TG1 contro Beppe Grillo e il Web 2.0

logo tg1

Questa volta non è solo la rete ad essere in fermento. Solitamente ciò che avviene in rete poco interessa se non le solite storie di bullismo e video su YouTube. Questa volta c’è qualcosa di grosso che bolle in pentola. I media finalmente si stanno accorgendo del popolo della rete. Grazie a Beppe Grillo e al V-Day ora il popolo lo hanno visto anche loro.
In questo putiferio i media lanciano l’assalto alla rete sminuendone l’importanza.

Io credo che la rete, la televisione, la radio non siano degli avversari dei giornali. Credo che comunque quando c’è bisogno di avere un’informazione veloce la rete è sicuramente imbattibile, come la televisione. Quando c’è bisogno di capire, di fermarsi, di andare in profondità nei fenomeni i giornali sono essenziali.
Ezio Mauro, Direttore di “La Repubblica
[Intervista al TG1, Edizione della sera del 18/09/2007]

Mi chiedo: possibile che nessuno sia in grado di vedere le nette differenze tra Internet e i media tradizionali ?
O forse è meglio non vederle ?

Il direttore Ezio Mauro paragona la rete alla televisione per velocità di informazione e preferisce i giornali per approfondire.
Non sono per niente d’accordo.
La televisione, la radio e i giornali erano tre mezzi di informazione, ognuno con pregi e difetti. Un tempo erano differenti tra loro mentre oggi, paragonati alla rete, appaiono identici per un semplice motivo: non vi è interazione. Questa è la vera grande differenza tra rete e media tradizionali.
La rete è scambio di informazioni. E’ un mezzo che permette di far interagire tra loro milioni di persone. Il Blog di Beppe Grillo ne è un esempio. TG e giornali non fanno che parlare d’altro in questi giorni (finalmente!). Nessuno però coglie la sostanza: sul Blog le persone hanno la libertà di esprimere le loro opinioni, le email di oltre 20.000 (ventimila) precari italiani sono state raccolte in un libro che porta la Prefazione di Joseph Stiglitz (Premio Nobel per l’economia nel 2001), le Primarie dei cittadini sono le idee dei cittadini. Potrei portare altri mille esempi come questi.

L’informazione fatta da televisione, radio e giornali è ormai sterile.

Quanto agli approfondimenti ho grossi dubbi. Le informazioni in rete sono ampiamente trattate sotto mille aspetti e punti di vista da blogger, forum, siti di settore, mailing list, newsgroup e chi più ne ha più ne metta. Inoltre, se voglio approfondire, posso sempre interagire, fare domande.
E che non mi si venga a parlare di attendibilità di contenuti, sono ormai 15 anni che non vedo un Telegiornale attendibile!

4 pensieri su “TG1 contro Beppe Grillo e il Web 2.0

  1. HappyCactus

    Proprio perché chiunque può dir la sua, la rete va presa con molta, molta cautela. Ne sono un esempio il proliferare di catene di sant’Antonio basate su leggende metropolitane neanche troppo fantasiose.
    La rete è un buon modo di scambiare opinioni, ma per farsi una opinione dalla rete occorre molto, molto giudizio.
    I media tradizionali li devi scegliere con cura, i TG spesso sono di parte o poco attendibili, ma sempre più della media delle rete.
    Ed il guaio di Beppe Grillo è che non ha capito (o fa a posta a non capire) che la rete può essere solo l’amplificatore di un dissenso, non la fornace di nuove idee. O difficilmente può esserlo.
    Per questo trovo lo sbraitare di Grillo piuttosto fastidioso, perché poco costruttivo.

  2. Happy meal

    Il discorso non e’ se condividere o meno cio’ che dice Grillo. Io lo trovo qualunquista e povero di contenuti. Pero’ha capito delle cose che gli altri non hanno ancora capito. La rete non e’ il futuro. La rete e’ il presente. Con tutti i difetti che conosciamo, certo. In rete si trovano tutte le sciocchezze che esistono al mondo. Ma anche qualche buona idea.

