Davide Gullo, Consulente web

08.02.2012
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06a settimana
38o giorno

  "E il mare il web concederà ad ogni uomo nuove speranze, come il sonno i sogni..." Cristoforo Colombo

Stefano Montanari, sulla vicenda microscopio, è in malafede!

venerdì, 04 settembre 2009

Manifestazione Beppe Grillo - Reggio Emilia Giugno 2006

Fu quell’articolo così angosciante che mi mise la pulce nell’orecchio.  Quel far leva sulla morte di un bambino proprio non mi andò giù. Dopo qualche approfondimento con l’Avv. Marina Bortolani, presidente dell’Associazione Carlo Bortolani Onlus (per cui ho realizzato il sito), arrivai a capire che era a rischio la buona fede del Dott. Stefano Montanari sulla vicenda del microscopio donato all’Università di Urbino.

Se penso a quella Domenica di Giugno di 3 anni fa quando partecipai entusiasta al concerto-manifestazione per la raccolta fondi, proprio per il microscopio in questione, mi sale la tristezza. All’epoca sembrava tutto alla luce del sole: Beppe Grillo dal palco presentò Stefano Montanari, insieme alla moglie Antonietta Gatti, come coloro a cui era stata tolta la possibilità di studiare ed analizzare le nanoparticelle. I soldi dei biglietti vennero donati per riacquistare un microscopio e permettere ai due Dottori di continuare la ricerca contro il cancro provocato da nanoparticelle. Biagio Antonacci, Gino Paoli e lo stesso Beppe, insieme a tanti altri, ci fecero trascorrere una bella giornata tra musica e risate. Si respirava un’aria fresca di primavera. Fu una giornata limpida, un cielo splendido.

Oggi le cose stanno diversamente e sale il puzzo di una vicenda in cui la stessa raccolta fondi è partita sulla base di quello che potremmo definire “un equivoco” o più crudamente “una manipolazione” del dottor Montanari ai danni di Beppe Grillo.
Sarebbero tante le cose da dire ma nulla meglio del capolavoro di giornalismo di inchiesta di Valeria Rossi può descrivere i fatti, quelli che poi, alla fine di ogni vicenda, contano più di tutto. Vi lascio alle parole di Valeria sulla vicenda “Stefano Montanari e il microscopio elettronico“.

Prima di chiudere però sento il dover ribadire e argomentare un concetto: la rete è molto potente.
Non bastano i tentativi “disperati” di qualcuno di eliminare link e commenti, inibire il login per bloccare la possibilità di commentare, “minacciare” la chiusura del proprio blog per poi riaprirlo. Tutto ciò non basta. La verità in rete viene a galla rapidamente, senza dover attendere l’esito di eventuali processi, la validità delle prove portate da un magistrato o le parole di un testimone. A volte basta una brava giornalista capace di usare gli strumenti che la rete mette a disposizione di chiunque.

Brava Valeria!


19 commenti

Non posso che associarmi e raccomandare una maggiore attenzione in futuro da parte di tutti.
Un plauso mi tocca farlo a Valeria Rossi, persona da me lontana per idee e metodi, per non avere acriticamente accettato il dettatino di Montanari al contrario della stragrande maggioranza dei mezzi di informazione di internet.

Perfetto !

Quindi LA VERITA’ e’ già stata APPURATA!

DIREI OTTIMO…..

…chissà se tra qualche giorno verrà smentita da altre prove o versioni…..

Cari tutti
Il mio parere è che si sta facendo di tutto per ostacolare montanari-gatti a portare avanti la ricerca. Chi è in malafede è un altro, la onlus sicuramente, poi chi gli sta dietro.
Saluti
Dario

La rete sarà anche potente ma ancora non ha insegnato alle persone a farsi le domande giuste.

La manipolazione potrebbe non essere esattamente quella che ipotizzi tu.

Chissà se la brava giornalista ha fatto la domanda fondamentale a Beppe Grillo: “sapevi oppure no che non era mai stata spedita alcuna lettera ai produttori?”

Cambia il titolo se vuoi essere più obiettivo…

Ottima intervista a Montanari (http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&d_op=getit&id=11979).

Com’e’ buffo confrontare certe interviste “verita’” con le parole di qualcuno che la ricerca la fa davvero, investe di tasca propria (al contrario di qualcun altro, come si scopre nel video), ha collaborazioni, pubblicazioni e riconoscimenti internazionali, da’ spesso e volentieri aiuti gratuiti a chi ne ha bisogno…

Sveglia, ragazzi!

