La pigrizia alimenta lo spamming

Martedì, 09 Maggio 2006

Oggi sono milioni le e-mail inutili che circolano incrementando quotidianamente il traffico della rete. Ne esistono di diverse tipologie: le “Bufale” (Hoax) che mirano alla diffusione di notizie false (scoperte e smascherate dal bravo Attivissimo con il suo servizio Antibufala), le “Catene di S.Antonio” che col tempo si sono evolute e ancora oggi riescono a far breccia, le e-mail di m4ssa di richieste di aiuto dai contenuti falsi e ingannevoli, e chi più ne ha più ne metta.

Sono diversi i modi di reagire degli utenti di fronte a queste e-mail, la maggior parte comunque tende a lavarsene le mani come Pilato e ad inoltrare. Sembra un ciclo inarrestabile: ricevo un’e-mail che avvisa di un futuro virus in arrivo e, dopo averla letta (quando va bene!!), rapidamente la giro a tutti gli amici, non si sa mai! Questo pigro ragionamento alimenta lo spamming in maniera esponenziale, eppure basterebbe poco per fermarlo, a volte anche solo 10 secondi, ma si fa prima a cliccare su Inoltra.
Le e-mail bufala sono difficili da arrestare, alcune sono in circolo da anni, diversi anni.

Oggi, infatti, mi è arrivata ancora una volta la Bufalavirus di retailia@hotmail.it (esiste anche la variante tailia@hotmail.it) che avvisa di ” non aggiungere questo indirizzo ai propri contatti altrimenti il tuo PC salta in aria e inizia la fine del mondo”.
Per chi potesse avere qualche dubbio sulla capacità di un indirizzo e-mail in grado di fondere gli hard disk esistono soluzioni capaci di rassicurare rapidamente ogni utente. Infatti basterebbe cercare “tailia@hotmail.com” su Google e leggere un pò tra i risultati. In breve tempo si scoprirebbe che ancora una volta siamo di fronte ad una Bufala. Quest’operazione richiede poco tempo e non la ritengo opera di esperti professionisti del settore IT poichè è di facile intuizione. Ecco perchè preferisco parlare di pigrizia degli utenti.

Per eventuali Bufale future consiglio di copiare una riga significativa del contenuto dell’e-mail e incollarla nel campo di ricerca di Google, racchiudendo l’intero testo tra virgolette (doppio apice ” ). Cliccate qui per visualizzare un esempio.
Selezionate accuratamente il testo da cercare: sono preferibili nomi di persone o di luoghi, indirizzi e-mail, eventi particolari, ecc.
Se si tratta di email Bufala nel 90% dei casi ottenete un chiaro riscontro. In caso contrario io continuerei ad essere prevenuto e cercherei informazioni su diverse fonti.

 Jazzo@17:33 /   
Categoria: Webpolemiche
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2 Commenti
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Di syntaxerrormmm del 23.11.06 - 18:55

Non per far pubblicità ad altri, ma anche questa è un’ottima risorsa per cercare se è una bufala o meno.

Ciao.


Ma è lo stesso link che c’è nel post.
Forse ti è sfuggito…


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