[OT][Napoli] Uè Munnezz!

Napoli antica

Uè Munnezz! (Munnezz: spazzatura in dialetto Napoletano)

Ci si salutava così, tra amici, quando ero piccolo. Era un modo affettuoso per farsi riconoscere. Avevo 10 anni ed era il 1982. A Napoli già si vedeva, ogni tanto, qualche sacchetto fuori dai cassonetti ma la situazione non allarmava nessuno, era Napoli.
Oggi quella stessa parola mi svuota il cuore.

Ora sono qui, lontano dalla mia città, oserei dire con il “culo al caldo”. Ringrazio mio padre e mia madre per questo perchè, in cerca di un futuro migliore per me e per i miei fratelli, scelsero di allontanarsi dalla loro città. Oggi a Reggio Emilia si vive dignitosamente e non certo nel clima da terzo mondo che imbavaglia la mia bella Napoli. Sì, bella, non dimentichiamolo mai.

I giornali cercano senza speranza le responsabilità politiche, chiedono dimissioni, parlano di camorra, illustrano i fatti di cronaca e li commentano. Tra tante inutili parole mi ha colpito profondamente un reportage che ho letto stamattina. Mi ha fatto balzare indietro di 25 anni quando per quelle strade si giocava “a pallone” e, anche se con poco ottimismo, si riusciva a sognare. Sognavo una Napoli migliore ma ero solo un bambino, oggi si fa molta più fatica. Oggi non mi resta che volare con la fantasia nella storia. Nel XIX secolo, ad esempio, quando Napoli collezionava i prestigiosi Primati del Regno delle Due Sicilie.
Che bella Napoli che doveva essere. Pulita e sana. Un luogo magico, ricco di cultura e tecnologie. Innovativa e splendente. Nel 1839 fu la prima città d’Italia (terza in Europa dopo Londra e Parigi) ad avere l’illuminazione cittadina a Gas. Che luce doveva esserci in quelle sere di mare calmo, con la luna al tramonto sul Golfo e Capri sullo sfondo. Immagino la prima nave da crociera in Europa, la “Francesco I”, prendere il largo su questo fantastico scenario.
Il fischio della locomotiva della prima Ferrovia italiana (Napoli-Portici) dava inizio alla giornata e Astronomi, Economi, Medici, Musicisti e Architetti si recavano nei posti di lavoro. Cattedre e Accademie invidiate da tutta Europa.
Nel 1860 venne varata la prima Flotta Mercantile d’Italia (seconda in Europa) e la prima Nave ad elica (Monarca). Napoli “dominava” i mari. Era una città ricca, una città che cavalcava l’onda del progresso. Era la città italiana che registrava la più bassa percentuale di mortalità infantile. Era quello che sognavo da bambino…

Tornare con i piedi per terra oggi fa troppo male. E’ un dolore insopportabile. Preferisco continuare a sognare!

8 pensieri su “[OT][Napoli] Uè Munnezz!

  1. Corvo

    Così parlò Bassolino il 10 novembre 2006

    Parole gravissime

    Per Bassolino non si può combattere la camorra senza paralizzare Napoli

    Abbiamo già avuto modo di ricordare che nel passato il Partito comunista italiano – e poi il Pds – sosteneva che le amministrazioni di centrosinistra Dc *Psi erano il terreno di coltura e di cultura delle organizzazioni criminali attive sul territorio. Allora noi contestavamo quello che ci appariva come un “dogma sinistro”: e anche adesso pensiamo che non sia così. Ma se quell’assunto fosse vero, a fronte del caso Campania, dove la situazione dell’ordine pubblico è chiaramente fuori controllo e la condizione di grave emergenza è di fronte a tutti, tranne a coloro che non la vogliono vedere, non resterebbero che le dimissioni di Bassolino e del sindaco Jervolino.

