Mercoledì, 22 Novembre 2006

Ho appena partecipato al webinar (seminario via web) di MySQL su:
MySQL Enterprise – Scoprite i nuovi servizi Network Monitoring and Advisory di MySQL!
Ivan Zoratti, Sales Engineer di MySQL AB, ha presentato i servizi offerti nella versione Enterprise del DB. Soluzioni completamente scalabili e devo ammettere che sono rimasto positivamente sconvolto dai costi. Il livello basic parte da $595 (circa 465 euro) e offre, oltre all’Enterprise server, gli aggiornamenti rapidi mensili, service pack ogni 4 mesi e alcune funzionalità base del Network Monitoring and Advisory Services, del quale è stata mostrata una demo. E’ una piattaforma per il monitoraggio dei database. Possiede un pannello di controllo eccellente e un sistema di advisory in pieno stile Web 2.0 .
La mia attenzione inoltre è stata attirata da una delle prime slide presentate (quella che vedete qui sopra riportata come immagine). E’ molto importante. Alla domanda:
“Nel 2006 avete pianificato il passaggio da database proprietario a Software Libero/Open Source ?”
il 40% dell’Europa ha risposto si, ben il 60% in America latina e il 50% per il continente Asiatico [Fonte: Gartner].
Credo che questi dati siano sintomo di cambiamento. Il Software libero cresce inesorabilmente e oggi fa paura a molti: è un mondo che non appartiene a nessuno e a tutti. La parola libero spaventa perchè non è controllabile. Milioni di persone tecnicamente molto preparate e intraprendenti. Persone unite prima di ogni altra cosa da un’ideologia e poi dalla passione tecnica. Persone che, forse, non si conoscono nemmeno.
Software libero vuol dire anche questo…
Giovedì, 16 Novembre 2006

Lettera aperta al Senatore di diritto e a vita Francesco Cossiga.
Egregio Senatore,
leggo che è stato nominato Presidente onorario dell’Associazione parlamentari Amici delle Nuove tecnologie. Spero che lei, da sempre attento all’innovazione tecnologica, possa prestare attenzione a chi, come me, dedica ogni giorno della sua vita alla rete e alle sue evoluzioni. Sono un Consulente Web, un libero professionista. Vivo a Reggio Emilia.
Molti sostengono che le “nostre” menti migliori siano andate all’estero, non è vero. Alcune sì, molte altre invece sono qui a lavorare con i bastoni tra le ruote e le ruote bucate. Nonostante ciò vanno avanti e lottano per un’Italia migliore.
Io sono tra questi.
Oggi non possiamo esprimere la nostra creatività tecnica e questo va a scapito dell’innovazione. Non credo che in Italia non ci siano persone capaci di “inventare” siti come YouTube, ci sono eccome. Siamo i più creativi da secoli e lo continueremo ad essere ancora per molto. Oggi come oggi però non riusciamo ad esprimerci. Creare un YouTube in Italia è un’impresa epica, le tecnologie costano tanto e chi ha una buona idea spesso non se le può permettere. Così i tanti creativi sono lì fermi, con le proprie idee nel cassetto, ben nascoste.
Immagino che i problemi legati all’avanzamento tecnologico del paese non siano di facile soluzione ma esistono “misteri” che vanno oltre le tecnologie e gli eventuali investimenti da affrontare.
In tutta Europa esiste un nuovo sistema di pagamento altamente innovativo: i micropagamenti tramite SMS. Esistono diverse aziende che offrono questo servizio ma nessuna di queste riesce ad offrirlo in Italia. Coprono addirittura alcuni stati dell’Africa ma non l’Italia, eppure le tecnologie qui da noi ci sono già. In Italia però il servizio è totalmente controllato dai “big” della telefonia i quali stanno spolpando gli italiani con i vari 48***, servizi a pagamento per loghi, suonerie, giochi, ecc.
Le tecnologie ci sono ma in mano loro non portano innovazione!
In Finlandia è possibile acquistare prodotti dai distributori automatici, biglietti del cinema, dell’autobus, dei concerti; pagamenti di ogni tipo. Nel resto d’Europa vengono offerti migliaia di servizi.
In Italia i costi da sostenere sono inavvicinabili. Chi se lo poteva permettere economicamente qualcosa di interessante ha provato a farlo: il pagamento dei parcheggi. E’ in mano ad un’azienda che con tutta calma sta piazzando il sistema nelle diverse città italiane.
Io di idee ne ho mille!
Come faccio però ?
In Inghilterra basta aprire un account, al modico costo di 40-50£/mese, con una delle tante aziende. Poi fai ciò che vuoi: ti configuri il sistema come meglio credi e incassi direttamente, senza costi aggiuntivi e senza limiti minimi sul volume delle transazioni.
Ribadisco, io di idee ne ho mille ma come faccio ?
Sono due anni che mi interesso della cosa e sono abbastanza preparato, se volesse approfondire il discorso non esiti a contattarmi.
Distinti saluti.
Davide Gullo
Reggio Emilia, 16/11/2006
Lunedì, 13 Novembre 2006

