Riotta e la Social Media Revolution

Social Media Revolution

Ogni mattina, prima di iniziare a “vivere” la giornata, faccio sempre una puntatina sulla Home di Twitter. Stamattina mi ha colpito in particolar modo un tweet di _arianna che linkava il video Social Media Revolution scrivendo “Non ditelo a Riotta“. La cosa non poteva di certo passare inosservata dopo le dichiarazioni di quest’ultimo su Internet e sulla blogosfere, “luogo” di cui si vanta per esser stato il primo giornalista a metterci piede ma anche il primo ad uscirne (“Tal cred!” direbbero a Reggio, “Eh grazie ‘o ca…” invece a Napoli).
Per farla breve, ho cliccato e mi sono guardato il Social Media Revolution. Bello, consiglio la visione.

Il frame di cui riporto qui sopra l’immagine è un concetto semplice, quasi scontato, ma altrettanto fenomenale. Effettivamente non ci avevo mai fatto caso: Facebook, se fosse un paese, sarebbe il 4° al mondo come numero di “abitanti”. Quarto dopo Cina, India e Stati Uniti.

Social Media Revolution

Riotta

Vi riporto alcune perle:

  • sono stato il primo giornalista italiano ad aprire un Blog, sono stato il primo giornalista italiano a chiuderlo
  • 6 miliardi di abitanti, 6 miliardi di blog, ognuno si scrive il suo, io mi scrivo il mio, Enrico si scrive il suo, voi vi scrivete il vostro e non ci leggiamo più! E’ una relazione assolutamente monogamica.
  • se guardate i commenti in un qualsiasi giornale italiano i commenti dei lettori sono tutti deficenti, sono commenti scemi perchè l’anonimato tira fuori il peggio di ognuno di noi
  • Internet è diventata una specie di grande camera oscura dove, siccome non sei responsabile di quello che dici, tiri fuori il peggio di te … usi la pancia anzichè la testa

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