La Rai è Web1.0 e YouTube è Web2.0 : è questa la differenza!
Da lunedì 26 marzo, segnala viale Mazzini, sarà possibile fruire del meglio della produzione televisiva e radiofonica Rai e di tutta l offerta web predisposta da RaiNet muovendosi in un ambiente diverso […]
[Fonte: Ansa Internet News]
E buio fu!
Sì, perchè per molti è buio totale! Il sito non è accessibile (manca addirittura il DOCTYPE!). Tanto, troppo flash e mal utilizzato per i miei gusti. Il sito della Rai, se non erro, dovrebbe essere soggetto alla Legge Stanca in quanto servizio pubblico ma non entro nel dettaglio della normativa perchè non è questa la sede.
Girando per blog in questi giorni scopro anche il nuovo sito Rai.TV. Qui addirittura dopo 3 secondi ho abbandonato velocemente senza nemmeno chiedermi quali erano le novità presentate. Nel 2007 trovare ancora scritte del tipo “Per la visione del video sono necessari: Windows Media Player 9 o sup.” è più che sufficiente per non approfondire.
E chi utilizza Linux ? Chi ha un Mac ? Si salvano in calcio d’angolo gli utenti Firefox grazie ad un plug-in di Adam Lock. Siamo indietro!
La ciliegina sulla torta però arriva quando la Rai diffida YouTube. A quest’ultimo viene chiesto di rimuovere migliaia di video di proprietà di “mamma rai”. Siamo indietro!
Ci sono differenti punti di vista in rete sulla questione e condivido pienamente l’esigenza di una migliore presa di posizione sui diritti d’autore esposta in questo commento di Tommaso Tessarolo ma tutto il resto non sta in piedi.
La Rai è ancora molto lontana da ciò che YouTube può offrire. YouTube è visibile a chiunque, è ben strutturato dal punto di vista tecnico ed è estremamente innovativo sotto tutti i punti di vista. Non è solo un mezzo attraverso il quale “trasmettere” video, questo è un ragionamento che andava bene negli anni ‘90. In pieno stile Web2.0 YouTube permette interazione tra gli utenti, pubblicazione di video e visualizzazione sotto un’unico standard accessibile a chiunque. Posso condividere (share) il video sul mio blog in 5 minuti, poi commentarlo e presentarlo in diverse salse. Posso votarlo sullo stesso YouTube e farlo salire in “classifica”, c’è il rating, ci sono i tag, le statistiche, le categorie, la community. Sì, una community composta da decine di milioni di persone che interagiscono tra loro, che si scambiano idee, che creano. Un nuovo mondo creativo in cui ognuno ha il suo spazio, ognuno può farsi spazio.
Forse è proprio quest’ultimo punto che comincia a dar fastidio a “Rai & compagnia bella” che non sono più in grado di gestire il loro business, che tentano di copiare da chi poi cercano di abbattere.
Il web oggi non permette di dominare un determinato settore, testo, audio o video che sia, ma è estremamente disposto all’integrazione (o la dobbiamo chiamare globalizzazione ?!) di idee e contenuti. Solo prendendo coscenza di ciò si riesce ad andare avanti, altrimenti si sbatte la testa contro il muro…
Il Web2.0 come lo vediamo noi:














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