Report su Internet (my two cents)

Prima di tutto vorrei ringraziare l’intero staff di Report: grazie mille per il vostro coraggio. Grazie anche per un’informazione degna ancora di questo nome. Siete rimasti in pochi.

"Il prodotto sei tu" puntata del 10/04/2011

Comprendo bene quanto sia difficile oggi parlare di Internet in tv. Nessuno ha mai spiegato nulla in modo costruttivo dopo il lontano Mediamente di Carlo Massarini. Le reti televisive oggi evitano accuratamente di parlarne tranne qualche pessima apparizione in qualche pessimo TG. Migliaia (forse milioni?) di italiani si sono lanciati in rete attraverso Facebook, tanti restano convinti ancora oggi che Internet sia Facebook “perchè lì dentro c’è tutto“.

La rete tocca tanti argomenti complessi e in questo contesto, in totale confusione, è difficile mettere ordine. A voi va la riconoscenza di esser stati i primi a provare (parliamo di tv generalista) ad affrontare tali argomenti, come sempre in modo coraggioso (mostrando il video “Collateral Murder“, ad esempio). Nonostante ciò il giudizio della rete è stato severo.

Quello che la rete lamenta è ben descritto dalle parole di Paolo Ainio, amministratore delegato di Banzai, che sottolinea come l’argomento è stato trattato in modo superficiale “per ignoranza e per superare l’ignoranza bisogna vincere la pigrizia. Per imparare bisogna faticare“.

In rete, come spesso nel mondo reale, ad un lato oscuro è sempre contrapposto un lato luminoso. L’impressione che ho avuto è che la linea della trasmissione fosse quella di mettere in rilievo il lato oscuro dei vari argomenti trattati (social network, privacy, copyright, ecc). Ieri sera, pensando di scrivere qualcosa a riguardo, ho rivisto la trasmissione. Oggi ho ancora nella testa quei 2 frettolosi minuti dedicati a Frieda Brioschi di Wikipedia Italia in cui emerge che alcune pagine vengono cancellate. Una notizia buttata lì senza spazio di manovra, senza approfondire perchè e come questo avviene. Ignorando completamente i meccanismi complessi e condivisi che dal 2003 ad oggi si sono consolidati nella Community di Wikipedia Italia. “E come si regge economicamente la baracca?” chiede Stefani Rimini. “Con le donazioni” e l’intervista si chiude frettolosamente. E’ un sistema di sostentamento meraviglioso quello delle donazioni online, in totale contrapposizione col sistema dei capitali di rischio (Venture Capital). Sono due mondi opposti e contrapposti e tutto ciò meriterebbe un servizio dedicato altrimenti si rischia di generare ulteriore confusione negli utenti.

E poi sul diritto d’autore … anche qui l’argomento volge verso il lato oscuro: la pirateria e le leggi e i metodi di contrasto. Non una parola sulle meravigliose licenze Creative Commons che stanno creando una valida alternativa al Copyright. Il lato luminoso poteva ampiamente essere illustrato da Juan Carlos De Martin del Politecnico di Torino, responsabile di Creative Commons Italia.

Concludo con una breve replica alla nota di Stefania Rimini che sperava in una “mobilitazione in difesa del soldato Bradley Manning”. Il popolo della rete è in mobilitazione per Manning da sempre, proprio l’altro giorno una delle tante iniziative ha raggiungo le 500.000 firme per “Fermare le torture a Manning”. Idem per la difesa della libertà d’espressione su Internet. Il popolo che dovrebbe reagire è un altro, lo stesso che io spero reagisca ogni Lunedì dopo una vostra puntata, ma questa è un’altra storia…

Report è una trasmissione meravigliosa perchè ciò che ovunque viene trattato superficialmente la Domenica sera non lascia scampo a dubbi o perplessità. Mi spiace non sia stato lo stesso nell’ultima puntata “Il prodotto sei tu“.

 

 

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