  3. Jazzo Autore articolo

    @ HappyCactus:
    Appellarsi alle catene di Sant’Antonio per dimostrare che la rete non è attendibile è veramente riduttivo. Sono nate quando la rete non esisteva e si sono diffuse grazie ai mezzi di comunicazione di 50 anni fa. Ora è normale che vi siano anche in rete. 20 anni fa aprendo una lettera si partecipava ad una Catena, oggi lo si fa via email. Cambiano i mezzi ma la sostanza resta. La rete però offre ben altro e fermarsi alle Catene vuol dire non conoscerla per nulla.

    Mi piacerebbe a proposito sapere come fai a calcolare l’attendibilità media della rete. Vorrei ricordarti che la popolarità nel web (uno dei tanti mezzi offerti dalla rete) è gestita con sistemi sofisticati che imperano nel mondo dei motori di ricerca. Technorati, giusto per fare un esempio, è un motore di ricerca sui blog (uno dei tanti tipi di siti presenti sul Web) che garantisce l’attendibilità attraverso sistemi di link incrociati e ranking assegnato dagli utenti stessi.
    Google News aggrega informazioni da siti attendibili e spesso trovo la vera informazione pulita, come questo articolo:

    Internet principale fonte di news per gli americani. E in Italia?
    Ma perché fare oggi queste considerazioni sul rapporto fra la Rete e i media tradizionali? Perché proprio in questi giorni di metà agosto l’ Università di Harvard ha presentato un rapporto che segnala come Internet sia diventato la principale fonte d’informazione degli americani. Non una fra le tante, ma la principale. Negli Usa in un anno la circolazione dei quotidiani è calata del 3 per cento e i notiziari televisivi hanno perso un milione di spettatori. La gente si è rivolta ( con una crescita esponenziale, dice lo studio) alla Rete per approvvigionarsi di informazioni in tempo reale. Sono le pagine di news dei motori di ricerca, i blog, gli aggregatori di notizie a fare la parte del leone. Tengono botta (ma a fatica) i siti di grandi quotidiani come il New York Times e il Washington Post con 8 milioni di utenti unici al mese. E’ la rappresentazione di un universo in rapidissimo mutamento. E, come ha scritto Frank Rich domenica 19 agosto sul Nyt, tutto questo sta producendo tutta una serie di effetti politici. Non è un azzardo mettere in relazione l’uscita di scena del grande manipolatore Karl Rove ( il cervello di Bush oggi dimissionario) con l’evoluzione tecnologico/informativa. I dirty tricks ( trucchi sporchi) di Rove non funzionano più al tempo di Wikipedia e Youtube. Adesso valgono altri parametri, la circolazione/verifica delle informazioni è orizzontale, c’è una ventata di aria fresca che sta scuotendo la politica americana.

    [Fonte: Articolo 21]

    E in Italia?

    Quanto al “poco costruttivo” di Beppe Grillo scrivo sotto.

    @ Happy meal:
    Io invece trovo poveri di contenuti i giornali e i TG che in questo periodo non fanno altro che parlare di “qualunquismo”. Nessuno e’ in grado di smontare seriamente cio’ che Grillo scrive. Mentre Grillo col suo blog smonta ogni giorno telegiornali, giornalisti e politici.
    Ieri TG e giornali si sono concentrati (come da qualche giorno a questa parte) a cercare disperatamente di denigrare Grillo per l’intervento su Prodi. Nessuno però ha citato minimamente il vero contenuto del suo articolo!
    Le Primarie dei cittadini sono un documento tutt’altro che poco costruttivo e privo di contenuti, sono proposte e non critiche!
    Le idee, belle e molto interessanti, provengono dai cittadini e da esperti di settore. NON DA GRILLO!
    Grillo le ha solo presentate a Prodi che con gran sorriso le ha accolte! Era appena stato eletto, sorrideva…
    Ieri in un’intera puntata di una trasmissione televisiva da voltastomaco Prodi non ha nemmeno nominato quel documento.
    La fiducia la si perde cosi’. Un video scolpisce nel marmo quanto sopra ed ecco che la gente perde fiducia e cambia idea, come il sottoscritto.
    I politici criticano Grillo perche’ non ha idee. Forse non sanno usare il computer per leggere sul suo blog…

  4. Pingback: TG1 sui numeri terremoto in Abruzzo | Consulente web (m4ss.net)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *