La petizione della bambina Sudafricana è falsa!!

L’e-mail che circola recita:
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Ciao,
il week-end passato una bimba di 3 anni (a Athlone, Sud Africa) e’ stata picchiata
[……]
N.B. Se sei la firma numero 120, allora per piacere manda la lista a
childprotectpca@saps.org.za
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Ho scritto personalmente all’indirizzo a cui inviare le 120 firme e mi torna indietro con indirizzo inesistente.
Ovvio, l’avranno chiuso. Ecco la risposta del server:
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Your message To: childprotectpca@saps.org.za
Sent: Mon, 27 Mar 2006 11:21:15 +0200
did not reach the following recipient(s):
childprotectpca@saps.org.za on Mon, 27 Mar 2006 11:19:05 +0200
The recipient name is not recognized
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E’ inpensabile infatti poter gestire una petizione in questo modo: via e-mail. Cosa vuol dire essere il 120° di una lista? Ad esempio, quante email raggiungono il numero 120? Migliaia! Senza considerare poi l’aspetto legale: non credo basti così poco per poter portare avanti una petizione di questa portata.

Ma che scopo possono avere queste e-mail oltre alla diffusione di notizie false ?
Certo, si tratta di una forma particolare di spamming. Questi diversi sistemi di mailing di m4ssa celano spesso obiettivi ben precisi e diversi tra loro ai quali non sempre si riesce facilmente a dare una risposta. Come sempre però una buona analisi sugli effetti provocati può portare ad una probabile soluzione. Vediamo.
Il server di posta di saps esiste:

saps.org.za
South African Police Services
Private Bag X 94, PRETORIA, 0001

Ora, mettiamo il caso che io scriva un’e-mail del genere, compilo random i primi 115 nomi e la giro alla mia rubrica di 30/40 indirizzi. Ognuno di loro la inoltra a 20 indirizzi (considerate che ci sono rubriche da 200 indirzzi) e così via per altri 5/10/100 passaggi del genere. Dopo neanche mezz’ora ci sono migliaia di persone che si vedono 120° e inoltrano l’email al suddetto server. Il server risponde a tutti che l’indirizzo non esiste.
Dopo 10 ore diventano milioni di email. Il server continua a rispondere a tutti!
Bene, nel caso di un server Microzoff, al milione non ci arriva nemmeno…. 😉
Nel caso di Linux continua a fare il suo dovere per ore e ore, se configurato bene difficilmente cade ma si intasa di lavoro inutile.

Risultato: le caselle di posta del domino saps.org.za diventano ingestibili e le persone del South African Police Services, che utilizzando la posta per lavorare e (guarda caso!!) proprio a favore dell’unità di protezione bambini, non riescono più a comunicare, mentre il mondo crede di aver fatto del bene. L’obiettivo quindi potrebbe essere quello di intasare i server di posta ottenendo così l’effetto contrario rispetto a quello scritto nell’e-mail?
Mah…

A volte, dietro a certi appelli potrebbero esserci delle verità ma prima di inoltrare certe e-mail sarebbe bene prendere informazioni in rete. In questo caso infatti bastava cercare “Athlone, Sud Africa” su Google, i primi risultati svelano subito il mistero: il grande Attivissimo ha dato da tempo una risposta a questa Bufala.

2 pensieri su “La petizione della bambina Sudafricana è falsa!!

  1. Pingback: » La pigrizia alimenta lo spamming | m4ss.net

  2. Pingback: Maria Claudia, bimba malata di FOP (Fibrodisplasia Ossificante Progressiva) | Davide Gullo, Consulente web

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