplice per sostenere l’associazione FOP ITALIA ONLUS (Fibrodisplasia Ossificante Progressiva). La nuova Legge Finanziaria ha infatti confermato la possibilità per le persone fisiche di destinare agli enti non profit il 5 per mille dell’imposta sul reddito. Basta una vostra firma sulla denuncia dei redditi ed aiuterete tutti gli ammalati di Fibrodisplasia Ossificante Progressiva. Aiutaci ad aiutare! basta una firma ed un numero: 94031440228

 

Report su Internet (my two cents)

Prima di tutto vorrei ringraziare l’intero staff di Report: grazie mille per il vostro coraggio. Grazie anche per un’informazione degna ancora di questo nome. Siete rimasti in pochi.

"Il prodotto sei tu" puntata del 10/04/2011

Comprendo bene quanto sia difficile oggi parlare di Internet in tv. Nessuno ha mai spiegato nulla in modo costruttivo dopo il lontano Mediamente di Carlo Massarini. Le reti televisive oggi evitano accuratamente di parlarne tranne qualche pessima apparizione in qualche pessimo TG. Migliaia (forse milioni?) di italiani si sono lanciati in rete attraverso Facebook, tanti restano convinti ancora oggi che Internet sia Facebook “perchè lì dentro c’è tutto“.

La rete tocca tanti argomenti complessi e in questo contesto, in totale confusione, è difficile mettere ordine. A voi va la riconoscenza di esser stati i primi a provare (parliamo di tv generalista) ad affrontare tali argomenti, come sempre in modo coraggioso (mostrando il video “Collateral Murder“, ad esempio). Nonostante ciò il giudizio della rete è stato severo.

Quello che la rete lamenta è ben descritto dalle parole di Paolo Ainio, amministratore delegato di Banzai, che sottolinea come l’argomento è stato trattato in modo superficiale “per ignoranza e per superare l’ignoranza bisogna vincere la pigrizia. Per imparare bisogna faticare“.

In rete, come spesso nel mondo reale, ad un lato oscuro è sempre contrapposto un lato luminoso. L’impressione che ho avuto è che la linea della trasmissione fosse quella di mettere in rilievo il lato oscuro dei vari argomenti trattati (social network, privacy, copyright, ecc). Ieri sera, pensando di scrivere qualcosa a riguardo, ho rivisto la trasmissione. Oggi ho ancora nella testa quei 2 frettolosi minuti dedicati a Frieda Brioschi di Wikipedia Italia in cui emerge che alcune pagine vengono cancellate. Una notizia buttata lì senza spazio di manovra, senza approfondire perchè e come questo avviene. Ignorando completamente i meccanismi complessi e condivisi che dal 2003 ad oggi si sono consolidati nella Community di Wikipedia Italia. “E come si regge economicamente la baracca?” chiede Stefani Rimini. “Con le donazioni” e l’intervista si chiude frettolosamente. E’ un sistema di sostentamento meraviglioso quello delle donazioni online, in totale contrapposizione col sistema dei capitali di rischio (Venture Capital). Sono due mondi opposti e contrapposti e tutto ciò meriterebbe un servizio dedicato altrimenti si rischia di generare ulteriore confusione negli utenti.

E poi sul diritto d’autore … anche qui l’argomento volge verso il lato oscuro: la pirateria e le leggi e i metodi di contrasto. Non una parola sulle meravigliose licenze Creative Commons che stanno creando una valida alternativa al Copyright. Il lato luminoso poteva ampiamente essere illustrato da Juan Carlos De Martin del Politecnico di Torino, responsabile di Creative Commons Italia.

Concludo con una breve replica alla nota di Stefania Rimini che sperava in una “mobilitazione in difesa del soldato Bradley Manning”. Il popolo della rete è in mobilitazione per Manning da sempre, proprio l’altro giorno una delle tante iniziative ha raggiungo le 500.000 firme per “Fermare le torture a Manning”. Idem per la difesa della libertà d’espressione su Internet. Il popolo che dovrebbe reagire è un altro, lo stesso che io spero reagisca ogni Lunedì dopo una vostra puntata, ma questa è un’altra storia…

Report è una trasmissione meravigliosa perchè ciò che ovunque viene trattato superficialmente la Domenica sera non lascia scampo a dubbi o perplessità. Mi spiace non sia stato lo stesso nell’ultima puntata “Il prodotto sei tu“.

 

 

Wikileaks è la nuova frontiera del giornalismo investigativo

Assange Wikileaks

Riporto l’articolo scritto per ReggioNelWeb.it n. 392 del 30/11/2010

Fondato sui sani principi dell’etica hacker, Wikileaks ci catapulta nella nuova era della libertà incondizionata dell’informazione. E’ ora di cambiare scenario.

