Martedì, 28 Novembre 2006

E’ quasi ironica la sorte che tocca al Ministro dell’Educazione Giuseppe Fioroni.
Quel post si apre con “Canale 5 usa due pesi e due misure con Berlusconi?”, proprio la stessa espressione utilizzata qualche giorno fa: “…non possono esserci due pesi e due misure, uno per carta stampata e tv e uno per la rete Internet.

Stavolta però è il Ministro ad essere vittima delle sue stesse parole. Quel post presenta quasi 3000 commenti spam di siti porno e chissà che altro.
Attenzione Ministro: alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni (denuncia a Google), lei in questo momento è passibile di denuncia.

In realtà di ironico c’è ben poco perchè tutto ciò non fa che confermare quanto poco conoscano la rete proprio coloro che dicono di volerla regolamentare. “Per predicare bene, prima bisogna informarsi, conoscere, capire e analizzare e, infine attuare quanto appreso.” scrive il buon Luca Conti su Pandemia.
Stamattina ho letto in un blog che “Gutenberg fu inseguito dalla corporazione degli scrivani parigini che volevano farlo bruciare per eresia. Pretesto: stampava la Bibbia”.
Ministro, si ricordi che la storia insegna.

[Via Pandemia]

Aggiornamento ore 17.40

Il sito è in aggiornamento.
;-)
La copia cache di Google è qui.
Altra denuncia a Google ?
Spero tragga da questa vicenda qualche spunto su cui riflettere…

Aggiornamento del 29/11/2006

Era inevitabile, è arrivata la disinformazione!!
Su alcuni blog (1 e 2) appaiono frasi del tipo: “contestatori-spammers che hanno manifestato il loro dissenso in maniera a dire il vero decisamente incivile.”
Questa è disinformazione!!
Non è avvenuta nessuna contestazione incivile. Gli spammer sono programmi che infestano la rete automaticamente (descrizione terra-terra) se non vengono prese contromisure. Nessuno è stato incivile, anzi, i blogger con maniacale educazione hanno solo portato in primo piano il problema. Siamo alle solite: se non ci fossero stati loro quei link sarebbero ancora là.
Italia, cresciamo per piacere….

 Jazzo@15:03 / 4 Commenti   
Categoria: Webpolemiche
Lunedì, 27 Novembre 2006

Logo di Google

Ancora una volta, dopo il “fallimento/Berlusconi“, stiamo apparendo come i soliti incompetenti a livello internazionale (John Battelle e Reuters). Siamo completamente impreparati in materia di internet e il modo di reagire, dalla classe politica, ai giornalisti, fino ai magistrati, ne è la conferma. Sto parlando della vicenda che vede Google Italia indagata per diffamazione aggravata.
La questione a monte è sicuramente molto complessa ma vediamo di fare luce su alcuni aspetti insindacabili:

0)
Il problema è il maltrattamento del ragazzo down. I colpevoli vanno puniti a norma di legge.
Sono completamente in sintonia con l’intervento di Marco Montemagno (Sky TG24) e le parole di Layla Pavone: “anziche’ analizzare il problema nella sua evidenza dal punto di vista sociologico e psicologico - ovvero perche’ quattro adolescenti decidono di picchiare un loro compagno piu’ debole e indifeso riprendendo la scena con cellulare e poi renderla pubblica? - ci si sta focalizzando su un altro versante che e’ di tutt’altra natura.”
Aggiungo: perchè quel video era tra i più visti ?

1)
La rete deve essere regolamentata, questo è fuori di dubbio.
Come è fuori di dubbio che non spetta a noi italiani dettarne le regole. La questione deve essere discussa a livello internazionale e si deve tener ben presente un fattore estremamente importante: la rete internet è un nuovo mezzo. In parole povere: il tentativo di applicare ad internet la regolamentazione di un mezzo di informazione del secolo scorso, quale è la carta stampata, si rivelerebbe un disastro. I nuovi accaduti inediti di questi giorni devono essere regolamentati da persone ben coscienti della realtà tecnologica che ci circonda e delle nuove problematiche ad essa collegate che di volta in volta emergono. Le parole del Ministro dell’Educazione Giuseppe Fioroni a riguardo sono a dir poco fuori luogo, oltre che sconcertanti.

2)
In Italia dobbiamo aggiornarci, cambiare passo.
L’intero sistema italiano reagisce agli eventi della rete con procedure obsolete che non portano a nulla, anzi, sprechiamo energie inutilmente. La notizia della perquisizione di Google Italia da parte della Guardia di Finanza è tutto dire. Dispieghiamo forze senza avere la benchè minima idea di come funzionino le tecnologie. Ignoriamo che un video dal momento in cui entra in rete può essere diffuso in pochi istanti attraverso tanti mezzi, non solo il web. Esistono diversi sistemi P2P, ognuno con il proprio network. Esistono ben oltre 100 siti come Google Video, YouTube, ecc. per la pubblicazione di video/filmati. Ignoriamo che ogni giorno su YouTube vengono visti 1 milione di video e migliaia sono i nuovi pubblicati quotidianamente. In questo contesto c’è chi parla di controlli. E’ impossibile, scordatevelo.
Le notizie sui media partono già dalla fonte con errori grossolani che denotano poca, se non nulla, competenza in materia. L’Ansa infatti, e parlo dell’Ansa, diffonde notizie sostenendo concetti errati. In occasione della denuncia a Google Italia scrive: “I video, pubblicati da Google, mostravano un ragazzo….”, Google NON pubblica video! Scrive: “….in qualita’ di rappresentati di Google Italia e che avrebbero infranto la norma sul controllo dei contenuti pubblicati, a quale norma/controllo si riferisce?!? Se esperti del settore giuridico (Carlo Felice Dalla Pasqua e Daniele Minotti) se lo stanno ancora chiedendo non vedo come l’ANSA possa diffondere certezze.
Ditemi voi se non è ora di aggiornarsi, di cambiare passo…

