Davide Gullo, Consulente web

04.02.2012
13:35 (+00:00)
05a settimana
34o giorno

  "E il mare il web concederà ad ogni uomo nuove speranze, come il sonno i sogni..." Cristoforo Colombo

Leggere più account di posta su Gmail

lunedì, 23 gennaio 2012

Gmail ormai mette a disposizione oltre 7,5 Gb di spazio. E’ una risorsa enorme che permette di centralizzare gli account di posta in uno. Al momento infatti trovo ottima la soluzione di far scaricare la posta di tutti i miei account a Gmail. I passi da eseguire sono semplici.

Andate in Impostazioni Gmail:

Nella schermata che vi appare cliccate nel tab in alto Account e importazione.
Poi avviate la procedura di configurazione di un nuovo account cliccando su Aggiungi un tuo account di posta POP3. Potete configurare fino a 5 account. Gmail periodicamente scaricherà la posta da tutti gli account configurati consegnandovela in “Posta in arrivo”.

Seguite tutti i passaggi richiesti dalla procedura che si apre in una finestra pop-up:

Impostate Nome utente, Password, Server POP, Porta e spuntate “Applica ai messaggi in arrivo l’etichetta” se volete che i vari messaggi provenienti dai diversi account vengano classificati in base ad etichette predefinite:

Cliccando su “Aggiungi account” la procedura di configurazione viene completata. Gmail proverà subito ad effettuare una connessione e vi segnalerà eventuali errori:

Se tutto è andato a buon fine la procedura, prima di concludere, vi chiederà se vorrete inviare email con l’account appena configurato. In pratica vi chiede se, oltre a leggere la posta dalla nuova casella di posta appena configurata, vorrete inviare email da questo indirizzo direttamente da dentro Gmail.
“Desideri poter inviare i messaggi anche come xxxx@xxxxx.xx?”
Consiglio, per massima comodità, di cliccare SI:

A questo punto seguono 3 passaggi importanti.
Il primo riguarda quale server SMTP usare. Gmail vi chiede se usare il suo server SMTP o quello della casella di posta appena configurata. Se non avete particolari necessità vi consiglio di utilizzare Gmail stesso:

A questo punto Gmail vuole assicurarsi che siate realmente in possesso dei requisiti per leggere la casella di posta appena configurata. Vi invierà quindi un codice di verifica:

Andate a leggere la casella di posta (secondo il vostro “vecchio” modo), prelevate il codice di sicurezza che Google vi ha inviato ed inseritelo nella schermata successiva:

Dopo aver verificato il codice potete chiudere la finestra. Gmail da questo momento in poi andrà a scaricare periodicamente la posta, si connetterà ai vostri account di posta via POP3 e “raggrupperà” tutte le email nella casella “Posta in arrivo” di Gmail stesso.

A questo punto resta una sola cosa da fare per poter stare completamente tranquilli: eseguire il BackUp della casella di posta Gmail.
Per gli utenti Mac consiglio l’App BackUp Gmail!

 

 

 

BackUp Gmail su Mac OSX, una nuova App!

venerdì, 13 gennaio 2012

Tutto iniziò lo scorso 27 Febbraio quando Gmail smise di funzionare per qualche ora. Fu una giornata nera per Gmail al punto che lo 0,08% degli utenti perse completamente i propri dati: messaggi, contatti, ecc. Da allora iniziai a studiare una soluzione per ottenere un backup affidabile del mio account Gmail.

Dopo varie soluzioni “arrangiate” iniziai a studiare un’App per Mac OSX: BackUp Gmail. In questi giorni l’App è giunta al termine del suo lungo percorso: è stata pubblicata sul Mac App Store.
Scarica l’App e assicurati un backup del tuo account Gmail.

BackUp Gmail on Mac OSX, a new App!

venerdì, 13 gennaio 2012

February 27, 2011 was a Black Sunday for all Gmail users and lovers like me.  Some Gmail accounts lost everything: messages, address books, contacts, etc.  0.08% of all total users (according to Google’s official version) had problems.
After a few months I started to think to BackUp Gmail, a new App for Mac OSX, and today we moved on “Ready for sale” by Apple store and the App is available on the App Store!