    D’altra parte le organizzazioni criminali hanno un preciso interesse nel cercare di instaurare un rapporto con il potere politico locale e con chi lo rappresenta, altrimenti non si spiegherebbero la pioggia di voti per Leoluca Orlando Cascio a Palermo, Enzo Bianco a Catania, Loiero in Calabria e Bassolino e Jervolino in Campania. Il giudice Falcone ci insegnava che la mafia vota per i più forti, non per i perdenti. Se le organizzazioni criminali sostenevano le giunte del passato con il loro voto, non è che cambiate le giunte quel voto si sia eclissato. Per questa ragione ci pare particolarmente grave sentire il presidente della Regione Campania opporsi all’arresto di cinquemila malavitosi, sostenendo che in questa maniera si paralizzerebbe la Regione. Perché nelle condizioni attuali la paralisi la procura la camorra, non la lotta alla camorra. Facciamo presente che il presidente della Regione Campania non è un politico con i calzoni corti: è una personalità che conosce perfettamente il suo mestiere ed il mestiere della politica. Se aveva riserve sul piano di sicurezza Amato, aveva modo di manifestarle riservatamente al ministro degli Interni o al questore. Se ha scelto di usare il mezzo stampa per esternare posizioni di questo rilievo, ciò significa creare un problema al governo nel momento in cui si accinge ad una dura lotta alla criminalità. Non osiamo pensare cosa sarebbe successo se Antonio Gava avesse mai preso una simile posizione ai suoi tempi. Per questo ci chiediamo se il governo non debba fare una scelta fra la lotta alla camorra ed il sostegno al Presidente della Regione, che sulla base di tali posizioni non può più restare al suo posto.

    Roma, 10 novembre 2006

    tratto da http://www.pri.it/

  2. Corvo

    Ovviamente la scelta è stata fatta ed è stata la peggiore!
    Bassolino è stato lasciato al suo posto e anziché combattere la camorra, si è arrivati al punto di oggi, con i risultati tristi che stiamo vedendo.
    Che malinconia pensare a tutti questi stupendi posti, tanto deturpati:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli#Galleria_fotografica

    http://www.napoletanita.it/foto.htm

    tratto da L’OPINIONE 6 ottobre 2005

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    Rabbia da parte degli intellettuali per il degrado di Napoli e interesse per Romaneapolis
    Bocciate le gestioni Bassolino e Jervolino

    di Sergio Menicucci

    “Una città struggente e magica ma anche allarmante. Dista solo 2 ore da Roma ma la lontananza sembra molto più lunga”. Ne è covinto lo scrittore Antonio Debenedetti ritirando il Premio Napoli per il suo “E fu settembre”. Come ridurre questa distanza che non è soltanto chilometrica, ma anche culturale, politica, economica? Il direttore de L’opinione Arturo Diaconale e il senatore Salvatore Lauro hanno lanciato, la settimana scorsa, un progetto “Romaneapolis” che va in questa direzione. Integrare cioè le comunicazioni, i trasporti, il turismo e dare un nuovo punto di riferimento al paese. Domani e dopodomani a Capri in occasione dell’annuale manifestazione dei giovani imprenditori i leader politici e sindacali si confronteranno con i vertici della Confindustria sul “ Futuro aperto. La governance del coraggio per l’Italia che vorremmo”. Nei due giorni che saranno aperti da Matteo Colanninno jr e chiusi da Luca Cordero di Montezemolo ci saranno tanti faccia a faccia da quello tra Berlusconi e Fassino a quello tra Casini e Rutelli. Botta e risposta anche tra il Ministro Claudio Scajola e il sindacalista Savino Pezzotta, tra Enrico Letta (responsabile economico della Margherita) e il Ministro Giorgio La Malfa. Mancherà Romano Prodi in giro per l’Italia con il suo Tir giallo. Dovrà prepararsi per la manifestazione dell’Unione di domenica mattina a Roma che va perdendo pezzi. Dopo il mancato corteo non ci sarà neanche spazio e tempo per far parlare tutti. Nel 20° convegno degli under 40 della Confindustria, invece, la passerella è ampio e pluralista. Il Mezzogiorno come fulcro dei futuri intrecci economici e culturali del Mediterraneo avrà la parte più ponderante delle analisi.
    E Napoli è lì davanti ai Faragliani. Attende soluzioni perché il degrado si tocca con mano e si vede appena si scenda alla stazione ferroviaria Garibaldi, allo scalo aereo di Capodichino o si prende un traghetto o un aliscafo dal molo Beverello. Allora cambiare si può e si deve. La proposta della macro-area tra Roma e Napoli rappresenta un tentativo di percorrere strade diverse da quelle percorse finora dalle amministrazioni di sinistra. Antonio Bassolino dal doppio mandato di sindaco è alla seconda legislatura da Governatore della Campania. Rosa Russo Jervolino si ricandita a “sindaca” nella prossima primavera. E senza fare del catastrofismo occorre partire dalla constazione della realtà, accettando anche analisi amare come quelle di molti intellettuali che si sono pronunciati durante questa estate. Dichiarazioni che hanno suscitato la reazione dei politici campani, senza però trovare argomentazioni valide per controbatterle. Napoli è una città brulicante nella quale si vede, molto più che in altre, la gente per strada. “Una umanità che ispira un’idea di dolcezza e di disperazione” osserva la scrittrice messicana Sandra Cisneras a Napoli per ritirare il premio della narrativa straniera. E il regista tedesco Wim Wenders nella capitale partenoea per la presentazione del suo ultimo film “ Non bussare alla mia porta” si sente sì rapito dal Vesuvio, dal porto, dalla mozzarella ma poi rispondendo agli studenti dell’Università Federico II osserva che “Napoli architettonicamente è proprio messa male”.
    Michele Placido aggiunge “ Mi dispiace dirlo ma ho ritrovato Napoli in uno stato di distruzione dal quale è difficile riprendersi”. E Renzo Arbore a luglio era stato ancora più duro. “E’ una città dove ogni giorno è più difficile di quello appena trascorso: un tasso di violenza pauroso, una invivibilità che si riscontra ovunque. Impressiona che a parlare male della città non siano più quelli del nord ma gli stessi residenti”. Pesante anche il nordista Giorgio Bocca”. L’illegalità è ovunque. Si ruba anche nelle amministrazioni di sinistra. Bassolino non è attento ma Napoli vive di camorra e corruzione”.