In questi giorni il mondo intero è rimasto sulle spine in attesa di un nuovo (*) rilascio di documenti da parte di Wikileaks (da Leak: “perdita”, “fuga” di notizie). Ovunque si legge di questo misterioso sito web che pubblica documenti segreti e non mancano i riferimenti al suo fondatore: un “tipo strano” di nome Julian Assange. Un hacker.

Per capire un po’ meglio di cosa e di chi stiamo parlando a mio avviso è bene fare un passo indietro. Negli anni 80, grazie soprattutto ai mass media, si è iniziato ad associare erroneamente il termine hacker ai criminali informatici (la cui definizione corretta è “cracker”). Nel tempo questa definizione si è consolidata fino a divenire oggi un luogo comune.
Un hacker in realtà “è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte” (via Wikipedia). Non necessariamente un criminale quindi, non necessariamente informatico. In realtà le definizioni di hacker sono migliaia e non ne esiste una in particolare. Tutti gli hacker però sono accomunati da principi condivisi che, messi insieme, formano l’etica hacker. Uno dei principi fondamentali, ad esempio, è “Migliorare il mondo“. Un altro è “Tutta l’informazione dev’essere libera“.

Julian Paul Assange, il fondatore di Wikileaks, nasce in Australia (Townsville) nel 1971. E’ indubbiamente un hacker di fama mondiale e il mondo che lo avvolge ha del misterioso. Chi sia realmente pochi lo sanno. Per alcuni oggi è una figura “strana”, un uomo accecato da ideologie distruttive (Frattini: “Assange vuole distruggere il mondo“), custode di chissà quali segreti. Anche lui, inevitabilmente, come altri, in giovane età subisce una condanna (intrusione nel sistema informatico del Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti, il Pentagono). Poi, basandosi sui sani principi dell’etica hacker, nel 2007 arriva a fondare Wikileaks.

Wikileaks è un’organizzazione internazionale che, attraverso il suo sito, raccoglie documenti di carattere governativo o aziendale da fonti coperte dall’anonimato. L’organizzazione si occupa di verificare l’autenticità del materiale e poi lo pubblica tramite i propri server, preservando l’anonimato degli informatori e di tutti coloro che sono implicati nella “fuga di notizie”. Lo scopo ultimo è quello della trasparenza assoluta a garanzia di giustizia, di etica e di una più forte democrazia.
Il sito è curato da giornalisti, attivisti, dissidenti del governo cinese, scienziati. Qualsiasi cittadino proveniente da qualsiasi parte del mondo può ed è invitato ad inviare materiale che possa mettere in luce “comportamenti non etici di governi e aziende“. [via Wikipedia]

Stiamo assistendo all’imporsi del nuovo giornalismo investigativo. Le fonti si moltiplicano senza controllo, tutte protette da anonimato assoluto. L’accesso alle informazioni è diretto e non necessita di alcun “privilegio”.
Chiunque sia in possesso di informazioni segrete può pubblicarle e renderle visibili al mondo intero. Dirigenti dei servizi segreti, spie, hacker e cracker, uomini di stato, dirigenti e dipendenti aziendali e pubblici, tutti oggi possono portare all’attenzione mondiale documenti “scomodi”.
Allo stesso tempo chiunque può visionare le informazioni pubblicate collegandosi al sito www.wikileaks.org
La rivoluzione del web è anche questa e gli hacker, forse, giocano un ruolo fondamentale. Il fenomeno non è contrastabile ne tanto meno può essere arginato, la libertà incondizionata è nella natura stessa della rete Internet.
Credo sia giunto il momento di prepararsi al meglio per affrontare le sfide del nuovo millennio piuttosto che farneticare senza nemmeno capire di cosa si stia parlando.

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Tra i più importanti scoop giornalistici pubblicati da Wikileaks ricordiamo:

  • Collateral Murder. Il video dell’elicottero statunitense che spara e uccide per errore 15 civili. L’equipaggio ride e insulta le vittime.
  • Le procedure operative del carcere di Guantanamo.
  • Le email dell’Unità di Ricerca sul Clima che smascherano i tentativi di alcuni scienziati di far apparire la situazione climatica più grave del reale.
  • La lista nera dei siti Australiani.
  • Gli scarichi nocivi in Africa dell’azienda petrolifera Trafigura.
  • Elenco dei membri del partito di estrema destra britannico, in rilievo i nomi di spicco di ufficiali di polizia e dell’esercito, medici e professori.
  • Diari della guerra in Afghanistan.
  • Quest’ultimo sulle comunicazioni tra ambasciate e Washington da cui emerge, per ora, un quadro generale su tutti i leader mondiali; il programma del dipartimento di Stato americano volto a controllare e spiare i vertici delle Nazioni Unite; il grande nervosismo dei paesi arabi nei confronti dell’Iran. Al momento sono stati rilasciati solo qualche centinaia di documenti su 250.000 circa attesi, la pubblicazione richiederà mesi ed è in continuo aggiornamento.

[Fonte ilpost.it]