Davide Gullo, Consulente web

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Professione blogger, il libro di Piero Sermasi

domenica, 09 agosto 2009

Professione blogger, il libro di Piero Sermasi

Mia moglie ha ragione quando dice che sono un po’ poltrone. Quando sono indeciso tra l’uscire o il restare in casa solitamente opto per la seconda. Un paio di settimane fa però, stranamente, avvenne il contrario. Uscimmo e andammo in Biblioteca centrale “Panizzi”.
Il più è sempre prendere lo slancio per uscire, una volta fatto il passo è tutto in discesa. In Biblioteca infatti faccio sempre un giretto molto volentieri tra gli scaffali dei libri di Informatica e Internet. Quella sera mi balzò all’occhio il libro Professione blogger” di Piero Sermasi (Hoepli) e, dopo aver dato uno sguardo veloce al Sommario, decisi di portarlo a casa.

Mi è piaciuto molto e faccio i miei complimenti a Piero Sermasi per il suo modo di scrivere: scorrevole e coinvolgente, a volte anche molto divertente (se penso ad alcune battute sulla Golf giurassica mi viene ancora da ridere!! :-) ).
Il libro alterna capitoli scritti sotto forma di manuale tecnico per neofiti a spunti di riflessione, approfondimenti e punti di vista che, ad essere onesto, non avevo mai considerato.

Molti interessante il capitolo sull’autenticità e sincerità: le fondamenta di ogni buon blogger, dall’embedded (blog aziendale) al free-blogger. Piero dice una grande verità quando afferma che le aziende ancora oggi non vedono bene i blog perchè queste qualità spaventano. Gli imprenditori sono stati abituati per anni a rappresentare il loro prodotto come “un sogno coerente con la nostra visione del mondo, una favola insomma” (Seth Godin, guru del web-marketing). Questo risulta INSINCERO, poco autentico, e va cozzare con la creatività di un bravo blogger.
Le aziende non comprendono che l’era dell’imprenditore “nascosto” dietro ad un marchio è finita. Oggi l’imprenditore deve essere in prima linea, con il suo blog!

Un bravo blogger è colui che parla sempre un po’ di sè nei suoi post. Piero sottolinea quanto sia importante, al di là degli argomenti trattati, trasmettere le proprie emozioni, il proprio pensiero o anche un breve racconto di uno squarcio di vita, mentre si scrive. In questo modo il lettore instaura un rapporto più umano e meno formale con il blogger e si appassiona più facilmente ad una lettura quotidiana e costante.

Ogni tanto un blogger deve lasciar scorrere le parole così come detta l’emotività. Ci sono impulsi irrefrenabili che meritano di esser liberati. Ricordiamoci sempre che la genuinità viene premiata. Piero tutto questo ce lo insegna con il bellissimo post “La fine di Bruno, l’orso“.

Il libro chiude con diverse riflessioni sul Web 2.0 e da queste non può che emergere il concetto di condivisione.

“L’umore, dalle parole viene sempre fuori, non c’è niente da fare, non nascondetevi dietro di esse, non costringetevi ad essere simpatici se nel momento in cui scrivete siete arrabbiati o depressi, fatelo capire sempre, non chiudete all’interno della vostra anima gli sbalzi d’umore (io ne ho un bel po’): la parola d’ordine è CONDIVIDERE!”

Ovviamente consiglio a tutti la piacevole lettura, chissà che non vi riscopriate blogger!

1 commento

[...] un altro concetto che serve per arrivare alla conclusione di questo post: la condivisione. Oggi, per chi vive la rete appassionatamente come me, è fondamentale. Ecco perchè ho deciso di [...]

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Pinguino imperatore

Aptenodytes forsteri,
descritto da G. R. Gray nel 1844, Mari Antartici.

Tux è la mascotte ufficiale del kernel Linux. Creato da Larry Ewing nel 1996, è un pinguino paffuto dall'aria contenta. L'idea che la mascotte di Linux dovesse essere un pinguino venne da Linus Torvalds, il creatore del kernel Linux.
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