 

Connessione IMAP a GMail via shell (OSX)

lunedì, 14 novembre 2011

Internet message access protocol (IMAP) sta diventando il protocollo maggiormente utilizzato dalla rete per la gestione/lettura della posta elettronica. Il “vecchio” protocollo POP volge ormai al tramonto. Per un elenco esaustivo delle differenze tra IMAP e POP leggete qui.

Attualmente IMAP è alla versione 4 (rev. 1) definito nel RFC 3501.

La porta predefinita a cui risponde un server IMAP è la 143 (a differenza della 110 POP) mentre se si utilizza una connessione sicura su SSL la porta da utilizzare è la 993.

GMail mette a disposizione anche un server IMAP proprio sulla 993 (SSL).

In modalità terminale è possibile collegarsi direttamente a GMail tramite il comando openssl, in questo modo:

iMacJazzo:~ gullo$ openssl s_client -crlf -connect imap.gmail.com:993

A questo punto la comunicazione criptata verso il server IMAP di GMail è aperta e potete iniziare ad inviare comandi. Il primo comando, per effettuare il login, è:

tag01 LOGIN xxxxxxx@gmail.com password

Ogni linea inviata dal client deve essere preceduta da un identificatore che viene denominato tag (per questo sopra la prima riga è tag01). Poi segue il comando (in questo caso LOGIN) e poi email e passaword. La risposta che riceverete dal server (in caso di esito positivo) sarà:


* CAPABILITY IMAP4rev1 UNSELECT IDLE NAMESPACE QUOTA ID XLIST CHILDREN X-GM-EXT-1 UIDPLUS COMPRESS=DEFLATE
tag01 OK xxxxxxx@gmail.com Name Surname authenticated (Success)

La prima riga segnala i comandi/proprietà disponibili mentre la seconda vi comunica che l’autorizzazione al server è avvenuto con successo.

XT:Commerce, plugin Payment Gateway Consorzio Triveneto

mercoledì, 02 novembre 2011

Michael Rogger (michael dot rogger at gmail dot com), basandosi sul codice sorgente della classe PgConsTriv, ha sviluppato il pluging per i pagamenti con carta di credito tramite il Payment gateway del Consorzio Triveneto sulla piattaforma xt:commerce.

Abbiamo creato un’area apposita per le release che verrano rilasciate su SourceForge.
Scarica il plugin ora.

Di seguito invece un breve Tutorial su come installare il plugin:

===
This plugin is tested with xt commerce 4.0.14.

INSTALL
1)    Edit xt_trivento/classes/PgConsTriv.inc.php to configure the gateway.
Compulsory: merchant data (_PG_ID_Merchant_Test,_PG_Password_Test,_PG_ID_Merchant_Production,_PG_Password_Production) and _PG_URL_base.

2)     Copy folder xt_triveneto to shop/plugins/
Note for debugging: make sure xt_triveneto/classes/debug.txt, xt_triveneto/classes/pgconstriv.txt and xt_triveneto/callback/debug.txt is writeable for webserver, these files are used for logging.

3)     Install the plugin using xt_commerce admin interface

4)     After successful testing you can change the mode from “Test” to “Production” in PgConsTriv.inc.php

 

 

 

Ripristino Dell Inspiron Mini, facile e veloce!

venerdì, 14 ottobre 2011

A distanza di 1 anno e mezzo dall’acquisto del Netbook Dell Inspiron Mini non posso che confermare che si tratta di un ottimo prodotto. Usato come postazione di rete senza porsi limiti dopo un anno mezzo Windows XP ha cominciato a dare qualche problemino (lentezza, malware, ecc.), fino al giorno in cui non si avviava nemmeno più.

