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	<title>Commenti a: [OT][Napoli] Uè Munnezz!</title>
	<link>http://www.m4ss.net/2008/01/07/otnapoli-ue-munnezz/</link>
	<description>"La pinguinite ti tiene sveglio la notte a pensare ai pinguini e ti fa provare un grande senso di affetto verso di loro." Linus Torvalds</description>
	<pubDate>Fri, 16 May 2008 02:34:48 +0000</pubDate>
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		<title>By: Corvo</title>
		<link>http://www.m4ss.net/2008/01/07/otnapoli-ue-munnezz/#comment-21839</link>
		<dc:creator>Corvo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 17:59:40 +0000</pubDate>
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		<description>"Uè Munnezz! (Munnezz: spazzatura in dialetto Napoletano)
 
Ci si salutava così, tra amici, quando ero piccolo. Era un modo affettuoso per farsi riconoscere. Avevo 10 anni ed era il 1982." 

Purtroppo, non c'era niente di affettuoso in questo:
http://www.google.it/search?hl=it&#38;sa=X&#38;oi=spell&#38;resnum=0&#38;ct=result&#38;cd=1&#38;q=monnezza+bullismo&#38;spell=1</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Uè Munnezz! (Munnezz: spazzatura in dialetto Napoletano)</p>
<p>Ci si salutava così, tra amici, quando ero piccolo. Era un modo affettuoso per farsi riconoscere. Avevo 10 anni ed era il 1982.&#8221; </p>
<p>Purtroppo, non c&#8217;era niente di affettuoso in questo:<br />
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		<title>By: Corvo</title>
		<link>http://www.m4ss.net/2008/01/07/otnapoli-ue-munnezz/#comment-18716</link>
		<dc:creator>Corvo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 23:43:58 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.politicaonline.net/forum/showpost.php?p=7252043&#38;postcount=23

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		<title>By: ZioMimmo</title>
		<link>http://www.m4ss.net/2008/01/07/otnapoli-ue-munnezz/#comment-16949</link>
		<dc:creator>ZioMimmo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 17:14:26 +0000</pubDate>
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		<description>Il problema di noi napoletani è che ci siamo troppo cullati delle glorie del passato, cullati talmente tanto da esserci addormentati. Al risveglio il meglio che siamo riusciti a fare è stato dichiarare "adda passà 'a nuttat'" per poi addormentarci di nuovo. Speriamo solo che questa situazione grave possa fare da caffè e far svegliare quante più persone è possibile... la mia peggior paura è che avesse ragione mia nonna quando diceva "chi di speranza vive, disperato muore".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema di noi napoletani è che ci siamo troppo cullati delle glorie del passato, cullati talmente tanto da esserci addormentati. Al risveglio il meglio che siamo riusciti a fare è stato dichiarare &#8220;adda passà &#8216;a nuttat&#8217;&#8221; per poi addormentarci di nuovo. Speriamo solo che questa situazione grave possa fare da caffè e far svegliare quante più persone è possibile&#8230; la mia peggior paura è che avesse ragione mia nonna quando diceva &#8220;chi di speranza vive, disperato muore&#8221;.</p>
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		<title>By: Corvo</title>
		<link>http://www.m4ss.net/2008/01/07/otnapoli-ue-munnezz/#comment-16870</link>
		<dc:creator>Corvo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 14:47:33 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.napolionline.org/content/view/8452/

http://www.repubblica.it/online/politica/bassolino/bassolino/bassolino.html</description>
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		<title>By: Corvo</title>
		<link>http://www.m4ss.net/2008/01/07/otnapoli-ue-munnezz/#comment-16869</link>
		<dc:creator>Corvo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 14:27:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.m4ss.net/2008/01/07/otnapoli-ue-munnezz/#comment-16869</guid>
		<description>Ovviamente la scelta è stata fatta ed è stata la peggiore!
Bassolino è stato lasciato al suo posto e anziché combattere la camorra, si è arrivati al punto di oggi, con i risultati tristi che stiamo vedendo.
Che malinconia pensare a tutti questi stupendi posti, tanto deturpati:

http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli#Galleria_fotografica

http://www.napoletanita.it/foto.htm





tratto da L’OPINIONE 6 ottobre 2005 

——————————————————————————–

Rabbia da parte degli intellettuali per il degrado di Napoli e interesse per Romaneapolis
Bocciate le gestioni Bassolino e Jervolino

