Davide Gullo, Consulente web

08.09.2010
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  "E il mare il web concederà ad ogni uomo nuove speranze, come il sonno i sogni..." Cristoforo Colombo

Internet Manifesto

giovedì, 17 settembre 2009

internet-manifest

In questi giorni sale l’attenzione verso l’Internet Manifesto scritto da alcuni blogger tedeschi su come dovrebbe essere il giornalismo oggi, nell’epoca di Internet. L’epoca in cui, come sottolinea il manifesto stesso con un bel gioco di parole, “Internet è la nostra società è Internet“.

E’ stato tradotto in molte lingue, compresa l’italiano, e si appresta a diventare oggetto di scambio di opinioni in tutto il mondo. Tutto è opinabile ma il Manifesto si presenta estremamente accurato e concreto.
Si compone di ben 17 punti:

  1. Internet è diverso
  2. Internet è un impero mediatico tascabile
  3. Internet è la nostra società è Internet
  4. La libertà di internet è inviolabile
  5. Internet è la vittoria dell’informazione
  6. Internet migliora il giornalismo
  7. La Rete richiede networking
  8. I link riportano, le citazioni decorano
  9. Internet è il nuovo luogo del dibattito politico
  10. Oggi libertà di stampa significa libertà di opinione
  11. Più e più – non c’è mai troppa informazione
  12. La tradizione non è un modello di business
  13. Il diritto d’autore diviene un dovere civico in Rete
  14. Internet ha molte monete
  15. Ciò che è in Internet resta in Internet
  16. La qualità rimane la qualità più importante
  17. Tutto per tutto

Mi sono piaciuti i “toni” utilizzati, del resto come far passare un concetto quale “I media devono adattare il proprio modo di lavorare all’attuale contesto tecnologico anziché ignorarlo o contestarlo” ad alcuni giornalisti che ignorano (o criminalizzano) internet.

Il manifesto rafforza alcuni concetti importanti su cui si discute da anni, come “La libertà di Internet è inviolabile. Su questo in Italia dobbiamo fare ancora molta strada, questa libertà infatti è spesso oggetto di tentativi di imbrigliatura.

Ciò che ho trovato maggiormente interessante però è il modo in cui vengono affrontati alcuni aspetti del giornalismo puro. Un concetto semplice ma che spesso fatico a far passare, ad esempio, è che Internet migliora il giornalismo.

Attraverso Internet il giornalismo può svolgere appieno il proprio ruolo socio-educativo in modo nuovo. Ciò ricomprende la diffusione delle informazioni come un processo continuo in movimento permanente; la fine dell’inalterabilità dei giornali rappresenta un vantaggio. Coloro che vogliono sopravvivere in questo nuovo mondo dell’informazione hanno bisogno di un nuovo idealismo, di nuove idee giornalistiche e di amare l’esplorazione di questo nuovo potenziale.”

Un’altro aspetto a cui spesso non viene dato peso è che la verità in rete viene sempre a galla. Per molte persone quest’affermazione ancora non è credibile. Per chi invece conosce la rete e le sue dinamiche lo è eccome. E’ chiaro che bisogna avere ben presente il funzionamento di certi siti di riferimento (Wikipedia piuttosto che YouTube, Google e altri motori di ricerca, ecc.), la capacità della blogosfere e tutti quei processi che contribuiscono a mettere in luce eventuali “fake”. A tal proposito l’ultimo punto è spettacolare:

Il web costituisce un’infrastruttura per la condivisione sociale superiore ai mass media del 20° secolo: in caso di dubbio, la “generazione wikipedia” è capace di accertare la credibilità di una fonte, di risalire da un’informazione alla sua fonte originaria, ricercarla, verificarla e di migliorarla che si tratti di un individuo o di un gruppo. I giornalisti che snobbano questo approccio e mostrano disprezzo per queste competenze non sono presi sul serio dagli utenti della Rete. E giustamente. Internet permette di comunicare direttamente con delle persone – lettori, ascoltatori e spettatori – e di avvantaggiarsi della loro conoscenza. Non abbiamo bisogno di giornalisti che sanno già tutto ma di giornalisti che investigano e comunicano.

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Pinguino imperatore

Aptenodytes forsteri,
descritto da G. R. Gray nel 1844, Mari Antartici.

Tux è la mascotte ufficiale del kernel Linux. Creato da Larry Ewing nel 1996, è un pinguino paffuto dall'aria contenta. L'idea che la mascotte di Linux dovesse essere un pinguino venne da Linus Torvalds, il creatore del kernel Linux.
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