Un Netbook, in generale, viene utilizzato per navigare in rete e “cose simili” ma nel lungo periodo è difficile non ritrovarsi senza aver salvato qualche file importante sul desktop. Fate attenzione: la procedura di ripristino resetta il sistema operativo cancellando ogni cosa. Per effettuare un backup dei dati seguite la procedura spiegata da Dell qui.

Ma come fare per salvare i dati presenti nel disco se il PC non esegue il boot (non si avvia Windows)?

La mia soluzione è stata quella di smontare l’hard disk in modo da poterlo collegare ad un altro PC. Per smontare con semplicità il Netbook e raggiungere il disco fisso ho seguito le ottime istruzioni del video “How to upgrade and dismantle Dell Mini 1012“.

Una volta raggiunto l’hard disk potete facilmente smontarlo (il video mostra come fare). Trattasi di Hard disk Serial ATA pertanto ho potuto facilmente collegarlo al controller del mio PC che l’ha visto subito come disco secondario. Son riuscito così a prelevare e salvare tutti i file che mi interessavano.

A questo punto ho rimontato il tutto e ho eseguito la semplice procedura di Ripristino. Quando viene visualizzata la schermata Dell durante il processo di avvio del computer, premere i tasti <Ctrl>+<F11>. Successivamente seguire le istruzioni a video: nella finestra Dell PC Restore by Symantec, fare clic su Restore (Ripristina). In alternativa, premere <Tab> per evidenziare Restore (Ripristina), quindi premere <Invio>. Confermate poi quando vi viene chiesto se procedere nonostante l’operazione comporti la perdita di tutti i file. A questo punto la procedura ha inizio e dura poco più di 10 minuti. Alla fine il messaggio “il processo di ripristino del sistema è stato eseguito correttamente” vi avvisa che la procedura di Ripristino è terminata e potete riavviare il PC. Confermate il riavvio. Il sistema operativo e tutti i software di base risultano ora installati secondo la configurazione originale del PC al momento dell’acquisto.

Il Netbook è così tornato quello di sempre, veloce e stabile.

HUAWEI E220 su OSX Snow Leopard (10.6.x)

domenica, 17 luglio 2011

huawei logo

Quest’anno, a differenza dell’anno scorso (Condivisione connessione 3G via WiFi su Windows XP), ho deciso di installare il modem Huawei E220 sul mio iMac e condividere la connessione rendendola disponibile all’iPhone e al netbook.

Per prima cosa è necessario aggiornare il firmware del modem Huawei E220.

Dopo aver eseguito questa operazione collegate il modem alla porta USB del Mac. Ora aprite le “Preferenze di sistema“, poi “Network“. Dovreste vedere nell’elenco in colonna destra 3 nuove voci: HUAWEI Mobile, DIAG e PCUI.

HUAWEI Mobile - Impostazioni Network

Cliccate su HUAWEI Mobile ed inserite il numero di telefono secondo le impostazioni del vostro provider (nel mio caso Tim, il numero è *99#), poi Nome account e Password (per Tim lasciare vuoti, come da schermata sopra). Poi cliccate su Avanzate.
Nella finestra seguente selezionate il tab Modem e inserite:

HUAWEI Mobile - Impostazioni avanzate

Fornitore: Generico
Modello: GPRS (GSM/3G)
APN: (quello fornito dal vostro provider, per Tim: ibox.tim.it)
CID: 1

I DNS (secondo tab) vengono forniti in automatico dopo la connessione.
Nel tab PPP invece potrete personalizzare alcune impostazioni. Nel mio caso ho spuntato “Abilita resoconto dettagliato“.

A questo punto potete cliccare su OK per chiudere la schermata Avanzate e tornare alla schermata base delle impostazioni Network, cliccate su Collega (Connetti) e verificate il funzionamento della connessione.

Se tutto è andato a buon fine siete connessi, in caso contrario verificate ogni parametro con quelli forniti dal vostro provider (operatore telefonico).
Quanto descritto finora è stato personalmente verificato su Snow Leopard (OSX 10.6). Per sistemi operativi precedenti le schermate sono leggermente diverse ma i passi da eseguire e le impostazioni sono molto simili.