L’articolo di Valeria Rossi e i vari (comprensibili) commenti su questo blog, quello di Grillo ed altri, sono frutto di personali interpretazioni di notizie prese qua e là in rete. Lei stessa (la Rossi) afferma di essersi fatta coinvolgere emotivamente prima dalle parole di Montanari, poi da quelle di Bortolani.

Io porto in risalto alcuni punti/appunti sparsi:

1. Tra tutti gli attori coinvolti in questa vicenda uno solo fino ad oggi ci ha sempre messo la faccia, andandoci giù pesante e muovendo accuse ben circostanziate: Stefano Montanari. Qualcuno di voi ha mai visto la faccia o sentito la voce di Bortolani o gli altri? Come mai? Eppure è così semplice smentire e smontare pezzo per pezzo i “deliri” di Montanari, stando a quel che dicono i suoi detrattori.

2. Si insiste sul famigerato scopo di lucro, sta montando una marea di indignazione su questa questione. Ma non ho ancora sentito una riflessione molto semplice. Bortolani prende in carico la donazione e, successivamente il microscopio. Bene, qualcuno è a conoscenza di quanti (e per quanto tempo) soldi sono transitati sul conto della Bortolani? Ci è stata mai data questa informazione, visto che l’intestazione alla Bortolani dello strumento è figlia di una necessità di trasparenza verso i donatori?

Ma andiamo pure oltre. Il microscopio è stato finalmente acquistato, quanti soldi ha messo Grillo? Quanti Montanari? Quanti la Bortolani?

E poi? Chi si è fatto carico di tutto quanto comporta, in termini economici, l’utilizzo del microscopio? Non credo funzioni ad acqua, non credo funzioni autonomamente senza qualcuno che lo manovri, non credo che interpreti da solo quanto “vede”, non credo che da solo produca gli agognati “report” scientifici. E allora, dove si ferma la Bortolani su questo specifico aspetto e chi poi materialmente ne prende il testimone?

Eppure il microscopio lavora da diversi anni, qualcuno ci avrà pur messo la “benzina” per farlo funzionare! Chi?

Facile gridare allo scandalo nell’apprendere che quel microscopio ha fatturato a dei privati le sue prestazioni: forse che qualche soldo serviva a continuare a tenerlo in funzione?

Non ho letto da nessuna parte di altre entrate, magari gestite/finanziate dalla stessa Bortolani (che stando a quel che afferma è la “mamma” di questo strumento), atte a coprire le spese di funzionamento/manutenzione dello stesso. Mi sarebbe piaciuto molto non sentire di fatturazioni private, fonte come vediamo di polemiche, ma sinceramente non vedo altre strade per farlo funzionare se “mamma” Bortolani, concluso l’acquisto, ha lasciato il suo “figliolo” a se stesso.

Qualcuno, anche tra i giornalisti che se ne occupano, s’è mai preso la briga di leggere i bilanci di questa società, la Nanodiagnostics s.r.l., per capire come davvero stanno le cose? Per scoprire magari che qualcuno che si accusa di indebito arricchimento con uno strumento “donato”, è il primo finanziatore dello stesso, ANCHE dopo il suo acquisto? O magari scoprire che la stessa società, causa il mantenere in vita la ricerca e lo strumento della ricerca, è miseramente in rosso con i suoi conti?

Io vedo solo che si continua a parlare e “sparlare” per sentito dire, link a destra e manca ad altri sentito dire, ma non ho mai visto parlare le carte e non ho mai visto metterci le facce.

C’è una persona, Montanari, che quotidianamente di persona invita TUTTI a recarsi in quel famigerato laboratorio, invita TUTTI a a dare una sfogliata ai bilanci e, caso unico e raro, invita TUTTI a farsi accompagnare da lui a visionare gli estratti conti bancari di quel che gli entra e quel che gli esce dalle tasche. Sono così tanti questi TUTTI che NESSUNO s’è mai degnato di farlo, a parte parlare e ancora straparlare di fatti che non si conoscono.

Eppure non ci sarebbe nemmeno bisogno di farsi in quattro per cercare/carpire informazioni private… C’è lo stesso Montanari che le mette a disposizione!