3)
Bisogna utilizzare Google invece di denunciarlo.
Google non è solo un motore di ricerca. E’ un’azienda orientata al business, una delle più importanti del mondo. Un’azienda che appoggia il suo business sulla rete internet e che da tempo influisce pesantemente sugli sviluppi della rete stessa. Google, fino a quando non esisterà un regolamento internazionale della rete, per questi tipi di “reati” non potrà essere indagata.
In “alternativa”, nel frattempo, si potrebbe pensare in maniera diversa: sensibilizzare gli utenti a denunciare, attraverso i nuovi e potenti mezzi messi a lodo disposizione, qualsiasi atto illegale. A tale proposito è molto interessante l’articolo “Telefonino vera arma anti-bulli” di Giovanna Zincone su LaStampa.it. Il telefonino e i video su Google devono diventare lo strumento per poter denunciare chi commette tali violenze: “Ai ragazzi occorre insegnare non solo a difendersi, ma anche a difendere le vittime e a disprezzare i sopraffattori.”
Paradossalmente infatti il mondo sarebbe rimasto all’oscuro di ciò che sta emergendo in questi giorni se Google non fosse esistito. C’è chi potrebbe quindi pensare di ringraziare il motore di Mountain View per aver permesso di scoprire un nuovo caso di violenza.

Le mie paure legate a questa vicenda sono tante. Non oso immaginare cosa accadrebbe se Google decidesse di “alzare i tacchi”, non voglio nemmeno pensarci, mi sembra fantascienza…

 Jazzo@16:59 / 5 Commenti   
Categoria: Google | Webpolemiche
Venerdì, 24 Novembre 2006

Sky TG24

Domani 25 Novembre 2006 il Ministro delle Telecomunicazioni Paolo Gentiloni sarà ospite a SkyTg24 “Reporter Diffuso”. Il conduttore, Marco Montemagno, ha invitato a proporre delle domande sul blog.

Ho proposto alcuni spunti sulla questione dei micropagamenti tramite SMS, ampiamente discussi nell’apposita sezione di questo blog. Spero le mie domande vengano prese in considerazione perchè potrebbe essere una buona opportunità per mettere a conoscenza il Ministro del mistero che si nasconde dietro a tale situazione.
A proposito, chissà se il Senatore Francesco Cossiga ha letto la mia lettera aperta.

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Venerdì, 24 Novembre 2006

Aboliamo i costi di ricarica!

Ogni iniziativa che cresce di interesse, prima o poi, arriva a fare i conti col popolo. E così anche la questione dell’Abolizione dei costi di ricarica, portata avanti da Andrea d’Ambra, ha trovato chi rema contro. Sembra incredibile ma è vero. Un ragazzo come D’Ambra, che da solo porta in luce un’anomalia invisibile agli occhi degli italiani, ha trovato chi rema contro. Allucinante.
Leggendo Attivissimo (leggo spesso i suoi interventi) sono approdato su un blog dove qualcuno ha avuto il coraggio di “contestare” a D’Ambra addirittura l’utilizzo di banner pubblicitari nel suo sito aboliamoli.eu.

Io credo che non ci sia niente di male a guadagnare qualche soldo da un pò di pubblicità. Del resto l’iniziativa è sua, creata da lui personalmente e curata nei minimi dettagli. Non vedo cosa ci sia di male a recuperare parte del tempo e soldi spesi con qualsiasi mezzo a disposizione.

Andrea D’Ambra è un esempio!
Leggo di persone puntigliose che scrivono come doveva comportarsi, cosa avrebbe dovuto fare. Migliaia di analisi sui comportamenti. Con i tempi pachidermici della nostra (italiana) evoluzione tecnologica l’ultima cosa da fare è perdersi in pensieri poco costruttivi. D’Ambra qualcosa lo ha fatto: smuovere le acque ristagnanti della nostra burocrazia!
Andrea, forza e coraggio!

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Categoria: Forza e coraggio
Giovedì, 23 Novembre 2006

Gnu - Francia

La Camera francese, l’Assemblée Nationale, ha scelto.
Ha scelto di utilizzare Software libero per le postazioni dei deputati.
Una scelta intelligente. Bravi.

A partire dal 2007 saranno adottati:

  • système d’exploitation Linux
  • suite bureautique Open Office
  • navigateur Internet Firefox et client de messagerie libre

Bravi!

E noi ?

Chi stiamo aspettando ?

Camera francese - Assemblée nationale

[Fonte: Assemblée nationale]

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Categoria: Forza e coraggio
"E il mare il web concederà ad ogni uomo nuove speranze, come il sonno i sogni..." Cristoforo Colombo
Pinguino imperatore
Definito Aptenodytes forsteri
da G. R. Gray nel 1844, mari antartici.

Tux è la mascotte ufficiale del kernel Linux. Creato da Larry Ewing nel 1996, è un pinguino paffuto dall'aria contenta. L'idea che la mascotte di Linux dovesse essere un pinguino venne da Linus Torvalds, il creatore del kernel Linux.

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