A questo punto mi mancava solo un tool in grado di monitorare al meglio la situazione, qualcosa in grado di tenere anche traccia del totale del traffico (inviato e ricevuto) generato. Dopo un po’ di ricerche ho trovato CheetahWatch dell’ottimo Patrick Quinn-Graham. Un piccolo grande tool dedicato ai modem Huawei USB. Una volta installato comparirà un’icona nella Menù bar la quale vi darà accesso alle informazioni (e impostazioni) fondamentali:

icona Menù bar

menù CheetahWatch

La voce di menù Status apre una piccola finestra con preziose informazioni sullo stato della connessione e sull’utilizzo di banda:

Status CheetahWatch

 

Patrick ha rilasciato i sorgenti di CheetahWatch sotto licenza BSD. Mi sono messo in contatto con lui per tradurre l’app in Italiano. Non appena avrò novità aggiornerò questo post.

Buona navigazione con l’ottimo e sempre grande Huawei E220!

 

 

 

 

 

WordPress, risolvere problema Informazioni Connessioni FTP

giovedì, 31 marzo 2011

Oggi ho deciso di risolvere, in ambiente di sviluppo (macchina locale), una volta per tutte il problema dell’installazione (via download diretto) di plugins, temi, ecc, di WordPress. Sviluppo su iMac 27′ su cui ho installato Zend Server CE (LAMP).

Ogni volta che, in locale ( in produzione, ad esempio, mai avuto problemi!), tentavo di installare un plugin, un tema o un aggiornamento mi ritrovavo di fronte alla schermata sopra. Oggi ho approfondito alcuni aspetti e ho scoperto che si tratta di un problema di permessi.

WordPress, durante questi processi di installazione, ha necessità di lavorare sul Filesystem. Deve poter scrivere e modificare i permessi/proprietari dei files. Se per qualsiasi motivo non riesce a fare questa operazione rimanda l’utente alla schermata sopra nel tentativo di eseguire l’operazione via FTP. In questa pagina è spiegato molto bene tutto il meccanismo, viene anche evidenziata la procedura che WP utilizza per verificare se può scrivere sul Filesystem (vedi sotto).

Su OSX in pratica avevo questo contrasto nei permessi:

L’utente daeomn del gruppo wheel è quello con cui WP scrive sul filesystem (in pratica l’utente utilizzato da Apache). La procedura che effettua la suddetta verifica è questa:

// The following code is from the get_filesystem_method()
// method in the wp-admin/includes/file.php file:
 
if( function_exists('getmyuid') &amp;&amp; function_exists('fileowner') ){
    $temp_file = wp_tempnam();
    if ( getmyuid() == fileowner($temp_file) )
        $method = 'direct';
    unlink($temp_file);
}

Nel mio caso non dà esito positivo e quindi si finisce alla schermata di inserimento dei dati account FTP. In pratica l’utente dello script che scrive sul filesystem deve essere lo utente con cui apache viene eseguito. Nel mio caso sopra infatti non è così.

Come risolvere il problema?

Non so se quella scelta è la via corretta e nemmeno mi sono preoccupato di eventuali problemi relativi alla sicurezza (per i quali vi consiglio il plug-in WP-Security) perchè, come ho evidenziato sopra, si tratta della macchina di sviluppo interna.

La mia soluzione è stata quella di cambiare il proprietario dell’intera directory che ospita WordPress impostando daemon come utente e wheel come gruppo:

chown -R daemon:wheel m4ss

Problema risolto!

 

Pinguino imperatore

Aptenodytes forsteri,
descritto da G. R. Gray nel 1844, Mari Antartici.

Tux è la mascotte ufficiale del kernel Linux. Creato da Larry Ewing nel 1996, è un pinguino paffuto dall'aria contenta. L'idea che la mascotte di Linux dovesse essere un pinguino venne da Linus Torvalds, il creatore del kernel Linux.
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