Sul fatto che il microscopio, la ricerca e i ricercatori siano un’immane montatura che mai ha prodotto un bel nulla, beh ci passo sopra. In Italia non mi meraviglia che possa anche essere così -anche se basta vedere su internet l’attività di divulgazione del ricercatore per capire che così non è-, ma all’estero (ed anche qui l’invito è verificare i FATTI) la musica è ben diversa… Magari chiedete, che so, al sindaco di San Francisco se conosce questo famigerato dott. Montanari e cosa ne pensa…

Altra cosa importante: I PROCESSI, IN UNO STATO DI DIRITTO, SI FANNO IN TRIBUNALE.

Si sta montando un processo a Montanari, a Bortolani, a Grillo, all’univ. di Urbino senza aver accertato minimamente i FATTI, senza aver ascoltato tutti gli attori e senza aver applicato alcun articolo di legge ad un’analisi dei FATTI. Cosa che a questo punto mi par di capire farà un vero tribunale, sperando che svolga al meglio la sua funzione. Poi, magari, ne riparleremo.

Infine, una cosa che davvero non mi è piaciuta da parte della giornalista Valeria Rossi. Scrisse un articolo su Montanari, poi sentì Bortolani e decise di “spubblicare” (far sparire) il primo articolo!

Dove s’è mai vista una cosa del genere nel Giornalismo? Semmai si produce un altro articolo a rettifica del primo, non si “elimina” tout-court il primo!

Provi ad immaginare, sig.ra Rossi, se anzichè lo strumento online, lei avesse avuto un giornale cartaceo: cosa avrebbe fatto? Ne avrebbe sequestrato tutto le copie per cassare l’articolo incriminato?

Non è così che si lavora se si vuol fare informazione, non sindaco i contenuti dei suoi articoli perchè è libera di scriverne quanti e come ne vuole, lo faccia sempre. Ma i modi, a mio modestissimo avviso, proprio non sono questi.

Ho scritto alla Onlus: la prossima settimana mi recherò presso di loro per vedere i bilanci senza problemi, a dimostrazione che la trasparenza esiste.
Hanno fatto bene a non far visionare il conto corrente della Onlus a Montanari (dove sta poi scritto che il primo che passa può avere accesso a un conto?) anche perchè da uno che viola palesemente la privacy della Borotolani pubblicandone data di anscita, indirizzo di residenza e numero di passaporto, c’è da aspettarsi di tutto.
La differenza fra Montanari e la giornalista Valeria Rossi è che il primo parla di teoremi e alchimie politiche non dimostrabili, la seconda parla e a fianco inserisce le PROVE di quanto afferma.
Anch’io donai alla Onlus (che PER LEGGE non poteva dare a dei privati o a un’azienda il microscopio) e la ringrazio per l’onestà che continua a dimostrare nonostante il rischio di essere infangata da un soggetto come Montanari. E bene hanno fatto loro e Grillo a prendere le distanze da una tal figura che francamente spero di non aver mai la sfortuna di incontrare per strada. Lui e la moglie.

@Godot74
E’ abbastanza ovvio che Montanari ci abbia sempre messo la faccia, visto che è un politico.
Gli inviti a visitare il laboratorio sembrano una messinscena stile Nord Corea.

Ah, Godot74: per onore di cronaca l’intervista a Montanari è ancora visibile sul sito de Il Ponente. E’ il link a quell’articolo che è improvvisamente scomparso dal blog di Montanari, chissa perchè! L’imbavagliatore che imbavaglia, che pessima figura!

[...] aspetto a cui spesso non viene dato peso è che la verità in rete viene sempre a galla. Per molte persone quest’affermazione ancora non è credibile. Per chi invece conosce la rete [...]

I fondi, per i quali anche io ho contribuito, sono stati raccolti per finanziare le ricerche di Montanari e della moglie, non perché vada in tasca ad una onlus che ha fiutato l’odore dei soldi.
Il microscopio deve andare a Montanari che farà le ricerche e lo sfrutterà anche per mantenerlo, a meno che i contrari non contribuiscano loro.
E’ per questo che sono stati raccolti i fondi, peccato che qualche furbo abbia approfittato della situazione per appropriarsene indebitamente (=truffa).