In questi giorni approda anche in Italia il Business Center di Google Maps. Un sistema che permette di registrare la propria attività commerciale/azienda sulle mappe di Google.
Inserire la propria sede aziendale, il proprio negozio, il proprio albergo, ecc. sulle mappe di Google è importante per farsi trovare attraverso il “nuovo” sistema di ricerca del motore più importante del mondo. L’utilizzo delle mappe da parte degli utenti della rete cresce di giorno in giorno, i numeri sono impressionanti. Oggi per molti è diventato lo stradario per eccellenza e al tempo stesso uno strumento per il controllo del traffico stradale (per ora solo negli Stati Uniti). E’ possibile ricercare Negozi, Alberghi e Ristoranti in zona, il tutto fruibile anche dal telefonino. Insomma, bisogna esserci!
Per inserire un’attività commerciale è necessario possedere un account Google (crea nuovo account ora). La registrazione è gratuita. Una volta effettuata si avrà accesso al Business Center di Google Maps che, attraverso pochi semplici passaggi, permetterà di registrare la propria location sulle mappe. L’attività sarà visibile solo dopo aver inserito un codice che Google prontamente vi invierà per posta ordinaria non appena saranno concluse le operazioni di iscrizione. Per cercarvi sulle mappe quindi dovrete aspettare qualche giorno.
Venerdì, 10 Novembre 2006
“Rifarsi il look per offrire un aspetto più gradevole e fare emergere ciò che il cittadino chiede di più, essere più “vicini alla gente”. Il nostro sito internet cambia abito per voi: contenuti più chiari, più completi e più facilmente raggiungibili. Servizi nuovi, utili e disponibili a tutti. E accessibili ai navigatori diversamente abili. Il tutto con una grafica essenziale ma che sarà la vostra bussola per condurvi ovunque vogliate.”
[Fonte e foto: Polizia di Stato]
Complimenti, davvero un bel sito!
La Polizia di Stato si rinnova e finalmente abbiamo un esempio per tutta la Pubblica Amministrazione. Il sito, in pieno stile Web 2.0, è stato completamente riscritto in XHTML 1.0 e CSS. Presenta un layout totalmente table-less (senza uso di tabelle per impaginare i contenuti) e il codice risulta valido a tutti gli effetti secondo gli standard del W3C.
XHTML validato dal W3C
CSS validato dal W3C
Un sito a regola d’arte che mette al primo posto alcuni aspetti che oggi non possono essere trascurati: Accessibilità e Usabilità. Concetti ancora estranei, purtroppo, alla maggior parte delle PA.
La Home (in Primo piano) presenta inoltre i nuovi servizi tra cui segnaliamo l’ottima interazione con il servizio Maps di Google per la Localizzazione degli Uffici e delle Questure, diversi formati di importazione per i navigatori satellitari e una sezione completamente dedicata ai bambini. Quest’ultima, sviluppata in Flash, simula diverse situazioni di pericolo lasciando l’opportunità al bambino di decidere cosa fare ed eventualmente correggerlo in caso di errore.
I contenuti vengono diffusi anche attraverso il formato RSS, ma in tutto questo la ciliegina sulla torta è (udite..udite..) l’utilizzo della licenza Creative Commons (by-nc-nd).
“Date a Cersare quel che è di Cesare“, non mi resta che fargli ancora i miei Complimenti!
E speriamo che sia il primo passo di un lungo cammino…
Martedì, 07 Novembre 2006
Ci sono server che vorresti non morissero mai, se fosse per loro andrebbero avanti in eterno. Ci sono macchine che raggiungono una stabilità disarmante. Sono lì, silenziose. Da anni svolgono quotidianamente il loro lavoro anche se a volte ti sei dimenticato della loro esistenza. A volte ti salvano il c..o: quando non sai dove prendere e quando tutto sembra andato perso ricordi di avere quel server che faceva anche i backup. Vai a vedere e lo trovi!! L’ultimo backup, l’ultima copia, l’ultima speranza. In quei momenti lo riscopri vivo, lo ritrovi in gran forma. Un pò di attività di sistema e poi via, pronti per dimenticarlo di nuovo.
Gli anni passano e le ventole cominciano a fare rumore, non è più il server silenzioso di una volta. Nei momenti difficili quella ventola dà anche fastidio e così si presta anche agli sfoghi di rabbia. E’ un server vecchio, di backup, nessun rimorso anche se gli fiocchi un cazzotto sul case. Così via uno, due e tre, poi la ventola si stabilizza, non lo senti più e torni al tuo lavoro.
Certi giorni la rete non va, cerchi il problema ovunque ma sul PC sembra tutto ok. E’ un problema di DNS e così ricordi che quel server fa anche da DNS. Lo avevi dimenticato eh? Se non ricordi filtra anche tutta la posta in entrata liberandola da virus e spam grazie a p3scan, f-prot e SpamAssassin.
E’ un vecchio AMD 500 Mhz con 128 Mb di Ram e un vecchio disco IDE da 20 Gb. Monta Linux, una Red Hat 9 dove solo il kernel è, forse, aggiornato. Conta sulle proprie spalle almeno 4 anni di duro lavoro, ininterrotti!
Come ogni macchina però anche questa ha fatto il suo tempo e con un Pentium 4 a disposizione la voglia di sostituirla è tanta.
Ogni volta che ci provo però mi perdo nei meandri di quei “miseri” 20 Gb e non concludo mai il lavoro.
Metto mano al buon vecchio Anakin, questo il suo nome, e mi accorgo che le cose da reinstallare sono tante. Faceva anche da Repository (CVS) del software sviluppato in questi anni. I crontab non si contano più, le operazioni di routine che svolgeva sono una marea. Oltre a generare automaticamente i backup dei software sviluppati ne controllava l’integrità e poi li spostava su altri server via FTP. Due volte al giorno si faceva il giro di tutti gli applicativi online per prelevare le copie di backup e conservarle sul proprio disco. Il duro mestiere svolto egregiamente in questi anni prende forma e sostituirlo con un nuovo server spaventa, e non poco!
Per questo motivo ho deciso di aprire un nuovo diario online su cui mi appunto tutte le modifiche che farò, strada facendo.
Hai sempre paura di dimenticare qualcosa. Forse oggi è ancora presto per “staccargli la spina”, anche se Luke (il nome del nuovo server) è già operativo. Meglio aspettare ancora un pò…