  3. ZioMimmo

    Il problema di noi napoletani è che ci siamo troppo cullati delle glorie del passato, cullati talmente tanto da esserci addormentati. Al risveglio il meglio che siamo riusciti a fare è stato dichiarare “adda passà ‘a nuttat'” per poi addormentarci di nuovo. Speriamo solo che questa situazione grave possa fare da caffè e far svegliare quante più persone è possibile… la mia peggior paura è che avesse ragione mia nonna quando diceva “chi di speranza vive, disperato muore”.

  4. Corvo

    La pagina su Wikipedia dedicata ai Primati delle Due Sicilie è stata cancellata.
    Un’altro sito in cui sono riportati questi dati è questa:
    http://www.duesicilie.org/OLDSITE/article6.html

    Ne riporto qui un estratto:

    Primati del Regno

    Maggior industria metalmeccanica d’Italia , a Pietrarsa; nella Esposizione Internazionale di Parigi del 1856 premio per il terzo Paese del mondo come sviluppo industriale ( I° in Italia ); prima Repubblica Socialista del mondo con le seterie di S. Leucio.
    Prima istituzione del sistema pensionistico in Italia (con ritenute del 2% sugli stipendi ); scuole di Arti e Mestieri, Monti di Pegno e Frumentari in tutto il Regno
    Primi Assegni Bancari della storia economica ( polizzini sulle Fedi di Credito); rendita dello Stato quotata nella Borsa di Parigi al 120%
    Minor numero di tasse di tutti gli Stati Italiani
    Primo ponte sospeso in ferro, d’Italia ; Primo telegrafo sottomarino dell‘Europa continentale
    Prima Flotta mercantile in Italia (seconda in Europa dopo quella Inglese), prima Compagnia di Navigazione del Mediterraneo, prima nave a vapore del Mediterraneo, prima flotta italiana giunta in America del nord, del sud e nel Pacifico; prima rete di Fari con sistema lenticolare, promulgazione del I° Codice Marittimo Italiano.
    Bonifica dei Regi Lagni e conseguente sistemazione idrologica della Terra di Lavoro.
    Prima ferrovia e prima stazione nell’Europa continentale
    Teatro S. Carlo (1° nel mondo),costruito in soli 270 giorni
    Officina dei Papiri – Museo Archeologico – Orto botanico – Accademie Culturali, Conservatori musicali.
    Osservatorio Astronomico, Osservatorio sismologico Vesuviano ( 1° nel mondo)
    Piú alta percentuale di medici per abitanti in Italia
    Piú basso tasso di mortalità infantile d’Italia
    Prime Agenzie turistiche italiane
    Istituzione di Collegi Militari ( Nunziatella, etc.)

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