Onorevole Carlucci ascolti “le voci del Piave” invece di imporre!

E’ di un’arroganza infinita la risposta dell’onorevole Carlucci alle barricate che si sono alzate in rete in questi giorni sul suo disegno di legge. L’onorevole continua a mantenere la sua linea imponendo la sua visione dei fatti e, per sostenere tale linea, riporta anche il falso parlando di una “denominazione del file” che citerebbe parole quali pedo_relazione e pedo_proposta. Nel file che ho scaritcato (proposta-di-legge.doc) non ho trovato parole simili da nessuna parte.

Questo è l’atteggiamento che buona parte della classe politica italiana, senza alcuna distinzione tra le diverse ideologie, continua ad avere nei confronti dei cittadini italiani, in particolar modo verso la rete Internet. Ed è questo il motivo principale per cui Internet risulta loro come il Piave per l’esercito austro-ungarico: una linea ferma, invalicabile e vittoriosa.

Frasi del tipo “in ogni caso io vado avanti per la mia strada, sicura e conscia della bontà e la necessità della mia iniziativa” non trovano spazio in rete, non sono accettabili. Forse lo sono in questa “pseudo Democrazia” in cui ci ritroviamo ma non in quel web 2.0 che cita perchè questo poggia le sue solide basi sulla condivisione, sulla trasparenza e sul sapersi mettere in gioco. “Al di là del Piave” non c’è un popolo ignorante e non considerare le loro idee, proposte, critiche e osservazioni porta all’inevitabile “guerra” per difendere il proprio territorio.
Quanto alla bontà dell’iniziativa abbiamo già detto tanto, è inutile approfondire.

Nello sdegno assoluto verso tali parole e atteggiamenti c’è un concetto che mi rende ottimista. L’onorevole continua a considerare il popolo della rete un’entità a se stante. Quando si renderanno conto che quel popolo esiste anche nella realtà, che è composto da uomini e donne in carne ed ossa e che vive e lotta per un’Italia migliore, allora forse sarà tardi per poter mettere a tacere le note della nuova Canzone del Piave.

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