Software libero: passiamo ai fatti!

Venerdì, 01 Dicembre 2006

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Stamattina, in pieno stile web 2.0 (in strada al freddo ;-)), ho incontrato Daniel Donato di Adunanza Digitale.
Fausto Napolitano ieri sera mi ha inviato un’email (ne approfitto per ringraziarlo ancora) dicendomi che Daniel oggi sarebbe passato da Reggio Emilia e così non ho perso l’occasione e l’ho subito chiamato.
Gli argomenti erano tanti. Io e Daniel, chiacchierando, ci siamo persi il buffet offerto dall’Università per il XXVI Convegno UMI–CIIM. Hanno divorato tutto! Che iene i matematici… ;-)

Ero in sintonia con Adunanza Digitale ancora prima di conoscere Daniel e oggi non posso che confermarlo. Le idee portate avanti da Adunanza rispecchiano il mio pensiero da tempo. Al di là dei mezzi e dei sistemi utilizzati per creare le Adunanze, sui quali Daniel mi ha confermato la piena libertà, ciò che condivido maggiormente è la necessità, al giorno d’oggi, di condividere tutto ciò che noi “informatici del software libero” conosciamo. La condivisione della conoscenza è alla base del software libero. Su questo non ci sono dubbi. E’ arrivata l’ora però di condividere le nostre conoscenze anche con le realtà aziendali.
Le aziende sono pronte a chiedere.
Noi siamo pronti a dare risposte?

In questi ultimi 3 anni, vivendo a stretto contatto con le aziende e le relative problematiche, ho compreso le loro difficoltà nel valutare soluzioni con software libero. Il problema principale, per quanto mi riguarda, sta nell’interlocutore. Nel mercato italiano molte aziende, liberi professionisti o qualsiasi realtà orientata al business, nel valutare soluzioni free, incontra un’ostacolo. La prima domanda che pongono è: “A chi mi rivolgo?”.
Hai voglia a spiegargli quello che noi “informatici del software libero” conosciamo bene: il network, i forum che ti rispondono in 5 secondi, i LUG sempre a disposizione, i gruppi di discussione, le mailing list, ecc. Continuano a chiedere: “Sì ok, ma a chi mi rivolgo?”.
A questa domanda dovremmo arrivare a rispondere semplicemente: “A noi!“.
Un’azienda è abituata a ragionare con altre aziende non con community di software libero.

Rispondendo in questo modo potrebbe sorgere un dubbio: noi, come lo “piazziamo” il software libero? Chi offre cosa?
E’ un problema pratico, la teoria esiste già. La soluzione infatti è più semplice di quanto possiate immaginare. E’ ora di metabolizzare ciò che Stallman sostiene da tempo: distribuire software libero dietro compenso. E’ ora di creare un network di professionisti, specializzati e pronti a qualsiasi tipo di richiesta.

Gli spunti nati oggi parlando con Daniel sono tanti altri e da domani si comincia a metterli in pratica. Adunanza è un modo per sensibilizzare anche le aziende. Come e a chi rivolgersi è il passo successivo ma per adesso una cosa è certa: bisogna creare movimento digitale. Condividere il software libero e diffondere la sua ideologia è alla base di tutto ma ora, in Italia, abbiamo bisogno di passare ai fatti.

 Jazzo@17:43 /   
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7 Commenti
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Di Davide del 01.12.06 - 23:48

Ovvieta’! e cose gia’ fatte!
Io faccio parte di una azienda di software libero.

E’ ovvio che le aziende, se hanno un problema, non si devono rivolgere ad un lug,forum ecc.. le aziende si devono relazionare con altre aziende? certo, e ce ne sono di aziende che offrono servizi sul software libero!

c’e’ bisogno di un network?
guarda che ce n’e’ gia uno! esempio questo
http://www.consorziocirs.it/

Ci sono tante aziende che sviluppano software libero o forniscono servizi basati su software libero! basta sapere cercare!
Ad esempio puoi trovare una mappa qui:
http://www.e-linux.it/map.php

passare ai fatti? hai scoperto l’acqua calda quindi e’ inutile che ci tratti da ragazzini_del_linux_gratis ripetendo le solite ovvieta’ che girano da anni.


Trattarvi da ragazzini?!?
Non ti sembra di esagerare un po’?
Che male c’è a diffondere quello che tu hai già appreso da anni.
Buon per te…


Vorrei ricordare che Adunanza è _anche_ software libero. Non dimentichiamo la filosofia alla base di tutto questo. Scopo di Adunanza è condividere anche la filosofia open source al di fuori degli schermi. Bisogna condividere anche la propria conoscenza sui diritti digitali, sull’arte, sulla musica, per accrescere la consapevolezza dei mezzi nella gente. In questo discorso rientrano anche le Creative Commons, il diritto d’autore, e molto, molto altro, come hanno dimostrato nell’ultima Adunanza i ragazzi del Copyriot di Padova. Diciamo che il floss è uno degli obiettivi, ma non l’unico di Adunanza. Per info e maggiori dettagli, vi invito ad iscrivervi alla mailing list. L’indirizzo su http://adunanzadigitale.org/join


“c’e’ bisogno di un network?
guarda che ce n’e’ gia uno! esempio questo
http://www.consorziocirs.it/

Con rispetto parlando, questo non è un network, e comunque non e’ costituito “dal basso”, come pensato in origine per Adunanza. Di mappe ce ne sono anche troppe, come vedi il panorama del floss in Italia è estremamente frastagliato.


Seguo neural.it da anni come semplice curioso e ultimamente sto guardando con attenzione il movimento AD.
Da parte mia e delle persone che frequento c’è interesse in merito ma serve ancora un po’ di tempo per capire la solidità di questo movimento. FSF e FSFE già esistono, se non ci sono spunti interessanti e solidi non ha un grande senso creare nuovi movimenti con nomi troppo esotici. Ad ogni modo mi/vi auguro che questi spunti nuovi ci siano e diano importanti risultati. Sarebbe un grosso vantaggio per tutti noi che abbiamo fatto del SL la nostra bandiera e che con il SL ci procuriamo il pane.

Una domanda molto precisa: Le attività di A.D. sono specifiche verso il Software Libero oppure Open Source Software? nel secondo caso si parla di OSD compliant o OS in generale?


Di vabhe del 02.12.06 - 17:15

Servono strumenti politici (nel senso della lobby) e di marketing. Lo so, l’ha già detto qualcun’altro.


“Una domanda molto precisa: Le attività di A.D. sono specifiche verso il Software Libero oppure Open Source Software? nel secondo caso si parla di OSD compliant o OS in generale?”

Le attività di AD sono specifiche nell’accrescere la consapevolezza di determinate dinamiche riguardanti la privacy,i diritti digitali e molto altro. In quest’ottica, ogni mezzo che sia OSD o SL è un buon mezzo. Le Adunanze finora si sono concentrate sul FLOSS, ma dipende anche dai casi, in generale è meglio collaborare ed interagire, altrimenti si perdono di vista gli scopi.


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