Berlusconi, fallimento e Google

Lunedì, 10 Aprile 2006

Da giorni circolano email (erano apparse già l’anno scorso!) sul “giochetto” di Google: scrivendo la parola “miserabile” o “fallimento” e cliccando su “Mi sento fortunato” appare il curriculum vitae di Silvio Berlusconi.
In molti mi hanno chiesto in privato come potesse accadere tutto cio’, chi erano questi uomini così potenti da piegare il gigante di Mountain View, gli autori di questa grande opera di pirateria informatica, ecc.
Tutto ciò è comprensibile ma diventa ridicolo quando leggo sui giornali assurde notizie, del tipo:

“Il commissario dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Enzo Savarese, dopo molte segnalazioni pervenute, ha chiesto di verificare modalità, responsabili e mandanti dell’azione di pirateria informatica.”

Non si tratta di nessuna azione di pirateria, Google svolge egregiamente il suo mestiere. Il sistema utilizzato si chiama Googlebombing e NON è pirateria informatica!!
Vediamo come funziona:
Google, tra i vari sistemi di analisi ed indicizzazione dei contenuti, associa un’importanza relativamente alta ai link di provenienza. In parole povere: se creo una pagina web dove parlo di noccioline, in questa inserisco la parola solidarietà e la faccio puntare (link) al sito di Emergency sto “dicendo” a Google che il sito in questione parla di solidarietà. Se in mille fanno lo stesso, quando cerco la parola “solidarietà” su Google, il motore di ricerca mi presenta al primo posto il sito di Emergency (cliccando su “Mi sento fortunato” mi porta direttamente sul primo sito tra quelli ricercati).

Il termine Googlebombing è addirittura presente, e ben esposto, sul sito di Wikipedia nel quale si legge che è stato utilizzato anche per scopi umanitari:
Il 6 dicembre 2005 (ovvero in prossimità del Natale) è stata lanciata la proposta di una nuova «bomba Google», questa volta per scopi sociali. Si è voluto collegare la parola regali al sito web dell’UNICEF [3].

Google è un’azienda seria, il suo sistema di indicizzazione è frutto di studio di migliaia di Ing. in tutto il mondo ed è una delle più grandi risorse della rete. L’algoritmo di ranking, che calcola l’ordine di presentazione dei risultati di ricerca, è stato il motivo principale del grande successo dell’attuale motore di ricerca più utilizzato al mondo.

Ma torniamo a noi e al vero “fallimento”.
Ciò che sconvolge di più è la totale ignoranza della nostra classe politica in materia di Internet.
Per una decina di ragazzi che hanno deciso di fare il giochetto del Googlebombing, sul presidente del Consiglio, si sta movimentando addirittura la Polizia postale che ha ben altri pensieri, molto più seri. I politici e gli organi di informazione che hanno a disposizione risorse economiche e consulenti professionisti pagati fior di quattrini NON sono in grado di trovare una risposta tecnica ad un giochetto da ragazzi!
Stamattina il grande stupore che mi ha spinto a scrivere.
Le ricerche di Google sono state modificate, con le parole “fallimento” e “miserabile” il risultato non è più lo stesso. In così poco tempo non può che esser subentrato Google. Il curriculum del presidente del Consiglio non è più al primo posto!
Immagino le risate che si stiano facendo a Mountain View: dover modificare un risultato di ricerca specifico per colpa di quattro “coglioni” in Italia…

 Jazzo@15:10 /   
Categoria: Webpolemiche
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[…] Ancora una volta, dopo il “fallimento/Berlusconi“, stiamo apparendo come i “soliti incompetenti” a livello internazionale (John Battelle e Reuters). Siamo completamente impreparati in materia di internet e il modo di reagire, dalla classe politica, ai giornalisti, fino ai magistrati, ne è la conferma. Sto parlando della vicenda che vede Google Italia indagata per diffamazione aggravata. La questione a monte è sicuramente molto complessa ma vediamo di fare luce su alcuni aspetti insindacabili: […]


[…] Ancora una volta, dopo il “fallimento/Berlusconi“, stiamo apparendo come i soliti incompetenti a livello internazionale (John Battelle e Reuters). Siamo completamente impreparati in materia di internet e il modo di reagire, dalla classe politica, ai giornalisti, fino ai magistrati, ne è la conferma. Sto parlando della vicenda che vede Google Italia indagata per diffamazione aggravata. La questione a monte è sicuramente molto complessa ma vediamo di fare luce su alcuni aspetti insindacabili: […]


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