Alla faccia della Corea Del Nord (il paragone e’ di un’indecenza tale che ne qualifica l’autore), Montanari ha scritto libri divulgativi per i non specialisti, ha scritto articoli, fatto interviste, ha tenuto aggiornati i lettori del suo blog sullo stato delle ricerche, ha fatto consulenze gratuite (ce la vedo l’Universita’ di Urbino a fare altrettanto!), ha risposto puntualmente alle accuse, addirittura aprendo le porte del laboratorio (cosa assai rara – vedi gli irreperibili tra le file dei critici), lasciando la possibilita’ di fare domande, visionare i bilanci (che tanto scalpore e tali sospetti suscitano in chi non li ha mai visionati), di controllare come sono tenuti i campioni (viste recenti accuse sul Ponente), ecc…
Sul versante specialistico, invece Montanari e/o Gatti hanno lavorato a progetti europei, scritto libri e articoli, hanno presentato le loro ricerche in vari consessi di alto livello (NATO, tra le altre cose)…

A questo punto, sale alla memoria un ricordo di liceo della favola di Fedro a proposito di una rana che si gonfiava piu’ che poteva ma il bue restava sempre piu’ grande di lei.

La nota positiva in calce a questa storia e’ che ormai si e’ capito benissimo la caratura dei critici, il cui numero si conta sulle dita delle mani. Tanto e’ vero che nessuno presta loro piu’ orecchio.

Per il collaboratore dichiarato della Onlus qui sopra, mettiamo anche il link ad un articoletto o due che fanno il punto sulle affermazioni comparse su Il Ponente:

Il microscopio della discordia (da Il Corrosivo)
Microscopio e libera ricerca? Abbiamo scherzato! (da Il Corrosivo)
L’autobus che mangia le polveri (da Il Corrosivo)

Ad oggi, dopo 8 mesi, il microscopio rimane fermo ed inutilizzato.
La mancanza di fondi, strutture, tecnici, attrezzature di controno, ecc. erano note fin da subito.
Eppure (o, a pensare male, proprio per questo) si e’ proseguito ad espropriare Gatti e Montanari di un microscopio che ha contribuito a ricerche importanti.
Gatti e Montanari hanno pubblicazioni internazionali, collaborazioni eccellenti con NATO, Osservatorio Militare, Commissioni Parlamentari, universita’ europee, Comunita’ Europea, ecc.
Perche’ allora si e’ proseguito a spostare il microscopio, a renderlo inutilizzato ed inutilizzabile?
Se coordiniamo questi fatti anche lontani, mettiamo insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, a dirla con Pasolini, non si fa fatica a capire: “Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.”

Qui trova tutte le risposte alle sue domande. E’ facile credere nei complotti non dimostrabili. E’ difficile vedere la verità quando non la si vuol vedere.

Dopo un anno il microscopi e’ ancora fermo ed inutilizzabile ad Urbino: nessuno lo puo’ usare, non ci si puo’ fare ricerca, non si puo’ aiutare la gente che si ammala di nanopatologie.

Perche’?

Ecco qua. Adesso spero abbiate anche il coraggio di scusarvi per tutte le infamie che avete inventato e con le quali vi siete divertiti a coprirmi di letame. L’Università di Urbino ha dovuto dichiarare la verità davanti al giudice confermando quello che io ho sempre sostenuto e che altro non era se non la verità. Mi auguro che siate abbastanza uomini almeno da vergognarvi.

L’Università di Urbino ha dovuto dichiarare la verità davanti al giudice confermando quello che io ho sempre sostenuto e che altro non era se non la verità.
Aria fritta, come sempre.

Aria fritta davvero, bravo Gullo. Il sig. Montanari è stato bravo a fare conoscere le sue “verità”, anche Beppe Grillo, quando lo conobbe.
Ora, il commento del Sig. Montanari, dice tutto e niente. Uno sarebbe tenuto a credere che l’università di Urbino ha affermato davanti a un giudice cosa? ? Sia chiaro Sign Montanari, abbia il coraggio delle sue azioni. Improvvisamente non va nello specifico, perchè? Perchè questa volta ha a che fare direttamente con la legge, con la Giustizia e quindi pondera bene cosa e come dire le cose per non irritare il giudice?
Montanari, ormai l’abbiamo conosciuta. Vada a friggere l’aria che farà meglio all’umanità.
Un cosa: un vero ricercatore, serio, uno che realmente sa USARE il microscopio, non avrebbe mai perso tutto il tempo che ha perso lei e continua a perdere in mail, fango nel web eccc….
Grillo in primis e tutti gli altri L’HANNO CONOSCIUTA. SI NASCONDA per favore.
Ora che anche i grillini hanno aperto gli occhi su di lei, sono diventati de decerebrati. Ma si rende conto che è diventato ridicolo?

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descritto da G. R. Gray nel 1844, Mari Antartici.

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