Server duri a morire!
Ci sono server che vorresti non morissero mai, se fosse per loro andrebbero avanti in eterno. Ci sono macchine che raggiungono una stabilità disarmante. Sono lì, silenziose. Da anni svolgono quotidianamente il loro lavoro anche se a volte ti sei dimenticato della loro esistenza. A volte ti salvano il c..o: quando non sai dove prendere e quando tutto sembra andato perso ricordi di avere quel server che faceva anche i backup. Vai a vedere e lo trovi!! L’ultimo backup, l’ultima copia, l’ultima speranza. In quei momenti lo riscopri vivo, lo ritrovi in gran forma. Un pò di attività di sistema e poi via, pronti per dimenticarlo di nuovo.
Gli anni passano e le ventole cominciano a fare rumore, non è più il server silenzioso di una volta. Nei momenti difficili quella ventola dà anche fastidio e così si presta anche agli sfoghi di rabbia. E’ un server vecchio, di backup, nessun rimorso anche se gli fiocchi un cazzotto sul case. Così via uno, due e tre, poi la ventola si stabilizza, non lo senti più e torni al tuo lavoro.
Certi giorni la rete non va, cerchi il problema ovunque ma sul PC sembra tutto ok. E’ un problema di DNS e così ricordi che quel server fa anche da DNS. Lo avevi dimenticato eh? Se non ricordi filtra anche tutta la posta in entrata liberandola da virus e spam grazie a p3scan, f-prot e SpamAssassin.
E’ un vecchio AMD 500 Mhz con 128 Mb di Ram e un vecchio disco IDE da 20 Gb. Monta Linux, una Red Hat 9 dove solo il kernel è, forse, aggiornato. Conta sulle proprie spalle almeno 4 anni di duro lavoro, ininterrotti!
Come ogni macchina però anche questa ha fatto il suo tempo e con un Pentium 4 a disposizione la voglia di sostituirla è tanta.
Ogni volta che ci provo però mi perdo nei meandri di quei “miseri” 20 Gb e non concludo mai il lavoro.
Metto mano al buon vecchio Anakin, questo il suo nome, e mi accorgo che le cose da reinstallare sono tante. Faceva anche da Repository (CVS) del software sviluppato in questi anni. I crontab non si contano più, le operazioni di routine che svolgeva sono una marea. Oltre a generare automaticamente i backup dei software sviluppati ne controllava l’integrità e poi li spostava su altri server via FTP. Due volte al giorno si faceva il giro di tutti gli applicativi online per prelevare le copie di backup e conservarle sul proprio disco. Il duro mestiere svolto egregiamente in questi anni prende forma e sostituirlo con un nuovo server spaventa, e non poco!
Per questo motivo ho deciso di aprire un nuovo diario online su cui mi appunto tutte le modifiche che farò, strada facendo.
Hai sempre paura di dimenticare qualcosa. Forse oggi è ancora presto per “staccargli la spina”, anche se Luke (il nome del nuovo server) è già operativo. Meglio aspettare ancora un pò…














![[FSF Associate Member]](http://www.m4ss.net/wp-content/themes/jazzo/images/FSF_member.png)