di Sergio Menicucci

“Una città struggente e magica ma anche allarmante. Dista solo 2 ore da Roma ma la lontananza sembra molto più lunga”. Ne è covinto lo scrittore Antonio Debenedetti ritirando il Premio Napoli per il suo “E fu settembre”. Come ridurre questa distanza che non è soltanto chilometrica, ma anche culturale, politica, economica? Il direttore de L’opinione Arturo Diaconale e il senatore Salvatore Lauro hanno lanciato, la settimana scorsa, un progetto “Romaneapolis” che va in questa direzione. Integrare cioè le comunicazioni, i trasporti, il turismo e dare un nuovo punto di riferimento al paese. Domani e dopodomani a Capri in occasione dell’annuale manifestazione dei giovani imprenditori i leader politici e sindacali si confronteranno con i vertici della Confindustria sul “ Futuro aperto. La governance del coraggio per l’Italia che vorremmo”. Nei due giorni che saranno aperti da Matteo Colanninno jr e chiusi da Luca Cordero di Montezemolo ci saranno tanti faccia a faccia da quello tra Berlusconi e Fassino a quello tra Casini e Rutelli. Botta e risposta anche tra il Ministro Claudio Scajola e il sindacalista Savino Pezzotta, tra Enrico Letta (responsabile economico della Margherita) e il Ministro Giorgio La Malfa. Mancherà Romano Prodi in giro per l’Italia con il suo Tir giallo. Dovrà prepararsi per la manifestazione dell’Unione di domenica mattina a Roma che va perdendo pezzi. Dopo il mancato corteo non ci sarà neanche spazio e tempo per far parlare tutti. Nel 20° convegno degli under 40 della Confindustria, invece, la passerella è ampio e pluralista. Il Mezzogiorno come fulcro dei futuri intrecci economici e culturali del Mediterraneo avrà la parte più ponderante delle analisi.
E Napoli è lì davanti ai Faragliani. Attende soluzioni perché il degrado si tocca con mano e si vede appena si scenda alla stazione ferroviaria Garibaldi, allo scalo aereo di Capodichino o si prende un traghetto o un aliscafo dal molo Beverello. Allora cambiare si può e si deve. La proposta della macro-area tra Roma e Napoli rappresenta un tentativo di percorrere strade diverse da quelle percorse finora dalle amministrazioni di sinistra. Antonio Bassolino dal doppio mandato di sindaco è alla seconda legislatura da Governatore della Campania. Rosa Russo Jervolino si ricandita a “sindaca” nella prossima primavera. E senza fare del catastrofismo occorre partire dalla constazione della realtà, accettando anche analisi amare come quelle di molti intellettuali che si sono pronunciati durante questa estate. Dichiarazioni che hanno suscitato la reazione dei politici campani, senza però trovare argomentazioni valide per controbatterle. Napoli è una città brulicante nella quale si vede, molto più che in altre, la gente per strada. “Una umanità che ispira un’idea di dolcezza e di disperazione” osserva la scrittrice messicana Sandra Cisneras a Napoli per ritirare il premio della narrativa straniera. E il regista tedesco Wim Wenders nella capitale partenoea per la presentazione del suo ultimo film “ Non bussare alla mia porta” si sente sì rapito dal Vesuvio, dal porto, dalla mozzarella ma poi rispondendo agli studenti dell’Università Federico II osserva che “Napoli architettonicamente è proprio messa male”.
Michele Placido aggiunge “ Mi dispiace dirlo ma ho ritrovato Napoli in uno stato di distruzione dal quale è difficile riprendersi”. E Renzo Arbore a luglio era stato ancora più duro. “E’ una città dove ogni giorno è più difficile di quello appena trascorso: un tasso di violenza pauroso, una invivibilità che si riscontra ovunque. Impressiona che a parlare male della città non siano più quelli del nord ma gli stessi residenti”. Pesante anche il nordista Giorgio Bocca”. L’illegalità è ovunque. Si ruba anche nelle amministrazioni di sinistra. Bassolino non è attento ma Napoli vive di camorra e corruzione”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ovviamente la scelta è stata fatta ed è stata la peggiore!<br />
Bassolino è stato lasciato al suo posto e anziché combattere la camorra, si è arrivati al punto di oggi, con i risultati tristi che stiamo vedendo.<br />
Che malinconia pensare a tutti questi stupendi posti, tanto deturpati:</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli#Galleria_fotografica" rel="nofollow">http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli#Galleria_fotografica</a></p>
<p><a href="http://www.napoletanita.it/foto.htm" rel="nofollow">http://www.napoletanita.it/foto.htm</a></p>
<p>tratto da L’OPINIONE 6 ottobre 2005 </p>
<p>——————————————————————————–</p>
<p>Rabbia da parte degli intellettuali per il degrado di Napoli e interesse per Romaneapolis<br />
Bocciate le gestioni Bassolino e Jervolino</p>
<p>di Sergio Menicucci</p>
<p>“Una città struggente e magica ma anche allarmante. Dista solo 2 ore da Roma ma la lontananza sembra molto più lunga”. Ne è covinto lo scrittore Antonio Debenedetti ritirando il Premio Napoli per il suo “E fu settembre”. Come ridurre questa distanza che non è soltanto chilometrica, ma anche culturale, politica, economica? Il direttore de L’opinione Arturo Diaconale e il senatore Salvatore Lauro hanno lanciato, la settimana scorsa, un progetto “Romaneapolis” che va in questa direzione. Integrare cioè le comunicazioni, i trasporti, il turismo e dare un nuovo punto di riferimento al paese. Domani e dopodomani a Capri in occasione dell’annuale manifestazione dei giovani imprenditori i leader politici e sindacali si confronteranno con i vertici della Confindustria sul “ Futuro aperto. La governance del coraggio per l’Italia che vorremmo”. Nei due giorni che saranno aperti da Matteo Colanninno jr e chiusi da Luca Cordero di Montezemolo ci saranno tanti faccia a faccia da quello tra Berlusconi e Fassino a quello tra Casini e Rutelli. Botta e risposta anche tra il Ministro Claudio Scajola e il sindacalista Savino Pezzotta, tra Enrico Letta (responsabile economico della Margherita) e il Ministro Giorgio La Malfa. Mancherà Romano Prodi in giro per l’Italia con il suo Tir giallo. Dovrà prepararsi per la manifestazione dell’Unione di domenica mattina a Roma che va perdendo pezzi. Dopo il mancato corteo non ci sarà neanche spazio e tempo per far parlare tutti. Nel 20° convegno degli under 40 della Confindustria, invece, la passerella è ampio e pluralista. Il Mezzogiorno come fulcro dei futuri intrecci economici e culturali del Mediterraneo avrà la parte più ponderante delle analisi.<br />
E Napoli è lì davanti ai Faragliani. Attende soluzioni perché il degrado si tocca con mano e si vede appena si scenda alla stazione ferroviaria Garibaldi, allo scalo aereo di Capodichino o si prende un traghetto o un aliscafo dal molo Beverello. Allora cambiare si può e si deve. La proposta della macro-area tra Roma e Napoli rappresenta un tentativo di percorrere strade diverse da quelle percorse finora dalle amministrazioni di sinistra. Antonio Bassolino dal doppio mandato di sindaco è alla seconda legislatura da Governatore della Campania. Rosa Russo Jervolino si ricandita a “sindaca” nella prossima primavera. E senza fare del catastrofismo occorre partire dalla constazione della realtà, accettando anche analisi amare come quelle di molti intellettuali che si sono pronunciati durante questa estate. Dichiarazioni che hanno suscitato la reazione dei politici campani, senza però trovare argomentazioni valide per controbatterle. Napoli è una città brulicante nella quale si vede, molto più che in altre, la gente per strada. “Una umanità che ispira un’idea di dolcezza e di disperazione” osserva la scrittrice messicana Sandra Cisneras a Napoli per ritirare il premio della narrativa straniera. E il regista tedesco Wim Wenders nella capitale partenoea per la presentazione del suo ultimo film “ Non bussare alla mia porta” si sente sì rapito dal Vesuvio, dal porto, dalla mozzarella ma poi rispondendo agli studenti dell’Università Federico II osserva che “Napoli architettonicamente è proprio messa male”.<br />
Michele Placido aggiunge “ Mi dispiace dirlo ma ho ritrovato Napoli in uno stato di distruzione dal quale è difficile riprendersi”. E Renzo Arbore a luglio era stato ancora più duro. “E’ una città dove ogni giorno è più difficile di quello appena trascorso: un tasso di violenza pauroso, una invivibilità che si riscontra ovunque. Impressiona che a parlare male della città non siano più quelli del nord ma gli stessi residenti”. Pesante anche il nordista Giorgio Bocca”. L’illegalità è ovunque. Si ruba anche nelle amministrazioni di sinistra. Bassolino non è attento ma Napoli vive di camorra e corruzione”.</p>
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		<title>By: Corvo</title>
		<link>http://www.m4ss.net/2008/01/07/otnapoli-ue-munnezz/#comment-16868</link>
		<dc:creator>Corvo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 14:22:36 +0000</pubDate>
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		<description>Così parlò Bassolino il 10 novembre 2006

Parole gravissime

Per Bassolino non si può combattere la camorra senza paralizzare Napoli

Abbiamo già avuto modo di ricordare che nel passato il Partito comunista italiano - e poi il Pds - sosteneva che le amministrazioni di centrosinistra Dc *Psi erano il terreno di coltura e di cultura delle organizzazioni criminali attive sul territorio. Allora noi contestavamo quello che ci appariva come un “dogma sinistro”: e anche adesso pensiamo che non sia così. Ma se quell’assunto fosse vero, a fronte del caso Campania, dove la situazione dell’ordine pubblico è chiaramente fuori controllo e la condizione di grave emergenza è di fronte a tutti, tranne a coloro che non la vogliono vedere, non resterebbero che le dimissioni di Bassolino e del sindaco Jervolino. 

D’altra parte le organizzazioni criminali hanno un preciso interesse nel cercare di instaurare un rapporto con il potere politico locale e con chi lo rappresenta, altrimenti non si spiegherebbero la pioggia di voti per Leoluca Orlando Cascio a Palermo, Enzo Bianco a Catania, Loiero in Calabria e Bassolino e Jervolino in Campania. Il giudice Falcone ci insegnava che la mafia vota per i più forti, non per i perdenti. Se le organizzazioni criminali sostenevano le giunte del passato con il loro voto, non è che cambiate le giunte quel voto si sia eclissato. Per questa ragione ci pare particolarmente grave sentire il presidente della Regione Campania opporsi all’arresto di cinquemila malavitosi, sostenendo che in questa maniera si paralizzerebbe la Regione. Perché nelle condizioni attuali la paralisi la procura la camorra, non la lotta alla camorra. Facciamo presente che il presidente della Regione Campania non è un politico con i calzoni corti: è una personalità che conosce perfettamente il suo mestiere ed il mestiere della politica. Se aveva riserve sul piano di sicurezza Amato, aveva modo di manifestarle riservatamente al ministro degli Interni o al questore. Se ha scelto di usare il mezzo stampa per esternare posizioni di questo rilievo, ciò significa creare un problema al governo nel momento in cui si accinge ad una dura lotta alla criminalità. Non osiamo pensare cosa sarebbe successo se Antonio Gava avesse mai preso una simile posizione ai suoi tempi. Per questo ci chiediamo se il governo non debba fare una scelta fra la lotta alla camorra ed il sostegno al Presidente della Regione, che sulla base di tali posizioni non può più restare al suo posto.

Roma, 10 novembre 2006

tratto da http://www.pri.it/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Così parlò Bassolino il 10 novembre 2006</p>
<p>Parole gravissime</p>
<p>Per Bassolino non si può combattere la camorra senza paralizzare Napoli</p>
<p>Abbiamo già avuto modo di ricordare che nel passato il Partito comunista italiano - e poi il Pds - sosteneva che le amministrazioni di centrosinistra Dc *Psi erano il terreno di coltura e di cultura delle organizzazioni criminali attive sul territorio. Allora noi contestavamo quello che ci appariva come un “dogma sinistro”: e anche adesso pensiamo che non sia così. Ma se quell’assunto fosse vero, a fronte del caso Campania, dove la situazione dell’ordine pubblico è chiaramente fuori controllo e la condizione di grave emergenza è di fronte a tutti, tranne a coloro che non la vogliono vedere, non resterebbero che le dimissioni di Bassolino e del sindaco Jervolino. </p>
<p>D’altra parte le organizzazioni criminali hanno un preciso interesse nel cercare di instaurare un rapporto con il potere politico locale e con chi lo rappresenta, altrimenti non si spiegherebbero la pioggia di voti per Leoluca Orlando Cascio a Palermo, Enzo Bianco a Catania, Loiero in Calabria e Bassolino e Jervolino in Campania. Il giudice Falcone ci insegnava che la mafia vota per i più forti, non per i perdenti. Se le organizzazioni criminali sostenevano le giunte del passato con il loro voto, non è che cambiate le giunte quel voto si sia eclissato. Per questa ragione ci pare particolarmente grave sentire il presidente della Regione Campania opporsi all’arresto di cinquemila malavitosi, sostenendo che in questa maniera si paralizzerebbe la Regione. Perché nelle condizioni attuali la paralisi la procura la camorra, non la lotta alla camorra. Facciamo presente che il presidente della Regione Campania non è un politico con i calzoni corti: è una personalità che conosce perfettamente il suo mestiere ed il mestiere della politica. Se aveva riserve sul piano di sicurezza Amato, aveva modo di manifestarle riservatamente al ministro degli Interni o al questore. Se ha scelto di usare il mezzo stampa per esternare posizioni di questo rilievo, ciò significa creare un problema al governo nel momento in cui si accinge ad una dura lotta alla criminalità. Non osiamo pensare cosa sarebbe successo se Antonio Gava avesse mai preso una simile posizione ai suoi tempi. Per questo ci chiediamo se il governo non debba fare una scelta fra la lotta alla camorra ed il sostegno al Presidente della Regione, che sulla base di tali posizioni non può più restare al suo posto.</p>
<p>Roma, 10 novembre 2006</p>
<p>tratto da <a href="http://www.pri.it/" rel="nofollow">http://www.pri.it/</a></p>
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